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Social, to be Happy: Google ci riprova con Google+

Questa volta, l’unico modo per dichiarare al mondo il proprio indirizzo di posta elettronica Gmail e le principali corrispondenze dovrebbe essere quello di indicarlo in un Tweet nel tentativo di ottenere un invito al nuovo servizio sociale varato da Mountain View. Se da una parte non dovrebbe quindi ripetersi la Caporetto di Buzz, dall’altra ci risiamo con una Beta privata ad inviti, così come era accaduto con Wave: vizio o virtù? Ai posteri.

In ogni caso Google, dopo numerosi tentativi riprova a diventare sociale con un nuovo servizio: si chiama Google+ e intende offrire agli Utenti la possibilità di non far conoscere al loro datore di lavoro il fatto che godano a esercitarsi con una balestra utilizzando come bersaglio un cartonato che lo rappresenta, oppure di celare un tracollo del giuramento matrimoniale a causa del loro ormone imperante.

Come realizzare contesti sociali e portare Zuckerberg a somatizzare analizzando le statistiche relative ai Gruppi Facebook in attesa di una IPO taumaturgica? Grazie alle “cerchie”, contesti sociali ristretti che, appunto, contestualizzano i rapporti: una cerchia per il lavoro, una per gli amici, una per i parenti e via dicendo.

Lo aveva già detto circa un anno fa Paul Adams, senior user experience di Google, che la filosofia sociale oltre l’ostacolo sarebbe stata questa; e aveva portato un esempio tanto banale quanto illuminante: “Se sei a casa di tua madre, ti comporterai diversamente da quando sei al bar con i tuoi amici o con i colleghi nel tuo ufficio”.

Google ha messo online un sito verticale che illustra Google+. Lo potete navigare a questo indirizzo:

http://gplusproject.appspot.com/static/it.html

p.s. Google ha intenzione di sfruttare la enorme crescita di Android: 500 mila nuovi dispositivi attivati al giorno, secondo un recente Tweet di Andy Rubin. Per questo è disponibile da subito una app. Ah, è c’è anche una Chatroulette “ristretta” che si chiama Videoritrovi. Vabbè, navigatevi il link sopracitato, ve lo spiegano loro.

Google in Cerca di Nuovi Business in Cina

Google Inc. e la Cina sono da tempo protagoniste di uno scontro digitale caratterizzato da reciproche accuse, ma ciò non significa che la società di Mountain View abbia intenzione di farsi sfuggire un mercato dove si stima ci siano più di 450 milioni di Utenti Internet e dove la crescita del mercato online è stata nel 2010 del 46%. Non stupiscono dunque le dichiarazioni di Elliott Ng, director and head of product management di Google per la Cina, il quale ha detto che la società statunitense sta cercando “acquisizioni che possano supportare le attività cinesi di Google, in particolare nei settori delle applicazioni mobili e di commercio elettronico”.

Attualmente, le attività di Google in Cina si concentrano principalmente sulla vendita di pubblicità online alle aziende cinesi che esportano prodotti all’estero e sulla proposta di nuovi formati di display advertising. Tutte le strade che Mountain View può intraprendere per aumentare il suo business cinese senza entrare in conflitto diretto con le autorità del Paese asiatico, sono tutt’altro che escluse.

Gli esperti ritengono che se Google utilizzerà alleanze e acquisizioni per crearsi nuove opportunità nel mercato cinese, tali joint venture potrebbero poi rivelarsi utili anche in altri mercati: “Ha certamente senso che Google Inc. guardi con interesse alla Cina, non solo per le opportunità del mercato asiatico, ma anche per scoprire nuove tecnologie che potranno esserle utili altrove”. ha dichiarato Michael Clendenin, fondatore della società di ricerca RedTech Advisors.

Google Accusa la Cina: Interferenze al Servizio Gmail per colpire i Dissidenti

Ritorna a salire la tensione tra Google e la Cina. La società di Mountain View ha infatti accusato il governo cinese di interferire con Gmail, provocando intenzionalmente problematiche agli Utenti del Paese asiatico che utilizzano il servizio di posta elettronica di Google . In particolare, le problematiche riguarderebbero difficoltà a inviare messaggi e a indicarli come “non letti”. Riscontrate anche difficoltà non meglio precisate nell’utilizzo di altri servizi.

Le sospette interferenze di Pechino in Gmail, coincidono con le iniziative lanciate da dissidenti attraverso siti web operativi al di fuori dei confini della Cina e che si richiamano alla cosiddetta “rivoluzione cinese dei gelsomini,” un movimento  ispirato alle rivoluzioni in atto in Medio Oriente. I dissidenti hanno già organizzato assembramenti di persone in luoghi prescelti di diverse città della Cina.

“Abbiamo analizzato attentamente la situazione e dal nostro lato non risulta alcun tipo di problema tecnico in Gmail” ha dichiarato un portavoce di Mountain View.

Google aveva già parlato una decina di giorni fa di attacchi informatici “apparentemente a sfondo politico” diretti contro i suoi Utenti, facendo riferimento a una vulnerabilità di Internet Explorer che sarebbe stata sfruttata dagli hacker per compiere le loro azioni.

Quello tra Google e la Cina è uno scontro digitale che continua ormai da tempo. In seguito a degli attacchi informatici avvenuti nel Gennaio 2010 proprio al servizio Gmail, la società di Mountain View aveva minacciato di abbandonare il mercato cinese e aveva poi deciso un paio di mesi dopo di effettuare un redirect dei risultati del Motore di Ricerca sulla versione coreana del medesimo.

Google: tutti i Profili Privati eliminati dopo il 31 Luglio 2011

Le voci che volevano il lancio imminente di un nuovo Social Network di Google denominato Circles si sono sgonfiate. Questo fatto non significa che l’azienda di Mountain View non desideri essere della partita. E’ ormai ben nota la frustrazione di Google, il quale se è leader incontrastato della ricerca Internet, ha fino a oggi però fallito tutti i tentativi di lanciare un suo servizio sociale credibile. Google non è abituata a giocare un ruolo di secondo piano. Se poi il settore è decisamente strategico, com’è appunto quello dei Social Network, la posizione di comprimario diventa ancora più scomoda. Se ci aggiungiamo infine che il settore ha un mattatore che si chiama Facebook che non teme alcun tipo di concorrenza e che anzi, si permette a volte di assumere un’aria di superiorità, allora il clima che si respira in casa Google quando si pronuncia la parola “Social” è abbastanza intuibile: pesante.

Uno degli strumenti sui quali Google ha puntato maggiormente per portare sulla via sociale gli Utenti del Motore, è stato quello dei Profili collegati agli Account registrati per l’utilizzo dei suoi vari servizi online, nonché per la personalizzazione delle opzioni di ricerca. A Mountain View considerano giustamente fondamentale questa base sociale. Per questo hanno deciso di renderla più aperta possibile, eliminando definitivamente i Profili privati, che saranno automaticamente messi offline dopo il 31 Luglio 2011.

“Lo scopo dei Profili Google è consentirti di gestire la tua identità online” scrive Google sulla guida di supporto al servizio “Ormai, quasi tutti i Profili Google sono pubblici. Siamo convinti che il miglior uso possibile dei Profili Google consista proprio nell’aiutare le persone a mettersi in contatto fra di loro e a ritrovarsi online. Dato che i profili privati non possono essere utilizzati in questo modo, abbiamo deciso che tutti i profili devono essere pubblici. Se hai un profilo privato e non desideri renderlo pubblico, puoi eliminarlo o lasciare semplicemente le cose come stanno. Tutti i Profili privati saranno eliminati dopo il 31 luglio 2011″.

Google non intende ripetere l’errore che aveva compiuto in occasione del lancio di Buzz, il servizio sociale legato a Gmail che in un primo tempo rendeva automaticamente pubblici gli Utenti con i quali si aveva maggiore corrispondenza. Una gaffe che aveva causato forti polemiche, contribuendo a stroncare sul nascere il successo dell’iniziativa. Questa volta Google, sebbene non si tratti di un passo che rivoluziona i Profili, né il lancio di un nuovo servizio, mette le mani avanti: “Non dimenticare: l’unico dato che sarà obbligatoriamente visualizzato nel tuo profilo è il tuo nome. Tutte le altre informazioni che non vuoi condividere potranno essere da te modificate o rimosse” viene precisato nella pagina della Guida dove si annuncia la scomparsa dei Profili privati.

Google offre la possibilità di escludere Siti dai Risultati

Nel costante tentativo di smorzare le polemiche che lo indicano come un vespaio di link farm e siti spam, Google ha introdotto la possibilità di escludere determinati domini Web dai risultati del Motore di Ricerca. I Navigatori hanno adesso a disposizione un link che permette loro di bloccare i domini indesiderati. L’operazione incide su tutte le SERP successive all’operazione ed è possibile gestire i blocchi attraverso un’apposita pagina dei settaggi.

Google aveva recentemente rilasciato un’estensione Chrome grazie alla quale si ottiene un risultato simile, ma il lancio della nuova opzione a tutti i navigatori porta il blocco dei siti indesiderati a essere una funzionalità di primo piano del Motore.

Accesso Simultaneo sui Servizi Google

La possibilità di accedere ai servizi Google con differenti account senza necessariamente doversi sloggare era nell’aria da parecchio tempo, e finalmente la società di Mountain View l’ha abilitata (in opt-in) a tutti gli Utenti. I servizi Google coinvolti nell’implementazione sono in questa fase Gmail, Calendar, Reader, Code, Sites e Voice.

Per abilitare l’accesso con differenti account, occorre navigare la pagina di impostazione del proprio account Google e selezionare la voce “Modifica” a fianco di “Accesso simultaneo“.

Google spinge l’Acceleratore su Chrome OS

Google ha tenuto ieri un evento dedicato a Chrome in cui ha presentato uno store di Applicazioni per il navigatore e ha inaugurato una fase di test dell’atteso Sistema Operativo Chrome OS, che sarà lanciato in versione finale entro la prima metà del 2011. I produttori che hanno già annunciato di avere in cantiere hardware con a bordo Chrome OS sono Acer e Samsung, ma ne seguiranno di certo altri.

Il browser Chrome ha avuto una crescita notevole nel corso del’ultimo anno, triplicando l’Utenza e passando da 40 a 120 milioni di utilizzatori. La caratteristica del software di Google che lo fa apprezzare maggiormente ai Navigatori è senza dubbio la velocità, e Mountain View ha dichiarato che ne aumenterà ulteriormente le performance, grazie al nuovo motore Javascript denominato Crankshaft.

Il Chrome Web Store è un marketplace di Applicazioni che permette di scaricare software che si integrano nel browser. Attualmente lo store propone circa 500 Applicazioni suddivise in differenti categorie come comunicazione, news, produttività, giochi e utility. Le icone delle Applicazioni installate si posizionano nella tab di nuova scheda ed è possibile decidere se lanciarle con un click in una scheda normale, agganciata, oppure a schermo intero.

Lo store è disponibile unicamente in lingua inglese, ma le Applicazioni gratuite possono essere installate anche dai Navigatori di altri Paesi, compresa l’Italia.

Per quanto riguarda Chrome OS, Google ha dato il via a una fase pilota di test dedicata per ora agli USA. Coloro che lo desiderano, possono far parte del test facendone richiesta tramite un apposito form. I tester riceveranno gratuitamente un netbook da Google. Secondo il produttore Invetec, i netbook a disposizione per il test sono circa 60.000. Gli hardware hanno schermo da 12 pollici, memoria flash, Webcam e connessione Wi-Fi e 3G.

L’UE aumenta la Pressione su Google: al via l’Investigazione per Abuso di Posizione Dominante

Abuso di posizione dominante. Questa è l’ipotesi che sta alla base dell’inchiesta iniziata dall’Antitrust Europeo nei confronti di Google nel Febbraio scorso e che adesso, dopo un’analisi preliminare, è formalmente aperta. A Febbraio, l’UE aveva inviato a Google una serie di prime richieste di chiarimenti per decidere se procedere con l’investigazione.

L’infrazione è la medesima che che veniva imputata a Microsoft quando proponeva il browser Internet Explorer di default in Windows, una vertenza che si era poi risolta con l’introduzione del Ballot Screen.

Nel caso di Google, l’UE investiga sulle funzionalità di ricerca e sui metodi di vendita pubblicitaria di Google.

L’azione dell’UE nasce dalla denuncia del Motore di ricerca inglese Foundem, il sito di comparazione e recensione prodotti Ciao ed ejustice.fr, Sito francese che si occupa di tematiche legali. Ciao è stato acquistato da Microsoft nel 2008 e Foundem è un membro di ICOMP, un gruppo Internet che ha ricevuto fondi da Redmond.

Quando era Microsoft a essere sotto accusa, Google si offrì come consulente dell’UE per l’investigazione nei suoi confronti.

Le accuse mosse nei confronti di Google riguardano la penalizzazione dei concorrenti nei risultati organici e in quelli a pagamento. I denuncianti sostengono inoltre che Google favorirebbe i suoi servizi danneggiando i competitor.

Anche se la fase delle conclusioni è ancora lontana e per ora si tratta di comprendere quanto fondamento abbiano le tesi dei denuncianti, è indubbio che l’annuncio pubblico dell’UE significa che l’Antitrust sia deciso ad andare fino in fondo.

Google licenzia il Dipendente che ha dato la Notizia dell’Aumento degli Stipendi

Ieri, la notizia dell’aumento degli stipendi del 10% a tutti i dipendenti Google si era diffusa rapidamente in Rete e aveva fatto il giro del mondo. A supporto della notizia era circolata la mail con la quale il CEO Erich Schmidt aveva dato la bella notizia ai Googlers.

C’è un dipendente di Mountain View però che non solo non beneficerà dell’aumento del salario, ma che è stato addirittura licenziato da Google: l’ingegnere che ha passato la mail di Schmidt a Business Insider, che per primo l’ha pubblicata online.

La mail con cui Schmidt aveva comunicato l’aumento di stipendio ai Googlers era infatti confidenziale e il CEO della società di Mountain View non deve aver preso troppo bene la soffiata del suo sottoposto, tanto che quest’ultimo è stato defenestrato senza troppi complimenti. Lo sfortunato quanto incauto ingegnere deve adesso trovarsi un nuovo lavoro: può provare a bussare alla porta di Facebook.

Google aumenta lo Stipendio ai suoi Dipendenti del 10%

Google non è evil, perlomeno per i suoi dipendenti, che si sono visti recapitare una mail nella loro casella di posta in arrivo firmata dal CEO Erich Schmidt in cui c’erano buone notizie per i loro portafogli.

La società di Mountain View ha infatti deciso di aumentare lo stipendio a tutti i circa 20.000 Googlers del 10%, a partire dal primo Gennaio 2011. E’ previsto inoltre per ciascuno di loro un “holiday bonus” di 1.000 dollari.

Google, ha praticamente confermato l’aumento di stipendio: “Anche se non siamo soliti commentare vicende interne, crediamo che questo piano di compensazione per i nostri dipendenti sia importante per il futuro di Google” ha dichiarato un portavoce della società.

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