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uTorrent introduce lo Streaming Video

Il protocollo BitTorrent è stato per un decennio sinonimo di file sharing e attendere alcune ore prima di terminare i download dei file, è stata a lungo considerata la norma.

Adesso però i tempi sono cambiati e con la diffusione della banda larga questa attesa sta cominciando a essere percepita dagli Utenti come un retaggio del passato.

uTorrent, il popolare client multi piattaforma per il download di file .torrent, fa un notevole passo avanti e con la Versione 2.0  Beta, introduce la possibilità per gli Utenti di vedere i video in streaming durante il download.

Quando si inizia il download di un file con la RC di uTorrent, dopo alcuni secondi (o minuti, dipende dalla quantità dei seed) il tasto play posizionato vicino al nome del .torrent diventa verde ed è possibile iniziare la riproduzione in streaming.

Di default, uTorrent riproduce i file in streaming con un lettore web DivX, ma è possibile attraverso la impostazioni scegliere VLC o altri Media Player.

Via | TorrentFreak

La TV pubblica norvegese NRK crea un suo Tracker BitTorrent

L’iniziativa di NRK, Broadcaster pubblico norvegese che riceve circa il 94% dei suoi introiti grazie al canone dei cittadini, e che aveva deciso di ampliare la sua audience mettendo online le sue trasmissioni TV sulla Rete BitTorrent, senza ovviamente richiedere diritti digitali, sta riscuotendo un grande successo.

Solamente nell’arco dei primi tre mesi dalla data del lancio dell’iniziativa, avvenuta nel gennaio 2008, le trasmissioni TV erano state scaricate 90.000 volte.

Le trasmissioni di NRK sono in lingua norvegese, ma il broadcaster fa le cose sul serio, rilasciando anche un file per i sottotitoli.

E non solo. NRK ha deciso adesso di creare un suo Tracker BitTorrent attraverso il quale distribuire i contenuti.

Il Tracker si basa su OpenTracker lo stesso software utilizzato da The Pirate Bay, ma è dedicato naturalmente a distribuire i soli contenuti di NRK.

Via | ArsTechnica

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 5

Il quinto giorno del Processo a The Pirate Bay è iniziato con l’esame da parte dell’accusa dell’imputato Peter Sunde.

L’accusa ha domandato a Sunde i motivi della nascita di  TPB, il quale ha risposto che lo scopo è quello di permettere agli utenti di condividere informazioni e che può accadere che i navigatori scambino tra loro materiale coperto da copyright, definendo questa eventualità come “una triste conseguenza”

Sunde ha poi riferito i risultati di una ricerca effettuata su TPB, la quale ha evidenziato che su 1.000 torrent presi in analisi, l’80% è risultato legale. Un risultato vicino a quello riscontrato su YouTube con una ricerca simile.

L’esame si è poi focalizzato sulla valutazione dei rappporti tra Sunde e l’inserzionista pubblicitario Oled Daniel. L’accusa ha dimostrato che tra i due vi era una collaborazione costante, che riguardava tra le  altre cose il varo di un progetto Web di streaming video chiamato Video Bay e anche l’idea di vendere le statistiche del sito. L’accusa ha poi sostenuto che questa collaborazione con Daniel abbia portato Sunde a percepire lauti guadagni. L’imputato ha ammesso la collaborazione, ma ha smentito categoricamente i guadagni. 

L’accusa ha quindi posto all’imputato tutta una serie di domande in merito al Partito dei Pirati, del quale Sunde è simpatizzante, tanto da essere intervenuto in numerose conferenze organizzate dal Partito.

Sunde ha ribattuto che non gli risulta che il processo che lo vede imputato sia di natura politica, bensì legale. Anche se l’accusa non ha accettato formalmente questa obiezione, non è comunque più tornata sull’argomento.

Il processo è continuato con l’esame dell’imputato Carl Lundström, che ha spiegato le modalità del suo coinvolgimento nelle attività di TPB, inizialmente n qualità di sostenitore e poi come consulente e ha anche ammesso di aver contribuito economicamente all’acquisto di beni strutturali per TPB.

Lundström ha spiegato di non avere avuto motivazioni politiche alla base del suo coinvolgimento, ma che il suo interesse era unicamente quello condiviso con gli altri coimputati, cioè la realizzazione del più grande sito BitTorrent del mondo. E ha sostenuto che fu questo ad affascinarlo principalmente.

Anche a Lundström è stato domandato se conosca  Oled Daniel. L’imputato ha risposto di conoscerlo molto bene.

L’avvocato delle Major cinematografiche è intervenuto domandando a  Lundström, perchè un uomo d’affari di 48 anni avesse rapporti con il team di TPB, ma la difesa si è opposta.

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 4

Nel quarto giorno del Processo a The Pirate Bay, l’accusa ha iniziato l’udienza richiedendo l’acquisizione degli atti di una causa finlandese contro il sito Finreactor, al termine della quale sette persone sono state condannate per favoreggiamento alla violazione di copyrights. L’intento dell’accusa, sembrerebbe quello di mettere, nel proseguio del Processo, tale causa  in relazione  con il procedimento in atto.

La difesa ha invece evidenziato uno scambio di email tra gli imputati, che dimostrerebbe che i responsabili di TPB avrebbero cercato di spostare l’attività in un altro Paese, in cerca di un luogo dove fosse possibile operare. Questa, secondo la difesa, sarebbe la prova che gli imputati tengono in considerazione le leggi e anzi, cercavano di trovare una soluzione che permettesse loro di portare avanti legalmente il servizio.

L’attenzione della corte si è poi spostata su uno degli imputati, Fredrik Neij, al quale è stato domandato se Oded Daniel, uno degli inserzionisti pubblicitari del sito, fosse coinvolto negli aspetti tecnici di TPB.

L’imputato ha risposto che no, non ne aveva le capacità tecniche e ha aggiunto ironicamente, per sottolineare questo aspetto: “Utilizza Windows, quindi…”

Per quanto riguarda la questione riguardante la possibilità di TPB di verificare i torrent, la difesa ha spiegato che il sito è privo di censura. Ogni giorno vengono aggiunti migliaia di nuovi torrent e TBP non ha la possibilità di effettuare un controllo su tutto ciò che viene aggiunto.

L’accusa ha fatto notare che TPB ha ospitato dei torrent a siti pedopornografici. Ha domandato a uno degli imputati, Gottfried Svartholm Warg, se ne avessero informato la polizia e se avessero rimosso i torrent.

L’imputato ha risposto che alcuni torrent di questo tipo furono proattivamente rimossi, ma che a suo parere non è compito di TPB investigare sui crimini, bensì della Polizia. E che in ogni caso la rimozione di questi torrent potrebbe danneggiare eventuali indagini in corso da parte delle forze dell’ordine.

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 3

Nel terzo giorno del Processo a The Pirate Bay, si è innanzi tutto discusso dell’impatto sul procedimento in seguito al decadere di una parte delle accuse, avvenuta il giorno precedente.

L’accusa ha definito questo fatto come un piccolo cambiamento. Di ben altro avviso è stata la difesa, la quale ha detto che si tratta invece di una modifica importante, su cui ritornerà in seguito, nel corso del procedimento.

L’IFPI ha spiegato in che modo intende richiedere il risarcimento a TBP per la messa online di link a .torrent verso file coperti da copyrights.

L’associazione dei produttori musicali valuta giusto un risarcimento pari a 10 volte il costo della licenza per il download di ogni singolo brano, nel periodo antecedente alla messa online ufficiale dello stesso da parte delle Major.

Inoltre l’IFPI  rifiuta la tesi difensiva secondo la quale l’Hub non avrebbe ricavi, sostenendo invece che TPB è un’organizzazione criminale su larga scala la quale genera un grosso volume d’affari.

L’avvocato della  Sony, accusa invece TBP di non aver risposto ai messaggi inviati dalla sua cliente, che chiedevano all’Hub di eliminare i link a file coperti da copyrights, nonostante fosse tecnicamente in grado di effettuare queste eliminazioni.

La parola è poi passata all’avvocato che rappresenta l’industria cinematografica, il quale ha evidenziato i gravi danni subiti a causa della segnalazione dei link e del download di film e programmi televisivi prima del loro lancio ufficiale e che ha illustrato un metodo di richiesta danni simile a quello dell’IFPI.

La difesa ha risposto che la richiesta danni basata sui download non ha fondamento in quanto gli stessi non sono mai avvenuti direttamente su TPB e che uploadare un torrent è altra cosa rispetto a renderlo disponibile. 

Il funzionamento del download di un file attraverso BitTorrent richiede infatti che il file debba essere messo in seed, ha spiegato ancora la difesa: cosa che TPB non ha mai fatto, limitandosi a mettere online i link verso i file .torrent, senza mai ospitarli sui suoi server. Ha inoltre fatto notare che i torrent si possono trovare anche sui motori di ricerca, come per esempio su Google.

La difesa ha poi evidenziato che esiste una normativa europea, la 2000/31/EG, la quale dice che chi mette a disposizione un servizio d’informazione relativo a contenuti generati originariamente da terze parti, non è perseguibile.

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 2

Il fatto importante del secondo giorno del Processo in corso a Stoccolma contro The Pirate Bay, è la decisione obbligata da parte dell’accusa di far decadere buona parte dei capi d’imputazione a carico dei responsabili dell’Hub, poiché impossibilitata a portare come prova i file .torrent, in quanto non ospitati direttamente da TPB.

Durante l’esposizione della requisitoria, è risultato chiaro che l’accusa non conosce le dinamiche di funzionamento del Protocollo BitTorrent: era infatti palesemente convinta che TBP ospitasse direttamente i file .torrent.

Rimane quindi adesso in piedi la parte dell’impianto accusatorio riguardante il fatto che TPB ha reso disponibile materiale coperto da copyrights, con la conseguente richiesta di risarcimento da parte delle Major.

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 1

La prima giornata del Processo che è iniziato ieri a Stoccolma contro il Sito The Pirate Bay, ha visto gli imputati difendersi negando di aver compiuto atti criminali, ammettendo comunque il loro coinvolgimento e le loro responsabilità nella messa online e nella gestione del Sito.

L’accusa ha invece dipinto gli imputati come un gruppo di nerds farciti di ideologie, che partiti per varare un ambizioso progetto online, se lo sono poi visti sfuggire di mano e sono dovuti ricorrere in seguito agli introiti pubblicitari per gestirne l’impressionante crescita: e questo secondo l’accusa ha cambiato le carte in tavola, trasformandola in un’attività a scopo di lucro la quale, anzi, ha poi arricchito i creatori del sito e istigato gli utenti di TPB a violare i copyright delle Major.

La difesa non ha negato parte di quanto sostenuto dall’accusa, ma ha precisato che il ritorno pubblicitario non copre nemmeno l’intero ammontare delle spese di gestione di TPB e che inoltre il sito è un semplice motore di ricerca dedicato ai file Torrent, il quale non ospita i file (illegali o legali che siano) limitandosi a indicizzarli e che quindi gran parte dell’impianto accusatorio è privo di sostanza.

Questo potrebbe essere IL PUNTO a favore della difesa. Tra l’altro esiste una sentenza spagnola del settembre 2008 in tal senso, che ha assolto l’hub Sharemula, il quale indicizza link della Rete eDonkey.

The Pirate Bay: inizia il processo show

Inizia oggi nelle aule del Tribunale di Stoccolma il Processo ai responsabili dell’hub BitTorrent The Pirate Bay, i quali, nonostante rischino qualche anno di galera, hanno promesso di trasformare il procedimento in un evento spettacolare.

Certo, non è la prima volta che The Pirate Bay viene trascinata in Tribunale per accuse di violazione di copyright, era già accaduto anche in Italia

Ma questa volta, la volontà da parte degli imputati di portare le tematiche in discussione al di fuori dell’aula giudiziaria, è particolarmente forte: si tratterà di una sentenza importantissima per il P2P.

Potrebbe trasformarsi in una gogna o in un trionfo. Ciò che è certo è che rappresenterà un precedente fondamentale.

E’ stato allestito un sito che seguirà in tempo reale il processo e sono previsti eventi, manifestazioni, spettacoli, oltre che la presenza di fronte al Tribunale del bus di The Pirate Bay, un centro stampa itinerante.

Via | TorrentFreak

BitTorrent come strumento di marketing per le band musicali

Molti sono i musicisti che stanno sperimentando e utilizzando BitTorrent per far conoscere la loro musica e costruirsi una base di fans, ma i componenti del gruppo olandese Silence is Sexy sono andati oltre.

La band ha infatti sottoposto alla giuria dell’edizione 2009 dell’Interactive Award organizzato in Olanda la sua esperienza dal titolo “Using Torrents As A Successful Marketing Tool” e si è vista addirittura inserita nella rosa di candidati alla vittoria.

Via | Torrentfreak

I Nine Inch Nails sono online: davvero

La rock band americana dei Nine Inch Nails si destreggia piuttosto bene sia con la musica che con la Rete.

Il loro dialogo online con i fan è continuo e fruttuoso, tanto che in un post sul blog ufficiale del gruppo, il leader Trent Reznor annuncia che un gruppo di appassionati della musica dei NIN gli ha proposto di segnalare un lungo video di riprese HD dal vivo del tour della band, cosa che Reznor ha prontamente fatto.

Internet Rocks!

Via | Mashable

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