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La Notte della Rete italiana rischia di diventare davvero Buia

L’AgCom, quasi all’unanimità, ha approvato oggi lo schema di regolamento sul diritto d’autore. Un testo che aveva provocato negli scorsi giorni fortissime proteste, le quali però non sono servite a bloccare il voto di approvazione.

Il periodo di contraddittorio è stato esteso da 5 a 15 giorni, ma l’impianto e le finalità che muovono AgCom, SIAE e compagnia cantante, rimangono le medesime: quelle cioè di arrogarsi il diritto di mettere in piedi una sorta di procedura inquisitoria che nell’arco di 15 giorni può determinare la sommaria chiusura di siti e blog a tavolino e senza luogo a procedere, data la battaglia impari tra le parti. O il filtro (teoricamente volontario) dei contenuti da parte dei provider italiani, se si tratta di soggetti esteri. In caso di rifiuto di accoglimento della richiesta di rimozione del contenuto, potrà essere comminata al trasgressore una multa fino all’ammontare di 250 mila euro. Il procedimento potrà comunque essere bloccato se una delle parti si rivolgerà alla giustizia ordinaria. Una sorta di spada di Damocle, insomma, che non sgombra il campo dalle precedenti ombre e che continua a far aleggiare lo spettro di una neutralità delle Rete italiana sempre più zoppa e di un’AgCom in preda a delirio di onnipotenza. Partirà adesso un periodo di 60 giorni di consultazione pubblica.

Scrive il blogger Fulvio Sarzana:

“L’AgCom approva oggi 6 luglio  lo schema di regolamento sul diritto d’autore con i voti di tutti i Commissari tranne quelli del Commissario Nicola D’Angelo e l’astensione del Commissario Michele Lauria.

Il Commissario Gianluigi Magri, contrariamente a quanto era circolato nei giorni scorsi, riprende il ruolo di relatore e firmerà il provvedimento.

All’interno del Provvedimento tutti i meccanismi di rimozione selettiva già annunciati e l’inibizione in casi di siti esteri all’accesso dei cittadini italiani che verranno segnalati ai provider italiani.

Nel caso dei siti esteri non si tratterebbe di un’ordine impartito ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche per i provider ma di un “warning”.

Dopo alcuni warning l’Autorità si rivolgerà  alla Magistratura.

Il testo viene ora messo in consultazione per un periodo di 60 giorni.

Il periodo di contraddittorio è esteso a 15 giorni.

L’Autorità inoltre invierà una segnalazione al Governo al fine di far predisporre una norma  relativa all’ estensione di potere al fine di esercitare direttamente poteri inibitori”.

UPDATE:

Comunicato Stampa diffuso da AgCom, che illustra nel dettaglio lo schema:

Diritto d’autore: approvato schema di regolamento, 60 giorni per la consultazione

-      Nessuna inibizione dell’accesso ai siti Internet

-      Misure per la promozione legale e a costi ridotti dei contenuti digitali

-      Possibile ricorso al giudice in ogni fase della procedura

-      Siti esteri: prima il richiamo, poi segnalazione alla magistratura

-      Calabrò: “Eliminate ambiguità e  possibili criticità, ora confronto a tutto campo”

 

Il Consiglio dell”Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, nella sua riunione odierna, ha approvato a larghissima maggioranza (7 voti a favore, un astenuto e uno contrario) uno “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Il provvedimento sarà sottoposto a consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla sua  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, con l’obiettivo di acquisire tutte  le proposte e le osservazioni dei soggetti interessati e di consentire così un’occasione aggiuntiva di confronto puntuale  sul testo.

Lo schema di regolamento è stato infatti rielaborato a seguito della consultazione pubblica sui “lineamenti di provvedimento” che ha visto la partecipazione di 55 soggetti in rappresentanza, a vario titolo, delle diverse comunità e gruppi di interesse.

Il presidente Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto  un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato

la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno“.

Lo schema del provvedimento si divide in due parti.

La prima è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale e la promozione effettiva dell’accesso ai contenuti da parte degli utenti, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

-      promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative;

-      elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici;

-      promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti;

-      promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium;

-      individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza;

-      realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti;

-      osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali;

Tali obiettivi saranno perseguiti anche attraverso l’istituzione presso l’Autorità di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti.

La seconda parte dello schema di regolamento contiene una serie di misure a tutela del diritto d’autore e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all’Autorità.

  • Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down).
  • Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata.
  • La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti. Inoltre, come tutti i provvedimenti dell’Agcom, anche le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al TAR del Lazio.
  • La procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use):
    • i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro;
    • l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione;
    • l’uso didattico e scientifico;
    • la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa.
  • La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie:

-      non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni peer-to-peer;

-      non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo del normale sfruttamento dei contenuti;

-      non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte;

-      inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.

Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza.

Roma, 6 luglio 2011

Il Traffico Internet in Libia nuovamente Azzerato

Stando al grafico del servizio di monitoraggio Google Transparence Monitor, il traffico Internet in Libia è nuovamente pari a zero. Un forte calo dello scambio di dati in Rete nel Paese nordafricano dove è in atto una guerra civile, si era già riscontrato nelle scorse settimane. Il caso libico, pare però essere diverso da quello egiziano. In Egitto il Governo aveva ordinato ai provider di mettere offline i loro server e se da un altro Paese si provavano a pingare le macchine egiziane, non si otteneva risposta. In Libia invece, i server sono ancora online, ma i router scartano i pacchetti di dati in modo silente, con la cosiddetta tecnica “black hole”.

In pratica, ciò che stanno facendo gli ISP libici è molto simile a quanto mettono in atto le reti quando ricevono un eccesso di traffico e lo deviano altrove. ”E’ come uno scenario post-apocalittico, dove le strade ci sono, ma il traffico è inesistente” ha dichiarato James Cowie, chief technology officer della società di consulenza IT Renesys.

L’Egitto torna Online

Differenti fonti confermano che i servizi dei maggiori ISP egiziani sono tornati operativi, mettendo fine al blocco di Internet messo in atto da parte del morente regime di Mubarak alcuni giorni fa.

Non è ancora chiaro se la decisione sia stata presa delle autorità egiziane oppure sia un’azione autonoma delle compagnie di telecomunicazione del Paese.

L’unica cosa certa è che i cittadini egiziani hanno nuovamente la possibilità di connettersi alla Rete.

Internet Fuorilegge in Egitto

Era già accaduto qualcosa di simile in Tunisia e in Iran, dove gli accessi alla Rete erano stati limitati, ma nel caso dell’Egitto si tratta di un blocco totale. Le autorità del Paese nordafricano hanno praticamente eliminato la possibilità di collegarsi alla Rete, bloccando i servizi dei quattro principali fornitori di accesso e mettendo offline 80 milioni di persone. Anche le reti degli operatori wireless non funzionano regolarmente e in molte zone è difficile comunicare via SMS.

La drastica decisione del Governo egiziano è arrivata dopo l’annuncio da parte delle organizzazioni di protesta di nuove imponenti manifestazioni contro il presidente egiziano Hosni Mubarak previste per oggi.

Negli scorsi giorni la posta elettronica e i social network erano stati utilizzati in modo massiccio dai manifestanti, sia per far conoscere all’esterno ciò che sta accadendo nel Paese, sia a scopo organizzativo.

Da quando sono iniziate le proteste circa una settimana fa, tra manifestanti e forze dell’ordine, ci sono stati almeno sette morti.

Tim Berners-Lee: i Social Network sono un Pericolo per il Futuro del Web

Nel corso di un’intervista allo Scientific American Journal, il fondatore del World Wide Web Tim Berners-Lee ha dichiarato che Facebook, LinkedIn e altri Social Network rappresentano un pericolo per il futuro del Web. Secondo Berners-Lee infatti, i Social Network starebbero stravolgendo i principi che stanno alla base del www, creando una frammentazione dell’informazione, blindata all’interno di isole separate.

“Il Web si è evoluto in uno strumento potente e diffuso poiché è stato costruito su principi di eguaglianza” ha detto Berners-Lee “Le Rete così come la conosciamo però, è messa in pericolo in differenti modi. I social network stanno diventando delle piattaforme centralizzate in cui i contenuti sono chiusi e che non permettono il pieno controllo delle informazioni. Con la diffusione di questo tipo di architettura, il Web sta diventando sempre più frammentato, diminuendo la presenza di un unico spazio universale delle informazioni”.

Questa frammentazione del Web sta generando conflitti tra le varie “isole” di dati: Facebook e Google hanno iniziato una battaglia in merito all’esportazione dei contatti dei loro iscritti. Google ha richiesto a Facebook e alle altre terze parti che utilizzano le sue API di essere reciproche quando mettono in atto la possibilità per i loro iscritti di importare nei loro servizi i contatti Google. Anche se Facebook ha recentemente introdotto la possibilità per i Navigatori di scaricare in locale una parte dei contenuti dei loro profili, rimangono però esclusi i contatti.

Facebook ha superato i 500 milioni di iscritti lo scorso Luglio. Una community che è aumentata di 250 milioni in un anno. Secondo i dati di comScore, società specializzata nella misurazione Web, a fine Ottobre Facebook aveva 620 milioni di iscritti.

Berners-Lee ha anche criticato le applicazioni desktop e mobili che costringono gli utenti in un ecosistema chiuso, come iTunes della Apple, ma anche le applicazioni che propongono contenuti che sono esclusi dal Web.

Il padre del Web ha poi parlato di Net neutrality, avversando l’accordo che Google e Verizon hanno raggiunto lo scorso Agosto e che ipotizza delle eccezioni alla neutralità su determinati contenuti Web che transitano sulle Reti mobili: “Molte persone che vivono nelle zone rurali, dallo Utah fino all’Uganda hanno accesso a Internet unicamente attraverso le reti mobili” ha detto Berners-Lee “E’ bizzarro pensare che i diritti fondamentali di accesso all’informazione siano rispettati quando ci si connette alla Rete in Wi-Fi, ma non quando lo si fa con il proprio cellulare”.

Più di un Milione di Telefonate nelle Prime 24 ore per il servizio di telefonia in Gmail

Sembrerebbe proprio che la possibilità di effettuare chiamate telefoniche direttamente da Gmail che Google ha inaugurato alcuni giorni fa negli USA e in Canada, abbia incontrato il favore dei navigatori. La società di Mountain View ha infatti reso noto attraverso un tweet, che a 24 ore dal lancio del servizio le telefonate effettuate da Gmail sono state più di un milione.

Il rapido decollo del servizio deriva da una serie di fattori. Innanzi tutto le chiamate da Gmail per destinazioni statunitensi e canadesi sono gratuite (almeno fino alla fine dell’anno) e le tariffe al di fuori dei due Paesi sono estremamente aggressive, anche rispetto a quelle di Skype. Inoltre la rapida adozione del servizio è senza dubbio da collegarsi alla vasta community di navigatori che hanno un account Gmail. Una buona percentuale di essi già utilizzava il servizio di chat testuale e video offerto da Google ed è stata particolarmente proattiva nel testare la nuova possibilità messa a disposizione da Mountain View.

Ritirato il Mandato di Cattura nei confronti del Fondatore di WikiLeaks Julian Assange

Nelle scorse ore era circolata la notizia di un mandato di cattura emesso dalla procura di Stoccolma nei confronti di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. L’accusa era di stupro. Adesso giunge l’annuncio del ritiro del mandato da parte della medesima procura.

“Non penso sussistano le ragioni per mantenere un mandato d’arresto” ha dichiarato il capo procuratore Eva Finne.

Un portavoce della procura ha dichiarato a NBC News che rimangono le accuse per molestie, le quali non sono però di tale gravità da giustificare un mandato di cattura. Il portavoce ha aggiunto che le autorità svedesi non sanno dove si trovi in questo momento il fondatore di WikiLeaks.

I responsabili del Wiki, in un tweet, avevano definito le accuse nei confronti di Assange “prive di fondamento” e “inquietanti”.

Arriva il Bookmarklet Ufficiale di Twitter

Twitter rilascia un bookmarklet ufficiale, che può essere utilizzato per condividere su Twitter qualsiasi pagina Web ed è compatibile con i principali browser in circolazione.

Cliccando sul bookmarklet, si attiva un popup attraverso il quale è possibile twittare la pagina web che si sta navigando. Il tweet viene postato sull’account nel quale si è loggati in quel momento. Il servizio di shortener URL di default è co.t, lanciato da Twitter nel Giugno scorso.

Una decina di giorni fa Twitter aveva proposto un bottone di condivisione ufficiale dedicato ai responsabili dei siti.

Il Fondatore di WikiLeaks Julian Assange ricercato per Stupro

Julian Assange, trentanovenne fondatore di WikiLeaks è ricercato per due capi d’accusa. Una delle imputazioni sarebbe violenza sessuale. A confermarlo è stato il procuratore di Stoccolma Maria Haljebo, che non ha però specificato quale sia la seconda accusa. Il quotidiano svedese Expressen riporta che si tratterebbe di aggressione nei confronti di un’altra donna. Le accusatrici di Assange sarebbero due giovani tra i venti e i trent’anni. Non è ancora chiaro se il mandato sia internazionale. WikiLeaks ha replicato attraverso il suo account Twitter definendo le accuse “prive di fondamento” e definendo il fatto “inquietante”.

Il Wiki fondato da Assange aveva pubblicato il mese scorso migliaia di documenti del Pentagono riguardanti la guerra in Afghanistan ripresi poi da tre importanti quotidiani internazionali. Il successivo annuncio di WikiLeaks relativo all’esistenza di nuova documentazione (almeno altri 15.000 documenti) aveva fatto ulteriormente salire la tensione tra il Pentagono e i responsabili del Sito.

Il Team Facebook spiega in un Video il Servizio Places

Facebook ha realizzato un video in cui il team di sviluppo del Social Network spiega le possibilità offerte dal servizio di gelocalizzazione Places lanciato ieri.

Lo stile ricorda molto quello utilizzato dalla Apple nei filmati che solitamente seguono il lancio dei suoi prodotti.

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