Archive for 'Editoria'

USA: nel 2010 per la Prima Volta più Budget Pubblicitario ai Media Digitali che alla Carta Stampata

Era chiaro che in termini di raccolta pubblicitaria i media digitali avrebbero prima o poi superato la carta stampata, ma che il sorpasso avvenisse così presto non era però prevedibile.

E invece, perlomeno negli USA, secondo uno studio della società di marketing digitale Outsell, su 368 miliardi di dollari che verranno spesi nel corso del 2010 dai reparti marketing degli inserzionisti statunitensi, il 32.5% andrà ai media digitali e solo il 30.3% alla carta stampata.

Se le cifre riportate nello studio verrano confermate dai fatti, la spesa pubblicitaria digitale avrà compiuto negli Stati Uniti un balzo in avanti del 10% rispetto al 2009.

In Europa, l’Inghilterra è stata invece la prima economia di rilievo a livello mondiale in cui la spesa pubblicitaria sul Web ha sorpassato quella televisiva: è accaduto nel Settembre 2009.

Murdoch come Giulio Cesare: per Sconfiggere Google

Il magnate dell’editoria Rupert Murdoch, proprietario del Gruppo editoriale News Corp., secondo quanto scrive il New York Magazine avrebbe ideato un vero e proprio piano per rendere la vita difficile a Google, accusata di sfruttare gratuitamente i contenuti degli Editori per poi guadagnare con la pubblicità.

Il Piano sarebbe anche stato battezzato: Alesia, dal nome della città in cui Giulio Cesare sconfisse i Galli nel 52 AC.

L’iniziativa, messa in questa chiave assume toni un pò ridicoli, ma va detto che le mosse poste in atto da Murdoch fino ad oggi, sono invece davvero poco amichevoli nei confronti di Mountain View.

Murdoch già nell’Agosto del 2009 dichiarò che tutti i Siti di News Corp sarebbero diventati a pagamento, quindi tre mesi dopo minacciò di togliere i Siti di sua proprietà dagli indici di Google e poco tempo dopo si palesò la possibilità di un accordo con Microsoft, secondo il quale a fronte di un pagamento, Redmond si sarebbe garantita in esclusiva sul suo Motore di Ricerca Bing i contenuti di News Corp.

Le prossime tappe del Piano Alesia sono per ora ignote. A quando l’attraversamento del Rubicone?

Il New York Times annuncia Ufficialmente che dal 2011 NYTimes.com diventerà a Pagamento

New York Times Company, ha oggi annunciato ufficialmente che a partire dal 2011 introdurrà un modello a pagamento per la lettura delle notizie sul Sito NYTimes.com.

L’Editore continuerà a offrire una certo numero di articoli gratuiti su base mensile e richiederà un fee quando il navigatore supererà tale soglia.

Il NYT farà convivere questa nuova formula con il modello di business basato sulla proposta ai navigatori di annunci pubblicitari e ha precisato che gli abbonati all’edizione cartacea continueranno ad avere accesso gratuito a tutti i contenuti del Sito.

La versione che sdoganerà il NYT verso la formula a pagamento sarà basata su una nuova infrastruttura online, in grado di poter esser fruita su differenti piattaforme e che sarà varata nel corso del 2010.

Un esperimento in questa direzione, è la nuova modalità di visualizzazione delle notizie denominata Times Skimmer che il NYT ha presentato alla fine del 2009 e che è particolarmente adatta agli Slate e ai Tablet.

Gli Editori Americani si alleano per la Vendita Online delle loro Pubblicazioni in Formato Digitale

Cinque dei maggiori Editori statunitensi (Condé Nast, Hearst, Meredith, News Corp e Time Inc.) annunciano una Joint Venture per la creazione di un negozio online volto alla vendita delle loro pubblicazioni in formato digitale con un formato standard aperto.

Lo store sarà in pratica un iTunes delle riviste e dei quotidiani che già dalla sua nascita sarà in grado di raggiungere potenzialmente più di 144 milioni di lettori, cioè l’attuale audience dei cinque editori, ma che ha l’ambizione naturalmente di conquistare nuovi Utenti grazie alla innovativa distribuzione dei contenuti sui differenti dispositivi digitali.

L’obiettivo degli Editori è quello di creare un formato aperto che sia possibile visualizzare su piattaforme e formati di schermo differenti: smartphone, tablet, lettori eBook e portatili.

Non è ancora trapelato un nome ufficiale del progetto, né una data di lancio, ma è quasi certo che prenderà il via nel corso del 2010.

Via | AllThingsDigital

Il New York Times si Prepara all’Avvento dei Tablet con Times Skimmer

Il News York Times ha presentato una nuova modalità di visualizzazione delle notizie denominata Times Skimmer la quale è chiaramente, per le sue caratteristiche, preparatoria all’arrivo dei Tablet.

Times Skimmer permette infatti di visualizzare le varie notizie suddivise in differenti categorie, in un’unica schermata e cambiare le videate tematiche attraverso un menu laterale, già pensato per un’interfaccia touchscreen.

Anche il click sulle singole notizie porta a un box che sta tutto in una schermata e in cui la notizia è racchiusa in un frame scrollabile.

In queste ore, anche Time Inc. strizza l’occhio ai Tablet, proponendo un concept video della sua rivista Sports Illustrated (versione prevista per il lancio nel 2010) su dispositivo touchscreen:

Microsoft Propone a Murdoch il Pagamento delle Notizie di News Corp

Secondo quanto riporta il Financial Times, potrebbe profilarsi un’alleanza anti Google tra il magnate dell’editoria Rupert Murdoch e Microsoft.

Microsoft avrebbe infatti proposto a Murdoch il pagamento dei contenuti dei Siti di News Corp, allo scopo di averli in modo preferenziale tra i risultati del suo Motore di Ricerca Bing.

Murdoch recentemente aveva dichiarato di voler rimuovere i contenuti dei Siti di News Corp da Google, accusando Mountain View di trarre profitti pubblicitari dal servizio Google News, senza corrispondere nulla agli editori, se non in termini di traffico Web.

Se l’accordo tra Microsoft e Murdoch dovesse concludersi, potrebbe trovare emuli tra gli altri editori, che in un periodo di profonda crisi pubblicitaria e in cui il traffico ha perso valore, non disdegnano di certo denaro fresco in cambio dei loro contenuti.

Via | SearchEngineLand

Rupert Murdoch: potremmo togliere i nostri contenuti dall’indice di Google

Nel corso di un’intervista a Sky News, il magnate dell’editoria Rupert Murdoch ha dichiarato che potrebbe verificarsi l’eventualità, qualora i Siti del suo gruppo News Corporation dovessero diventare a pagamento, che i loro contenuti vengano rimossi dall’indice di Google.

Quando Murdoch ha criticato gli aggregatori di news come Google News accusandoli di sfruttare gratuitamente i loro contenuti per poi guadagnare con la pubblicità, l’intervistatore ha domandato perchè News Corporation semplicemente non rendesse invisibili i contenuti ai Motori di Ricerca.

E’ stato a questo punto che Murdoch ha replicato: “Penso che lo faremo”.

Anche se in passato Murdoch aveva già criticato gli aggregatori di news, questa è la prima volta che esplicitamente ipotizza un possibile blocco nell’indicizzazione dei Siti di News Corporation, che comprendono per esempio The Sun, The Times, il New York Post e il Wall Street Journal.

Il Wall Street Journal è l’unica testata online già a pagamento del Gruppo, ma è comunque presente nell’indice di Google. Dopo essere approdati sul Sito del giornale, i navigatori possono vedere le prime righe degli articoli e avere poi a disposizione la versione integrale pagando un abbonamento.

Da parte sua Google, recentemente interpellata dalla Newspaper Association of America (NAA) ha risposto agli editori proponendo un sistema di micropagamento per le news.

Via | PaidContent

Google Editions, il negozio di eBook di Google arriverà entro la metà del 2010

Google, dalla Fiera del Libro di Francoforte ha annunciato la sua intenzione di lanciare un negozio online di eBook chiamato Google Editions e il cui varo è previsto entro la prima metà del 2010.

Una mossa che naturalmente intende acquisire quote nel mercato in cui sono attualmente leader Amazon e Barnes & Noble.

Google ospiterà sui suoi server gli eBook e li renderà ricercabili attraverso un motore di ricerca. I libri saranno poi acquistabili tramite Google Checkout e scaricabili direttamente da Google.

I libri digitali, disponibili per qualsiasi dispositivo con a bordo un Web Browser, saranno inizialmente circa mezzo milione. Titoli disponibili sullo Store di Google grazie a delle partnership di Mountain View con gli Editori o con altri soggetti che ne detengano i diritti.

“Non siamo focalizzati su eBook leggibili su specifici lettori” ha dichiarato Tom Turvey Director of Strategic Partnerships di Google “Gli eBook saranno visualizzabili su ogni tipo di dispositivo”.

L’annuncio arriva dopo che recentemente Amazon ha annunciato una versione internazionale del suo Kindle 2, e non è certamente un caso.

Google Editions sarà il primo progetto varato da Google allo scopo di monetizzare i libri digitali in suo possesso e la cui acquisizione è al centro di numerose polemiche.

Google condividerà le entrate con gli Editori e anche con i rivenditori online che potranno vendere gli eBook sui loro Siti appoggiandosi a Google Editions. E’ prevista inoltre la vendita anche di libri cartacei, che gli editori proporranno sulle pagine del Servizio di Mountain View.

Nel caso in cui gli eBook vengano venduti attraverso rivenditori, un 45% andrà agli Editori, mentre il restante 55% sarà diviso tra il rivenditore e Google, che tratterrà “una piccola percentuale” ha spiegato Turvey.

I navigatori potranno avere accesso agli eBook su Computer, Netbook, smartphone e su iPhone attraverso il loro indirizzo Gmail.

Via | Reuters

DisneyDigitalBooks.com: le Fiabe Disney diventano Digitali

Disney ha varato un nuovo progetto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i bambini leggono le fiabe (o le ascoltano).

Il servizio, chiamato Disney Digital Books è dedicato ai bambini dai 3 ai 13 anni, nonché naturalmente ai loro genitori ed è un portale a pagamento in cui Disney propone centinaia di libri per bambini in formato digitale.

L’abbonamento costa circa 80 dollari l’anno e permette l’accesso alla versione digitale di grandi classici come Biancaneve fino a personaggi più recenti come Winnie the Pooh.

Oltre alla lettura delle fiabe è anche previsto un servizio di ascolto, che racconta le fiabe ai bambini con la voce di attori famosi, ed è comprensivo anche di colonna sonora.

Il libri sono inoltre dotati di un dizionario integrato, che aiuta i bambini a comprendere le parole più difficili.

Disney, scegliendo un sistema di abbonamento per il suo servizio in opposizione a quelli che prevedono il download degli eBook come per esempio Amazon, scommette su una precisa evoluzione del mercato dei libri per bambini, che potrebbe avvenire nel corso dei prossimi anni.

Una scommessa quella di Disney che può contare anche sulla sua stessa capacità di muovere il mercato, visto che annualmente la società americana vende circa 250 milioni di libri dedicati ai più piccoli.

Via | NYTimes

De Benedetti propone un Sussidio per il passaggio dei Giornali al Web

Carlo De Benedetti, Presidente del Gruppo Editoriale l’Espresso, propone in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore che “Il passaggio dei giornali al web, che amplia l’audience e diminuisce i fatturati, venga sussidiato alla stregua del passaggio dall’analogico al digitale nella televisione”

Tale iniziativa d’urgenza, secondo De Benedetti è giustificata dal fatto che la crisi dei Giornali è aggravata da un parassitismo digitale, che vede una galassia di piccoli e grandi realtà Web (dal singolo Blog fino ad arrivare a Google) fagocitare il lavoro dei giornalisti e riproporlo in Rete, mettendosi in tasca guadagni derivanti dalla pubblicità proposta sui loro Siti e Servizi.

In pratica De Benedetti ipotizza un meccanismo simile a quello messo in atto per le politiche a sostegno delle energie rinnovabili, che giustifica un prelievo sulla bolletta energetica.

Nel caso dei Giornali, De Benedetti scrive che il prelievo potrebbe avvenire sull’abbonamento pagato per la connessione alla Rete: un sistema simile a quello che alcuni hanno proposto per la musica digitale: in quel caso musica senza limiti in bolletta. In questo caso, notizie e contenuti.

“Non si tratterebbe di un contributo perenne” precisa De Benedetti “ma di un finanziamento alla transizione da regolamentare a livello di singolo paese”.

Dal punto di vista dell’Editore, la proposta non fa una piega. Ma se si affronta la problematica da un punto di vista neutrale, non è giustificata.

Per quanto riguarda il problema dell’utilizzo non autorizzato di contenuti da parte di terzi ci sono strumenti legali per far valere i propri diritti: gli Editori li utilizzino e si facciano pagare, nei casi in cui i Giudici daranno loro ragione.

Per quanto riguarda invece il rendimento dei Siti dei quotidiani in Rete, l’accordo sul fronte pubblicitario tra il Gruppo Editoriale l’Espresso ed RCS MediaGroup stipulato all’inizio del 2009, ha creato una presenza Web che raccoglie il 40% delle pagine viste in Italia: le facciano fruttare e visto che la faccenda è urgente, lo facciano in fretta.

La Newspaper Association of America (NAA) ha chiesto recentemente una consulenza ai maggiori attori Internet USA per capire come far fruttare i loro Siti Web e ha ottenuto delle risposte da Microsoft, da IBM, da Oracle e anche da Google.

Quest’ultimo ha proposto un sistema di micropagamenti delle news: se gli editori italiani non vogliono appoggiarsi a Google, realizzino un loro sistema di pagamento proprietario, non è di certo una piattaforma tecnologica inarrivabile e tra l’altro, blindando le notizie in un sistema di commercio elettronico si limiterebbe alquanto l’attività dei parassiti.

Se poi i lettori non pagheranno per le notizie online dei gruppi editoriali italiani, vorrà dire che non sono interessati. Nel caso, sarà un’amara sconfitta, è vero: ma ne dovranno prendere atto.

E se questa sconfitta sarà legata anche alla mancanza di cultura digitale e cultura generale dei cittadini italiani, una parte di responsabilità sarà proprio degli Editori dei giornali che non sono stati in grado di raggiungere i lettori; non per mancanza di risorse economiche, le quali sono state ampiamente dispensate nel corso degli anni, ma bensì a causa di un giornalismo troppo legato a logiche che permettono di navigare molto bene a vista, cavalcando la tigre di turno, ma molto peggio sul lungo percorso: come spiegano benissimo i Giornalisti (con la G maiuscola) della Società Pannunzio.

Related Posts with Thumbnails