Archive for novembre, 2011

Google Music al debutto in USA

Google è da qualche ora ufficialmente in concorrenza diretta con Apple iTunes, grazie al lancio in Beta di Google Music. Si tratta di un servizio di ascolto in streaming, condivisione e download di brani musicali in formato Mp3 che promette piuttosto bene. La società di Mountain View ha stretto differenti partnership con le principali Major musicali (EMI, Sony e Universal) e con una galassia di etichette indipendenti. Questo consente a Google di mettere sul piatto in fase di lancio del servizio 13 milioni di brani.

Google Music è disponibile sia via Web, attraverso uno specifico sito navigabile da qualsiasi computer con a bordo un browser moderno e dotato di connessione Internet e sui dispositivi Android grazie a un’applicazione. Gli Utenti di Google Music hanno la possibilità di ascoltare gratuitamente in streaming i brani, creare playlist, sincronizzare un locker on the cloud (con un limite massimo di 20.000 brani e grazie a un software compatibile con Windows, Mac e Linux), e scaricare i brani su computer, smartphone e tablet. Non esiste però la possibilità di allineare automaticamente on the cloud i brani come avviene con iTunes Match. I file vanno uploadati nel locker interamente.

Il servizio musicale di Mountain View può naturalmente contare per il decollo sui vari servizi di Google che possono essere in qualche modo integrati con Google Music, come la condivisione dei brani su Google+, il rimando con link presenti nelle pagine dei video musicali su YouTube e via dicendo. Google ha anche inaugurato una nuova specifica sezione del suo Android Market dedicata alla musica.

Attualmente Google Music è disponibile unicamente negli USA e non ci sono tempistiche relative al lancio internazionale. Molto dipenderà dal successo del servizio oltreoceano e dalla capacità di Google di chiudere accordi con i detentori dei diritti nei vari Paesi.

Google Music è stato presentato nell’ambito dell’evento “These go to eleven” che si è svolto ieri a Los Angeles. Di seguito, il video integrale (nota: l’evento inizia al minuto 29):

Google+, al via le Pagine Business

Google ha finalmente varato le pagine business in Google+. Da oggi è dunque possibile creare sul social network di Mountain View pagine che fanno riferimento ad aziende, organizzazioni, attività professionali e via dicendo. Le pagine possono essere inserite nelle cerchie degli iscritti con la stessa modalità che si utilizza per i profili personali e raccomandate attraverso il bottone “+1″.

Le pagine possono essere create partendo dal profilo di Google+. Un wizard aiuta gli Utenti a scegliere il titolo della pagina, la categoria di appartenenza, il motto che ne descrive l’attività e l’upload dell’immagine avatar. La pagine sono immediatamente operative e il box di aggiornamento dello stream è del tutto simile a quello dei profili personali. Le pagine possono inserire nelle cerchie unicamente gli Iscritti che le hanno inserite a loro volta almeno in una cerchia.

Google ha aggiunto inoltre gli aggiornamenti delle pagine nei risultati del suo motore di ricerca. Inoltre attraverso il carattere speciale “+” seguito da una parola chiave, si può approdare direttamente alla pagina del social network collegata.

Londra: Julian Assange a un Passo dall’Estradizione in Svezia

Julian Assange è sempre più vicino all’estradizione in Svezia, dove pende sul suo capo un’accusa di stupro, molestie sessuali e coercizione nei confronti di due donne che hanno sporto denuncia nei suoi confronti. Oggi infatti, l’alta corte londinese ha respinto l’appello presentato dai legali del fondatore di WikiLeaks. Adesso i difensori di Assange hanno due settimane di tempo per presentare e far accettare un appello finale alla corte suprema. Se anche quest’ultima azione legale non dovesse andare a buon fine, l’estradizione a quel punto sarebbe inevitabile.

“Se volete sapere la verità sul caso che mi vede coinvolto in Svezia, per favore andate sul sito Sweden Vs Assange” ha dichiarato Assange all’uscita dall’aula.

“Ce lo aspettavamo” ha ammesso Claes Borgstrom, uno dei legali del fondatore di WikiLeaks “Ma siamo molto critici sul fatto che l’alta corte ci abbia messo tutto questo tempo a decidere. La decisione era attesa da mesi”.

Il timore maggiore di Assange è quello che le autorità svedesi lo consegnino poi a quelle statunitensi. Negli USA infatti il giornalista potrebbe essere accusato di spionaggio ed essere condannato a una pena durissima.

Bradley Manning, l’analista dell’esercito USA accusato di aver passato a WikiLeaks il materiale riservato poi pubblicato online dal Sito è recluso ormai da quasi un anno in un carcere militare in Virginia senza aver ancora avuto nemmeno un’incriminazione ufficiale, ma tra i suoi differenti capi d’imputazione figura anche l’accusa di “collusione con il nemico”, che contempla tra le punizioni possibili addirittura la pena di morte.

Attacco Hacker ai Servizi Internet Palestinesi

Un massiccio attacco hacker ha colpito i servizi Internet palestinesi, secondo quanto dichiarato dal ministro delle telecomunicazioni del Paese, che ha ipotizzato che l’operazione sia stata orchestrata con l’appoggio di governi stranieri: “Gli indirizzi IP sono stati esposti a un mirato e organizzato attacco dall’esterno. E penso che il tutto sia stato organizzato da un altro Stato” ha dichiarato Mashour Abu Daqqa all’agenzia Reuters ”Il rallentamento dei servizi è stato improvviso e totale” ha spiegato un altro portavoce dell’amministrazione palestinese.

I tecnici sono al lavoro per ripristinare i servizi Internet in Cisgiordania e nella striscia di Gaza. Gli utenti Internet sono stati comunque invitati a evitare il più possibile la navigazione di siti stranieri, in quanto sono stati identificati differenti siti fake che sarebbero serviti per sferrare l’attacco informatico.

Il ministro delle telecomunicazioni Daqqa, in una dichiarazione all’agenzia WAFA ha ipotizzato chiaramente un collegamento tra l’attacco hacker e la recente ammissione della Palestina nell’UNESCO.

 

Il Documentario sperimentale Life in A Day online su YouTube

Nel luglio 2010 YouTube annunciava una nuova iniziativa sperimentale denominata “La Vita in un Giorno“, la quale invitava gli Utenti del Sito a filmare nella giornata del 24 Luglio 2010 ciò che ritenevano maggiormente interessante: “Avete 24 ore per filmare momenti della vostra vita. Potete filmare l’ordinario, oppure lo straordinario” scriveva Google sul Blog di YouTube.

Selezionando e montando il migliore materiale ricevuto dagli Utenti è stato realizzato un documentario diretto da Kevin MacDonald e che ha visto come produttore esecutivo Ridley Scott.

Il documentario “La Vita in un Giorno” è stato presentato nel corso dell’edizione 2011 del Sundance Festival, del Festival di Berlino e del Festival di Sidney. Adesso YouTube ha deciso di metterlo online sul Sito in versione integrale.

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