Google über alles

Google , secondo quanto riporta il Wall Street Journal, ha iniziato a testare un nuovo servizio di ricerca per gli Utenti televisivi insieme a Dish Network, il secondo provider di canali satellitari in USA.
Il Servizio permette di cercare direttamente dalla Tivù programmi e Video Web, compresi quelli di YouTube e si basa su un set-top box che utilizza parte degli elementi del Sistema operativo Android.
In questo momento i tester del servizio sono un numero non meglio precisato di impiegati Google e i loro famigliari.
Google intende con il suo servizio fornire ai network televisivi come Dish Network un’interfaccia di ricerca per i loro Utenti basata sulla sua tecnologia e potrebbe includere nel servizio spot televisivi da cui macinare business.
L’unico limite potrebbe essere la necessità di avere il set-top box basato su Android per il funzionamento del servizio, che i Network potrebbero essere restii ad adottare per i loro Utenti: ma se il sistema avrà successo in termini pubblicitari, di fronte a una fetta degli introiti, l’ostacolo verrà molto probabilmente abbattuto in fretta.
YouTube aveva cominciato a sperimentare i sottotitoli automatici dei filmati a partire dal Novembre 2009 con un numero selezionato di partner e adesso annuncia di aver aperto questa possibilità per tutti i video e publisher.
I Navigatori hanno la possibilità di attivare i sottotitoli automatici nelle differenti lingue disponibili e i publisher possono inoltre scaricare in locale i file generati automaticamente e editarli manualmente, uploadando successivamente le versioni riviste.
YouTube comunica che il processo di sottotitolazione impiegherà qualche tempo per essere disponibile globalmente e che i publisher possono accelerare il processo facendone richiesta attraverso un apposito comando.

La UE si pronuncia, anche se non commenta direttamente la Sentenza, sulla recente condanna in Italia di tre dirigenti di Google per la messa online su Google Video di un filmato in cui si maltratta un giovane disabile.
“Stiamo seguendo il caso da vicino” ha dichiarato all’Agenzia ANSA un portavoce della Commissione.
“Appoggiamo un Internet aperto che promuova lo scambio di informazioni e opinioni come elemento essenziale delle società democratiche” ha detto ancora il portavoce “Una rete aperta che promuova lo scambio di informazioni ed opinioni in quanto elemento essenziale di società pluraliste e democratiche”.
Il portavoce ha anche anticipicato che nel caso in cui si dovesse sollevare la compatibilità della decisione italiana con le leggi UE, Bruxelles esaminerebbe il caso nello specifico.

Prendete un bus e metteteci a bordo dei ragazzini seduti in ultima fila che maltrattano, non visti dall’autista, un compagno di scuola disabile, riprendendo la scena con il telefonino.
Immaginate che uno dei passeggeri informi l’autista di ciò che sta accadendo e che il guidatore del bus fermi il mezzo e faccia scendere i ragazzini colpevoli dei maltrattamenti.
E mettete infine che l’autista, arrivato al capolinea, trovi ad aspettarlo i carabinieri i quali lo portino in galera per ciò che è accaduto sul bus come corresponsabile dei fatti.
E’ quanto è capitato a Google, vettore di contenuti e condannato per la messa online su Google Video da parte di uno dei suoi Utenti di un filmato in cui viene maltrattato un disabile: senza esserne l’autore, senza aver visto quei contenuti e avendoli rimossi, più o meno velocemente, dopo una segnalazione.
Pe analizzare questa vicenda però, occorre riuscire a dimenticare che la condanna è stata inflitta ai dirigenti Google: altrimenti non si va da nessuna parte.
Nel senso che occorre slegare gli interessi di Google Inc. analizzando il fatto per ciò che è: una sentenza che limita la libertà della Rete, a prescindere da chi è stato condannato.
Se al posto di Google ci fosse stato Yahoo! oppure Microsoft o chiunque altro, sarebbe stata la stessa cosa.
E’ impensabile che i fornitori di servizi UGC possano vagliare tutti i contenuti che vengono postati e non solo, applicare su di essi una censura. Limiterebbe la libertà della Rete, ne minerebbe le fondamenta e sarebbe inoltre tecnicamente impossibile da realizzare.
E’ giusto invece che vi siano dei sistemi volontari di segnalazione di contenuti ritenuti non opportuni e che tali contenuti vengano rimossi se effettivamente violano la legge dei singoli Stati.
Ma il confronto legale deve essere tra chi ha messo online i contenuti e chi li ritiene illegali, senza coinvolgere il fornitore dei servizi.
Anzi, il fornitore di servizi non solo non dovrebbe essere coinvolto, ma non dovrebbe neppure essere obbligato a rimuovere i contenuti in seguito a una semplice segnalazione, se i medesimi non violano le sue policy.
L’obbligo alla rimozione dei contenuti dovrebbe scattare solo se c’è un’Autorità Giudiziaria che ha stabilito che quei contenuti sono illegali dopo un regolare processo tra le parti effettivamente in causa: l’Utente che ha messo online i contenuti sul servizio e chi ritiene di essere parte lesa.

Lo standard Web HTML5 sta riscuotendo un consenso sempre più ampio, grazie soprattutto alle sue doti multimediali, che permettono la fruizione dei contenuti senza la necessità di plugin, con l’introduzione di nuovi appositi tag nel linguaggio.
Google ne ha cominciato recentemente la sperimentazione su YouTube, ed è possibile per i Navigatori aderire in opt-in all’iniziativa.
La società svizzera Jilion ha invece lanciato un Sito dimostrativo in cui illustra il progetto SublimeVideo, un video player basato su HTML5, e i risultati sono davvero ottimi.
Mozilla ha invece realizzato la demo di un uploader d’immagini in collaborazione con TwitPic, il quale ha differenti funzionalità che dimostrano le potenzialità dello standard:

YouTube, che in occasione del Sundance Festival 2010 ha iniziato a sperimentare una formula di noleggio per i film in concorso, pubblica adesso nel canale dedicato differenti cortometraggi selezionati.
I corti sono visualizzabili gratuitamente e questo indirizzo:

Ustream, ha inaugurato un servizio online di video live a pagamento.
Attraverso la piattaforma, è possibile per artisti, intrattenitori e altre figure pubbliche organizzare eventi live e vendere biglietti virtuali per le loro performance e per altri contenuti premium agli stessi legati.
Il primo a utilizzare il servizio è il comico canadese Dane Cook, che il 6 Febbraio prossimo proporrà il suo spettacolo “ISolated INcident“.
Per vedere gli show, i Navigatori possono acquistare i biglietti elettronici dal Sito di Ustream, utilizzando PayPal oppure carta di credito.

YouTube lancia il progetto Music Discovery, attraverso il quale è possibile creare delle playlist dei video musicali di artisti presenti sul Sito di Google, partendo da una chiave di ricerca.
Il motto del progetto è: Find, Mix, Watch.
Music Discovery, propone anche dei Mix di artisti tra loro collegati in base allo stile o al genere, similmente a quanto fanno servizi musicali online come per esempio Last.fm o Pandora, anche se quest’ultima possibilità è per ora piuttosto limitata.
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