
Circa un anno fa, in un bar di Redwood City, California, un dipendente Apple smarrì un prototipo di iPhone che venne trovato e venduto al Blog Gizmodo per circa 5.000 dollari. Gizmodo ne ricavò naturalmente un’esclusiva, con tanto di immagini e caratteristiche tecniche del dispositivo. L’hardware smarrito era un prototipo di iPhone 4, camuffato da iPhone 3G S. All’epoca sembrò impossibile, che il dipendente di una società come Apple, attenta in modo maniacale a non far trapelare verso l’esterno notizie relative a prodotti in evoluzione, avesse commesso una leggerezza simile. Invece era tutto vero.
Ebbene, a distanza di circa un anno, in spregio a tutte le statistiche e politiche di sicurezza, si ripropone un fatto simile. Infatti, secondo quanto riportato qualche giorno fa da Cnet, un altro dipendente Apple ha smarrito un prototipo di iPhone. Questa volta è accaduto in un locale messicano di San Francisco. Il dispositivo è quasi certamente un iPhone 5. Il prototipo è stato ritrovato e poi venduto su Craigslist per la modesta cifra di 200 dollari.
Inizialmente, la polizia di San Francisco aveva dichiarato a Cnet che non era stata sporta da parte di Apple alcun tipo di denuncia legata allo smarrimento del prototipo, né alla vendita online del medesimo. Adesso però queste dichiarazioni vengono contraddette dalle stesse autorità californiane. Troy Dangerfield, portavoce del San Francisco Police Department ha infatti detto a SF Weekly, che alcuni uomini del dipartimento hanno compiuto una perquisizione nell’appartamento di un uomo residente a Bernal Heights, quartiere di San Francisco. Alla perquisizione hanno partecipato anche due persone della sicurezza Apple.
Nella casa perquisita risiede un uomo di 22 anni di origine messicana, Sergio Calderon, il quale ha negato di essere in possesso del prototipo. La perquisizione ha riguardato anche la macchina dell’uomo. Gli impiegati Apple hanno inoltre analizzato un computer alla ricerca di file che potessero essere collegati all’iPhone 5. L’operazione è stata però un buco nell’acqua. Secondo quanto dichiarato da Dangerfield, nella casa dell’uomo sono entrati unicamente i dipendenti Apple, mentre i poliziotti hanno atteso all’esterno dell’abitazione.
La perquisizione è stata confermata anche da Calderon, il quale ha dichiarato in un’intervista a SF Weekly che verso la fine di luglio si sarebbero presentati a casa sua sei uomini muniti di badge, nessuno dei quali si sarebbe qualificato come dipendente Apple. Uno di essi gli avrebbe offerto 300 dollari in cambio della restituzione del dispositivo perduto, assicurandogli che non ci sarebbe stata alcun tipo di conseguenza legale. Un altro degli uomini avrebbe tentato di fare pressione su Calderon, chiedendogli se nella sua casa tutti avessero i permessi di soggiorno in regola. Un terzo uomo avrebbe lasciato a Calderon un numero di telefono. SF Weekly ha appurato che il numero corrisponde a Anthony Colon, investigatore impiegato dalla Apple. Colon, contattato dal giornale statunitense, non ha voluto commentare.
Il fatto che nel corso della perquisizione siano entrati nell’abitazione unicamente i dipendenti Apple è avvalorato dalle parole di Calderon: “Quando sono arrivati, hanno dichiarato di essere poliziotti” ha detto l’uomo a SF Weekly “E io ho ci ho creduto. Per questo li ho fatti entrare. Se avessi saputo che quei due uomini non erano poliziotti, non li avrei mai fatti entrare in casa mia”. Se Calderon sporgesse denuncia, i dipendenti Apple potrebbero adesso essere incriminati per il reato di “impersonation of a police officer”, che in California è punito con una pena che può arrivare fino a un anno di reclusione.
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