Archive for 'P2P'

Arrivano gli Hacker anche nella Baia dei Pirati

Prima o poi doveva capitare, che anche The Pirate Bay fosse oggetto di un attacco da parte di Hacker, anche se si è trattato di un attacco piuttosto particolare.

Un esperto di sicurezza argentino che si fa chiamare Ch Russo ha infatti dichiarato di essere riuscito a ottenere l’accesso al pannello di amministrazione del Motore di Ricerca di file .torrent e attraverso una SQL Injection, a sfruttare delle vulnerabilità presenti sul sito che si appoggia appunto su un Database SQL.

Ch Russo sostiene di essere riuscito quindi a ottenere i dati di registrazione degli utenti di The Pirate Bay, inclusi i loro IP e i .torrent scaricati e uploadati su TPB.

Il Motore di Ricerca è stato offline per qualche ora e i responsabili della baia hanno detto di aver aggiornato il DB e risolto le vulnerabilità messe in evidenza da Russo.

L’Hacker ha dettagliato la sua azione al Blog dell’esperto di sicurezza Brian Krebs, il quale ne ha confermato l’autenticità.

Russo ha comunque dichiarato di non aver intenzione di divulgare i dati di cui è venuto in possesso attraverso la sua azione, che sarebbe stata dunque unicamente dimostrativa.

Stop Temporaneo per The Pirate Bay, che veleggia in Nuove Acque

Com’era già accaduto in passato, quando dopo un blocco imposto in seguito a una denuncia da parte della autorità svedesi The Pirate Bay aveva dovuto migrare i suoi server,  il Motore di Ricerca di file .torrent è stato nuovamente preso di mira da azioni legali, finendo offline per qualche ora.

I server, che erano attualmente nella farm di CB3ROB situata nel bunker costruito nel 1955 dal Ministero della Difesa tedesco ma burocraticamente in territorio olandese, sono stati spostati verso nuova ignota destinazione e il Sito è nuovamente visibile per la maggior parte degli Utenti.

Questa volta la denuncia è arrivata della Motion Picture Asssociation of America (MPA) che raccoglie le principali Major, le quali hanno ottenuto un’ingiunzione preliminare presso la Corte di Amburgo.

In Italia, già dal Marzo scorso, il Tribunale del Riesame di Bergamo ha rigettato la richiesta di annullamento del provvedimento di sequestro originale presentata dai difensori di TPB, in relazione al sequestro dell’Agosto del 2008, provocando di fatto il filtro della baia da parte degli ISP italiani.

The Pirate Bay è comunque sempre meno utilizzato dai navigatori, in quanto ha chiuso il suo tracker già nel Novembre 2009 e sono online differenti alternative e nuovi metodi di condivisione file.

UPDATE: A offrire il nuovo host a TPB è lo Swedish Pirate Party.

A Volte Ritornano: GGFX Riannuncia l’Acquisto di The Pirate Bay

Sembrerebbe che l’infinita saga della vendita di The Pirate Bay stia per tornare d’attualità.

L’acquisto di TPB da parte di Global Gaming Factory X non è mai stato portato effettivamente a termine, ma adesso la società torna alla carica dichiarando che prevede di chiudere l’operazione entro il 30 Giugno, grazie all’appoggio di una società chiamata Business Marketing Services, la quale avrebbe accettato di sborsare 10 milioni di dollari per gli asset di TPB.

Business Marketing Services avrebbe azionisti in comune con GGF e intenderebbe con il dominio e il marchio di TPB lanciare un servizio a pagamento per il download di contenuti legali basato su una tecnologia di condivisione file all’avanguardia.

Così come nel precedente tentativo di acquisto, tutto potrebbe adesso accadere. Compresa l’eventualità che l’operazione non vada in porto.

Chiacchiere e Distintivo

Alla fine la causa FAPAV Vs Telecom Italia si è sgonfiata.

La FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audiovisiva italiana) in questi ultimi due anni ha monitorato la navigazione dei clienti Telecom Italia, avvalendosi della collaborazione della società francese specializzata CoPeerRight. Sulla base di questi dati avrebbe voluto denunciare coloro che hanno utilizzato sistemi di file sharing per scaricare file coperti da copyright e per questo domandava i dati degli Utenti a Telecom Italia.

In realtà non aveva alcuna base per poter pretendere una cosa del genere.

Il Giudice ha sentenziato che “solo l’autorità giudiziaria può obbligare i provider a comunicare i nomi degli utenti che scaricano file pirata e a bloccare siti e servizi che causano gli illeciti”.

Il Giudice ha inoltre deciso che FAPAV non ha commesso illeciti con il suo monitoraggio in quanto aveva  “ad oggetto dati aggregati (numero degli accessi a ciascuna opera in un determinato periodo di tempo) che non consentono l’identificazione di alcun indirizzo IP degli utenti”. Niente Harakiri perlomeno.

Caso chiuso. Arrivederci alla prossima rutilante iniziativa di FAPAV.

La Warner Bros Inglese recluta Cyber Spie tra gli Studenti

Il fatto che l’Inghilterra sia la patria di James Bond ha probabilmente influito sulla decisione della divisione anti-pirateria della Warner Bros britannica, la quale ha iniziato una campagna di recruiting per la ricerca di giovani spie, mettendo un annuncio rivolto agli studenti delle Università di Sua Maestà.

I candidati devono avere un’ottima conoscenza delle tecnologie di file sharing per assistere la Warner Bros nella sua azione anti pirateria.

Tra le mansioni delle cyber spie vi è il monitoraggio delle Reti P2P alla ricerca di file coperti da copyright, l’acquisizione di informazioni su Siti e Gruppi di file sharing e sulle altre attività che possono ledere gli interessi di Warner Bros in Rete. I candidati devono inoltre essere in grado utilizzare strumenti per l’invio di richieste per la messa offline dei file pirata.

La paga non è niente male: 17.500 sterline per 12 mesi, a partire da Luglio 2010.

La Procura di Bergamo Oscura anche Labaia.net

La Procura di Bergamo ha ordinato la chiusura anche di Labaia.net, Sito che offriva l’accesso proxy a The Pirate Bay, il Motore di Ricerca di file .torrent oscurato in seguito alla decisione del Tribunale del Riesame di Bergamo emessa a Febbraio.

Quando nell’Agosto del 2008 c’era stato un primo oscuramento di TBP, un servizio simile era stato indicato da Peter Sunde, uno dei fondatori della Baia, ma in quel caso si trattava del dominio Labaia.org, il quale era direttamente collegato a TPB.

“Labaia.net non è menzionato nel provvedimento” ha dichiarato Giovanni Battista Gallus, uno dei legali di TPB “Ma nell’ordinanza si dice che l’oscuramento riguarda anche tutti i futuri domini collegabili all’IP della Baia”.

AI responsabili di Labaia.net sono stati sequestrati tutti gli hardware e la Polizia Tributaria ha effettuato copie del Sito e dei Log.

In seguito all’oscuramento di TPB, i Navigatori italiani si sono spostati su altri Siti Torrent alternativi come BTjunkie o PirateBayItalia.

Pirateria in crescita in Francia dopo l’Applicazione dell’Hadopi

La Legge Hadopi approvata in Francia nell’Ottobre del 2009, il cosiddetto three strike alla francese, avrebbe dovuto nelle intenzioni dei legislatori porre un freno alla pirateria, ma in realtà sembrerebbe che le cose siano andate diversamente.

Secondo uno studio pubblicato (PDF 90 KB) dall’Università di Rennes infatti, non solo la pirateria in Francia non è diminuita dopo il varo del three strike, ma anzi, è cresciuta del 3%.

L’aumento della pirateria dimostra che a dispetto della Legge, gli Utenti transalpini non hanno per nulla cambiato le loro abitudini, ma semplicemente hanno iniziato a utilizzare altri metodi per aggirare la Legge.

Ne è un chiaro segnale l’aumento in Francia dell’utilizzo dei sistemi di streaming come Megaupload e di Rapidshare.

Questi sistemi non sono compresi nella Legge Hadopi e quindi sono considerati sicuri dagli Utenti, mentre l’utilizzo delle Reti P2P e in particolare di BitTorrent è passato dal 17,1% al 14,6% da Settembre a Dicembre 2009.

I risultati della ricerca dimostrano poi come l’utilizzo di Leggi come Hadopi sia assolutamente inutile: tali provvedimenti non solo sono criticabili per il metodo liberticida che prevede la disconnessione degli Utenti, ma anche per la loro completa inefficacia.

La risposta alla crescita della pirateria a livello mondiale non sono le Leggi, ma la capacità da parte dell’industria dell’intrattenimento di rinnovarsi e proporre servizi online in grado di rispondere alla domanda dei consumatori digitali.

Il Parlamento Europeo a un passo dal No al Three Strike

E’ stata proposta ufficialmente oggi dai gruppi parlamentari la risoluzione comune del Parlamento Europeo contro L’Accordo Commerciale Anticontraffazione (ACTA), che verrà votata domani in sessione plenaria a Strasburgo.

La risoluzione stabilisce la contrarietà da parte del Parlamento Europeo per tutte le misure che prevedono la disconnessione degli Utenti dalla Rete, come per esempio la Legge Hadopi varata in Francia dal Governo Sarkozy.

Inoltre nella risoluzione viene esplicitata la contrarietà da parte dell’UE nei confronti delle attività della Polizia di frontiera nei casi di perquisizione di lettori MP3, cellulari e computer portatili allo scopo di cercare file multimediali, la quale prevederebbe, nel caso in cui i cittadini non dimostrino il possesso legittimo dei file, la confisca e la distruzione dei loro dispositivi.

Se la risoluzione passerà, l’Europa avrà la possibilità finalmente gettare alle ortiche proposte e Leggi liberticide come Hadopi, che hanno trovato simpatizzanti anche in Italia.

UPDATE: La risoluzione è passata a larga maggioranza con 663 voti a favore e 13 contrari.

Google esclude la Home Page di BTJunkie dai Risultati

Google ha rimosso dai suoi risultati la Home Page di BTJunkie, uno dei più popolari Motori di Ricerca di file .torrent. L’esclusione potrebbe essere dovuta a una richiesta di Fox, relativa alla presenza di un torrent del film Avatar sul Sito.

La società di Mountain View, quando riceve richieste specifiche di violazione del Digital Millenium Copyright Act, esegue di solito manualmente l’esclusione di determinati risultati

In passato, in seguito a una di queste richieste, Google aveva escluso l’Home Page di The Pirate Bay e aveva in seguito dichiarato che si era trattato di un errore.

Non è chiaro se anche in questo caso la rimozione della Home Page di BTjunkie sia un errore oppure un atto voluto da parte di Mountain View.

La Francia va Oltre l’Hadopi con LOPPSI2

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato una proposta di Legge denominata LOPPSI2 (Loi d’Orientation et de Programmation Pour la Sécurité Intérieure, che significa legge d’orientamento e della programmazione per la sicurezza interna) la quale, se approvata anche dal Senato nelle prossime settimane, prevederà la creazione di una blacklist di Siti che gli ISP francesi saranno obbligati ad oscurare.

La proposta è stata inizialmente dichiarata necessaria dalla maggioranza di Sarkozy per combattere la pedo-pornografia, ma permetterà al Governo francese di bloccare anche altri siti che violano il copyright.

La Francia, che ha già approvato la Legge Hadopi, il cosiddetto trois strike alla francese, se la proposta LOPPSI2 passerà anche al Senato diventerà di gran lunga il Paese europeo con il più duro regime di censura dei contenuti Web .

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