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Warner Bros: “Il Cavaliere Oscuro” in Noleggio Online su Facebook

Warner Bros ha annunciato che sarà la prima Major hollywoodiana a proporre in noleggio un film direttamente su Facebook. Per ora l’operazione sarà ristretta al mercato statunitense. L’iniziativa prenderà il via proponendo agli iscritti del Social Network di Palo Alto il lungometraggio “Il Cavaliere Oscuro” diretto da Christopher Nolan. Il costo sarà di 30 Crediti Facebook, pari a 3 dollari. Il film sarà visualizzabile nelle 48 ore successive all’acquisto, con la possibilità di interrompere e riprendere la riproduzione del filmato nell’arco di tempo del noleggio.

Anche se il noleggio su Facebook del film della saga di Batman sarà per Warner Bros un test, la Major ha reso noto che nei prossimi mesi saranno proposti online con questa formula altri titoli. ”Facebook è diventata una destinazione quotidiana per milioni di persone” ha dichiarato Thomas Gewecke, Presidente della divisione Digital  di Warner Bros “Mettere i nostri film a disposizione su Facebook è la naturale estensione della nostra offerta digitale”.

Uno dei co-fondatori di Facebook mette sul Mercato 10 Milioni di Azioni

Mentre è in atto una corsa degna dei forty-niners per accaparrarsi quote di Facebook Inc, sembrerebbe che uno dei co-fondatori del Social Network abbia deciso invece di alleggerirsi di una parte della sua fetta di proprietà, pari a 10 milioni di azioni. Non è chiaro quale dei co-fondatori sia colui che ha messo sul mercato le quote, ma non c’è dubbio che la cerchia sia ristretta a quattro persone: il CEO Mark Zuckerberg e i co.fondatori Chris Hughes, Dustin Moskovitz e Edoardo Savarin.

Considerando le più recenti quotazioni delle azioni Facebook, che sono pari a 30 dollari, la vendita potrebbe fruttare circa 300 milioni di dollari. La quantità delle azioni rappresenta circa l’1% delle quote totali. La notizia ha messo in fibrillazione Wall Street. Potenziali acquirenti hanno già dimostrato il loro interesse. Il mercato intorno allo scambio privato di azioni del Social Network è molto attivo, protagonisti banche, venture capital e singoli investitori. Goldman Sasch, all’inizio dell’anno ha investito nel Social Network di Palo Alto 500 milioni di dollari. Il valore totale di Facebook è attualmente stimato intorno ai 50 miliardi di dollari. I vertici del Social Network hanno recentemente dichiarato che potrebbero promuovere un’IPO entro la metà del 2012.

Goldman Sachs e Digital Sky Technologies investono 500 Milioni di Dollari in Facebook

Goldman Sachs e Digital Sky Technologies hanno investito 500 milioni di dollari nel Social Network Facebook, sulla base di una valutazione della società superiore a 50 miliardi di dollari, secondo quanto riportano fonti vicine all’operazione. Facebook Inc. supera così il valore di altri giganti Internet come eBay e Yahoo!

L’investimento rende più forte la società di Mark Zuckerberg e permette agli azionisti, compresi gli impiegati Facebook, di monetizzare parte delle azioni in loro possesso.

L’operazione aumenta inoltre la già notevole pressione per una possibile entrata in borsa di Facebook. Nonostante i massimi dirigenti e il CEO Mark Zuckerberg continuino ad escludere questa eventualità nel breve periodo, le indiscrezioni suggeriscono che il board del Social Network avrebbe indicato l’intenzione di considerare un’offerta pubblica entro il 2012.

Goldman Sachs è una delle più grandi banche d’affari del mondo e ha investito in Facebook 450 milioni di dollari. Goldman proporrà ai suoi clienti di investire nel Social Network attraverso uno “special purpose vehicle” e prevede di rastrellare, sulla base della valutazione da 50 miliardi di dollari, circa 1.5 miliardi di dollari, realizzando una sorta di “IPO privata”, che è già al centro di forti polemiche.

Digital Sky Technologies ha invece investito 50 milioni di dollari. La società russa aveva già investito in Facebook nel 2009, nel corso di due distinte operazioni, arrivando a possedere il 3.5% di Facebook Inc.

Operazione Payback: Facebook e Twitter in bilico tra Neutralità e Schieramento

Dopo che Mastercard, Visa e PayPal hanno bloccato la possibilità di effettuare sui loro circuiti donazioni monetarie a favore di WikiLeaks, sono state oggetto di attacchi informatici da parte di sostenitori del Sito fondato da Julian Assange.

Gli Hacker hanno messo in atto un’azione “corale” che è stata nel suo complesso denominata “Payback“. Questo nome è stato attribuito agli attacchi da Anonymous, il gruppo di Hacker che li ha organizzati e rivendicati. Si è trattato perlopiù di attacchi DDoS che hanno temporaneamente messo offline i siti delle società oggetto di ritorsione e reso inutilizzabili parte dei loro servizi.

Per comunicare informazioni riguardanti le loro operazioni, gli Hacker si sono avvalsi di differenti servizi online, tra cui anche Social Network come Facebook e Twitter.

In passato, nel caso delle proteste in Iran e in altre occasioni nelle quali le comunicazioni dei navigatori erano rese difficili da poteri sovrastanti che limitavano la libertà di espressione, Internet si era rivelata fondamentale per veicolare al di fuori dei contesti specifici i racconti e le idee di chi li stava vivendo in prima persona. Sia Facebook che Twitter in quelle occasioni avevano svolto un ruolo importante ed erano stati per questo considerati strumenti di libertà e neutralità.

Nel caso dell’Operazione PayBack, sia Facebook che Twitter non si sono limitate a veicolare le comunicazioni, ma hanno preso una posizione.

Facebook ha bloccato le Pagine del gruppo Anonymous sulla base di una violazione dei suoi temini di utilizzo. Un portavoce di Facebook ha dichiarato che questo tipo di provvedimenti vengono messi in atto per contrastare “Azioni e contenuti che promuovono attività illegali che sono state rilevate da Facebook stessa oppure segnalate dai navigatori”.

Twitter ha invece sospeso l’account del gruppo. Secondo quanto è trapelato, la sospensione dell’account Twitter è derivata dalla presenza in un Tweet di un link che portava a un file in cui erano contenuti dei dati di carte di credito. Twitter non ha voluto discutere sui dettagli della sospensione dell’account: “Non commentiamo sulla specifica azione che abbiamo messo in atto” ha detto un portavoce del Social Network.

Non è chiaro se queste azioni di Facebook e Twitter nei confronti di Anonymous siano derivate da pressioni del Governo USA, così come era accaduto in modo invece molto chiaro nel caso di Amazon, avvenuto la scorsa settimana.

Ipotizzando delle effettive pressioni ricevute da Facebook e Twitter o una presa di posizione da parte della loro dirigenza, i due Social Network avrebbero perso per la prima volta e in modo netto la loro “innocenza” sul terreno della libertà di espressione, remando a favore di un potere di natura politica o di un atteggiamento di parte.

Il fatto sarebbe ancor più grave poiché messo in atto per appoggiare il potere degli Stati in cui hanno sede le due società, facendo emergere in modo evidente una loro natura geopolitica che nulla ha a che vedere con i principi di libertà che stanno alla base di Internet, il quale nel momento in cui ha lasciato l’ambito militare è diventato uno strumento di comunicazione civile e dunque, neutrale.

Facebook annuncia un Sistema di Comunicazione che unisce Email, Chat ed SMS

Facebook ha da poco annunciato i “Nuovi Messaggi”, rivoluzionando il suo sistema di messaggistica interno e aggiungendo la possibilità di effettuare le conversazioni su differenti piattaforme come messaggistica istantanea, posta elettronica ed SMS.

La posta elettronica è quindi solamente uno degli elementi a disposizione del nuovo sistema di messaggistica di Facebook, il quale non intende sostituirla, anche se il Social network di Palo Alto fornisce agli iscritti un indirizzo @facebook.com. Il sistema funziona però anche con altri account email, compreso Gmail.

Se si invia un messaggio attraverso il sistema di Facebook, questo può essere ricevuto attraverso il mezzo preferito in quel momento. I messaggi possono essere gestiti sul Sito del Social Network, essere forwardati sulla posta elettronica, inviati su IM oppure via SMS.

Facebook, nel suo sistema utilizza le conversazioni a thread raggruppandole per soggetti partecipanti. Si basa inoltre sulla lista dei contatti per definire la loro priorità e li separa in tre differenti gruppi: “messaggi”, “altro” e “spazzatura”. I primi sono quelli ricevuti dagli amici Facebook, i secondi quelli ricevuti da Utenti con cui non si ha amicizia diretta e gli ultimi sono quelli contrassegnati dal filtro antispam. Il tutto è personalizzabile con l’intervento diretto degli Utenti.

Il Social Network abiliterà gradualmente i nuovi messaggi a tutti gli Iscritti. Per ora è possibile richiedere un invito all’utilizzo del servizio attraverso una pagina specifica.

Google chiede Reciprocità a Facebook sui Contatti

Facebook continua a fagocitare contenuti e dati esterni al Social Network e questo non rende Google troppo felice. Tanto che il gigante di Mountain View ha deciso di alzare il livello dello scontro con una piccola, ma significativa modifica ai termini di utilizzo che ha un grosso impatto sull’utilizzo delle sue API riguardanti i contatti.

In pratica, d’ora in avanti le terze parti che desiderano utilizzare i contatti Google nei loro servizi, dovranno a loro volta permettere in modo reciproco a Google di avere accesso ai loro contatti.

Visto che Facebook non offre questa possibilità, viene tagliato fuori. Attualmente, quando ci si iscrive al Social Network, agli Utenti viene proposto di inserire le proprie credenziali Google, in modo che Facebook possa importare gli indirizzi email dei contatti. Questo non sarà più possibile.

Facebook non ha mai permesso l’esportazione verso l’esterno dei dati dei contatti dei suoi iscritti e questo è stato spesso oggetto di critiche. Il Social Network di Palo Alto ha recentemente lanciato una nuova funzionalità che permette di effettuare il download dei propri dati, ma non sono compresi i contatti.

UPDATE: Facebook ha trovato il modo per aggirare il blocco di Google.

Facebook Places, Deal e Gruppi su iPhone e Android

Facebook aumenta le funzionalità a bordo delle sue Applicazioni mobili per iPhone e Android.

Le nuove versioni dei software per le due piattaforme mobili comprendono adesso anche Luoghi, la funzionalità che permette di condividere la propria posizione con gli amici, Deal, che mette a disposizione una serie di offerte commerciali collegate ai Luoghi e i nuovi Gruppi varati recentemente dal Social Network, funzionalità che permette la creazione di contesti sociali verticali con gruppi ristretti di amici.

Per utilizzare Facebook Luoghi dalle Applicazioni mobili occorre naturalmente condividere la propria posizione. Facebook a quel punto propone una serie di Luoghi vicini che possono essere scelti come attuale posizione dell’Utente. E’ possibile indicare se altri amici si trovano in quel momento nello stesso Luogo.

Dalla schermata del singolo Luogo è poi anche possibile avere accesso ai Deal e cioè alle offerte: singole prenotazioni e acquisti, oppure “offerte speciali”. Per esempio, se un iscritto effettua un certo numero di acquisti o check-in, oppure coinvolge i propri amici ha diritto a degli sconti. A disposizione anche una modalità charity per la beneficenza.

Nella nuova versione delle Applicazioni mobili di Facebook è introdotto inoltre il single sign-on, il quale facilita l’autenticazione sui siti di terze parti richiedendo i parametri di login solo al primo accesso.

Secondo gli ultimi dati, i navigatori che hanno effettuato l’accesso a Facebook in mobilità nel mese scorso, sono stati circa 200 milioni.

Facebook mette in Scatola Drop.io

Facebook ha acquisito la maggior parte degli asset e della tecnologia del servizio di upload e condivisione online Drop.io, fagocitando il fondatore Sam Lessin, che entrerà a far parte a tempo pieno del team del Social network di Palo Alto.

Drop.io è un servizio di storage online che si basa sul concetto dei drops, cioè contenitori che possono essere utilizzati per il deposito e la condivisione di file.

A seguito dell’acquisizione il servizio verrà messo offline. A comunicarlo è Lessin con un post sul Blog ufficiale della società. Il servizio rimarrrà in piedi fino al 15 Dicembre, poi tutti i drop verranno cancellati. Nessun nuovo drop potrà essere creato a partire da oggi.

Altre applicazioni di Drop.io come Presslift, l’applicazione di Yahoo! Mail e le API rimarranno invece operative oltre il termine del 15 Dicembre. Lessin scrive che la società fornirà prossimamente ulteriori informazioni in merito.

L’acquisizione di Drop.io da parte di Facebook è un ulteriore segnale di quanto il Social Network intenda essere presente in modo forte nel settore della condivisione e dello storage di file online.

Sempre più Aziende Tedesche bloccano Facebook e altri Social Network per problemi di Sicurezza

Secondo quanto riporta il settimanale economico Wirtschaftswoche, molte delle principali aziende tedesche hanno cominciato a bloccare l’accesso a Facebook e ad altri Siti di social networking ai propri dipendenti per problemi di sicurezza e per il timore che attraverso le chat interne dei Siti Web possano essere messi in atto tentativi di spionaggio industriale. La distrazione causata ai dipendenti dalla navigazione sui Social Network è causa del loro blocco solo per il 30% dei manager intervistati. I dati si riferiscono a una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica Clearswift.

La guerra ai siti sociali riguarda la maggior parte delle aziende inserite nell’indice di borsa tedesco, il Dax-30. Gli  esperti di sicurezza aziendali hanno dichiarato che il rischio che può derivare dall’utilizzo dei Social Network è “Inaccettabile”.

“Molti siti di social networking non sono più disponibili per la maggior parte del nostro staff a causa di problemi di sicurezza” ha dichiarato un portavoce di Commerzbank, il secondo istituto di credito tedesco. Anche altre grandi aziende della Germania come HeidelbergCement e Volkswagen hanno messo in atto provvedimenti simili bloccando “Differenti Social Network” sulla base degli stessi timori.

Gli australiani sembrano invece essere meno teutonici e passare sopra ai rischi di sicurezza. Una recente ricerca dell’Università di Melbourne è infatti giunta alla conclusione che i Social Network facciano bene al rendimento lavorativo, se utilizzati con parsimonia. I dipendenti che utilizzano i Social Network per meno del 20% del proprio orario di lavoro, secondo la ricerca risulterebbero essere il 9% più produttivi.

Facebook: la Privacy degli Utenti bucata dalle Applicazioni

Il Wall Street Journal ha condotto un’inchiesta che ha evidenziato come numerose Applicazioni Facebook siano in grado di conoscere dati sensibili degli Utenti iscritti al Social Network come i loro nomi e in alcuni casi quelli dei loro amici. La problematica riguarderebbe milioni di navigatori che utilizzano Applicazioni, inclusi coloro che hanno dei settaggi della privacy restrittivi. Si tratta quindi di un vero e proprio bug che va contro le regole stesse del Sito.

Non è chiaro da quanto tempo esista il problema. Un portavoce di Facebook ha dichiarato che gli sviluppatori sono al lavoro per “limitare drammaticamente” l’esposizione dei dati personali, ma ormai il danno è fatto e i dati comunicati fino a oggi non torneranno certo indietro.

“La nostra piattaforma tecnologica è sempre stata accompagnata da forti policy di sicurezza” ha detto ancora il portavoce “E continueremo a lavorare perchè gli Utenti abbiano il controllo delle loro informazioni”.

La maggior parte delle Applicazioni coinvolte nelle problematiche evidenziate dal WSJ non sono sviluppate da Facebook, ma da terze parti. Dopo l’articolo, Facebook ha stoppato molte di esse.

Facebook è stato nel corso del tempo numerose volte al centro di polemiche riguardanti la privacy e il controllo dei contenuti postati sul Social Network. Fino a oggi si era però sempre trattato di scelte più o meno consapevoli, mentre questa volta la posizione ufficiale di Facebook è quella di essere stata colta di sorpresa e ammettere un problema che è derivato da qualcosa che è sfuggito al suo controllo.

L’ultima volta che Mark Zuckerberg ha parlato di privacy su Facebook (senza convincere) è stato dal palco del D8 lo scorso Giugno, in seguito alle modifiche dei settaggi della privacy del Social Network.

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