Archive for ottobre, 2011

Nel Giorno del Lancio di iPhone 4S in Italia, la Protesta dei Dipendenti Apple

Come previsto, nonostante il tentativo di Samsung di bloccare le vendite del dispositivo, l’iPhone 4S è da oggi in commercio in Italia. Lo smartphone può essere acquistato online sul sito Apple e presso gli Apple Store e i negozi partner dell’azienda di Cupertino. Il prezzo è di 659 euro per il modello da 16 GB, 779 euro per il modello da 32 GB e 899 euro per il modello da 64 GB. iPhone 4S è disponibile nei colori bianco oppure nero.

Inoltre, iPhone 4S può essere acquistato da differenti operatori, che lo propongono associato ai loro piani: sono già online sui rispettivi siti le offerte Tim, le offerte Tre e le offerte Vodafone. Nei prossimi mesi dovrebbe proporre l’iPhone 4S anche Wind.

Il giorno del lancio di iPhone 4S in Italia è stato però anche quello della protesta dei dipendenti degli Apple Store del nostro Paese, i quali rivendicano maggiori diritti al motto di: “Noi della mela siamo alla frutta. Strike different”. La protesta ha avuto luogo presso l’Apple Store di Roma Est, il primo aperto in Italia, in rappresentanza di tutti gli altri negozi del Paese.

«Non abbiamo intenzione di bloccare le vendite, ma solo di portare all’attenzione pacificamente la nostra vertenza in atto da settembre” ha dichiarato all’Agenzia ANSA Giancarlo Desiderati, segretario provinciale del sindacato Flaica “All’azienda chiediamo una maggiore consultazione su scelte, passaggi di qualifica, mansioni e aumenti di livello. La nostra non è solo una rivendicazione economica, ma la richiesta di maggiore consultazione dei dipendenti in un’azienda che ha per filosofia quello di voler condividere tutto” ha aggiunto Desiderati, sottolineando anche che “Tra i contratti a tempo indeterminato l’adesione alla protesta è stata circa del 70%”.

Presentati i Primi Smartphone Nokia con Windows Phone: Lumia 800 e Lumia 710

Nel primo giorno di svolgimento del Nokia World 2011 di Londra, si è tenuto l’evento più atteso: quello della presentazione dei primi smartphone frutto dell’accordo tra Nokia e Microsoft concluso tra i due giganti IT lo scorso febbraio. I nuovi dispositivi sono denominati Nokia Lumia 800 e Nokia Lumia 710, ed entrambi si basano sul sistema operativo Windows Phone Mango.

Il Nokia Lumia 800 ha uno schermo da 3.7 pollici AMOLED, processore da 1.4 Ghz single-core, 16 GB di memoria interna, camera da 8 Megapixel con 720p per la cattura video in HD. Anche il Nokia Lumia 710 ha schermo da 3.7 pollici e processore da 1.4 Ghz, ma 8 GB di memoria e camera da 5 Megapixel.

Da ciò che si è visto nel corso della presentazione, durante la quale si sono alternati sul palco il CEO Nokia Stephan Elop e i responsabili della divisione smartphone dell’azienda finlandese, sembrerebbe proprio che Nokia sia riuscita a integrare al meglio il software di Redmond a bordo dei dispositivi, ottenendo una gestione dell’UI Metro fluida e veloce, aggiungendo in più servizi gratuiti ed esclusivi per gli Utenti Nokia. Tra questi “Mix Radio“, servizio musicale che permette di ascoltare radio tematiche in online streaming, ma anche in locale, senza la necessità di registrare alcun account; il servizio di navigazione su mappe turn-by-turn con assistente vocale “Nokia Drive” e un Hub dedicato allo sport realizzato in partnership con ESPN.

Nokia Lumia 800 sarà commercializzato al costo di 420 euro, mentre Nokia Lumia 710 al costo di 270 euro. Gli smartphone saranno disponibili in Italia, Germania, Francia, Olanda, Spagna e UK in novembre. Entro la fine dell’anno verranno aggiunti altri mercati. Gli statunitensi dovranno attendere invece l’inizio del 2010.

WikiLeaks autosospende le Attività: mancanza di Fondi

WikiLeaks ha sospeso volontariamente  le sue attività per un periodo di tempo indeterminato, allo scopo di evidenziare come l’embargo messo in atto dalle principali banche e società di transazione di moneta elettronica nei confronti del Wiki, stia mettendo seriamente a rischio la sua esistenza. Società come Visa, Mastercard, PayPal, Bank of America e Western Union hanno iniziato a bloccare la possibilità di effettuare donazioni a WikiLeaks attraverso i loro circuiti già a partire dal dicembre 2010, appena 10 giorni dopo la pubblicazione dei primi cablogrammi diplomatici statunitensi. Le società hanno messo in atto il blocco contestando a WikiLeaks violazioni dei termini di utilizzo dei loro servizi. Dal canto suo il Wiki sostiene invece che le motivazioni del blocco siano politiche.

Il co-fondatore di WikiLeaks Julian Assange ha dichiarato che l’”embargo economico” ha provocato un calo delle donazioni pari al 95% e che attualmente il sito ha risorse finanziarie che gli permettono a malapena di coprire i costi fino alla fine dell’anno. WikiLeaks ha presentato una denuncia alla European Competition Authority contestando il comportamento di MasterCard e Visa e la decisione dell’UE sulla questione dovrebbe arrivare entro la metà di novembre.

WikiLeaks ha pubblicato online il seguente comunicato ufficiale:

In order to ensure our future survival, WikiLeaks is now forced to temporarily suspend its publishing operations and aggressively fundraise in order to fight back against this blockade and its proponents.

WikiLeaks has published the biggest leaks in journalistic history. This has triggered aggressive retaliation from powerful groups.

The blockade is outside of any accountable, public process. It is without democratic oversight or transparency.

We have lodged an anti-trust complaint at the European Commission and expect a decision by mid-November as to whether the European Competition Authority will open a full investigation into the wrongdoing of VISA and MasterCard.

The blockade came into force within ten days of the launch of Cablegate as part of a concerted US-based, political attack that included vitriol by senior right wing politicians, including assassination calls against WikiLeaks staff.

Trimestrale Microsoft: incassi in crescita del 7%

Microsoft Inc ha comunicato i risultati della sua ultima trimestrale economica segnando una buona crescita generale. Gli incassi totali nel trimestre sono stati pari a 17.37 miliardi di euro, il che significa un aumento del 7% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. I profitti sono stati pari a 5.74 miliardi di euro. La crescita, secondo quanto dichiarato dal COO Microsoft Kevin Turner, è principalmente da attribuirsi a prodotti come Office, SharePoint, Exchange e Lync e alla forte domanda di servizi cloud sia nel settore privato che business con Office 365 e Windows Azure. Nel corso del trimestre, Microsoft ha completato l’acquisizione di Skype.

La Business Division di Microsoft è cresciuta nel trimestre del 10%, la Entertainment & Devices Division del 9%, la Server & Tool Division dell’8% e quella Windows del 2%, con 450 milioni di licenze di Windows 7 vendute dal momento del lancio. La ricerca organica di Bing è cresciuta del 27%, considerando anche le ricerche effettuate sui siti di proprietà di Yahoo!

Il Secondo Mercato mondiale di Apple è la Cina

Apple Inc ha comunicato recentemente i risultati della sua ultima trimestrale finanziaria che è terminata il 24 settembre, dai quali emerge un dato decisamente interessante: il secondo mercato mondiale in termini di volume di fatturato per l’azienda di Cupertino è ormai diventato quello cinese, che ha superato quello europeo. La vendita di prodotti della mela morsicata nel Paese asiatico ha rappresentato nell’ultimo trimestre il 16% del fatturato: 4.5 miliardi di dollari su un totale di 28.7 miliardi di dollari. Su base annuale, il mercato cinese genera il 12% degli incassi della Apple. Una crescita straordinaria, se si pensa che nel 2009 si attestava appena al 2%.

In Cina ci sono sette Apple Store, compreso quello di Hong Kong che è stato inaugurato il mese scorso con una presenza di pubblico senza precedenti. Tutti gli Apple Store cinesi sono ubicati in grandi centri commerciali e stanno contribuendo in modo sostanziale a diffondere il brand statunitense in Cina. Cupertino collabora inoltre con molte aziende cinesi che assemblano componenti hardware fondamentali per il funzionamento dei Mac, degli iPhone e dei tablet iPad.

“Nella mia vita non ho mai visto un Paese in cui così tante persone che entrano a far parte della classe media aspirino ad acquistare i prodotti che produciamo” ha dichiarato il CEO Apple Tim Cook “La Cina è diventato il nostro secondo mercato più importante in tempi molto rapidi”.

Tre studenti di Legge sfidano Facebook: “Prende in giro i suoi Utenti”

Max Schrems, studente di 24 anni iscritto alla facoltà di giurisprudenza di Vienna, si trovava tempo fa negli USA. L’incontro con un dipendente di Facebook, gli permise di venire a conoscenza del fatto che tutti gli iscritti al social network di Palo Alto che risiedono al di fuori degli USA e del Canada (i quali sono circa il 70% della gigantesca community sociale) sono “gestiti” dalla sede irlandese di Facebook Inc. Schrems ne dedusse che la gestione della privacy di quel mare di iscritti deve fare riferimento alle leggi irlandesi. Il giovane studente, in erba ma evidentemente piuttosto determinato, decise di approfondire la vicenda e verificare se Facebook rispettasse tali leggi.

Schrems e due suoi compagni di corso che hanno sposato la causa, utilizzando un apposito form presente sul sito di Facebook, richiesero una copia dei loro dati archiviati online. Il sistema elettronico restituì via mail dei file PDF di migliaia di pagine, che contenevano un’impressionante quantità di informazioni relative ai tre ragazzi. Molte di queste informazioni però, non avrebbero dovuto essere presenti, poiché eliminate da tempo: “C’erano un sacco di dati che io avevo eliminato: messaggi, note, amici bannati, poke, i miei nickname precedenti, gli indirizzi mail che usavo all’inizio, tag e foto cancellate” ha dichiarato Schrems nel corso di un’intervista.

Dopo questa scoperta, i tre ragazzi decisero di inviare alla DPC (Data Protection Commissioner) irlandese una segnalazione riguardante differenti violazioni compiute da Facebook in materia di raccolta dei dati e privacy. La commissione ha accolto la segnalazione a fine agosto e ha richiesto un’audizione ai rappresentanti del quartier generale irlandese di Facebook, che dovranno rispondere alle domande della DPC nei prossimi giorni.

I tre ragazzi inoltre hanno messo online il sito Europe Versus Facebook, nel quale illustrano gli obiettivi dell’iniziativa e forniscono informazioni sull’andamento dell’indagine della DPC: “È quasi impossibile per l’utente sapere realmente cosa accade ai propri dati personali quando utilizza Facebook. Per esempio un contenuto “rimosso” non viene veramente cancellato da Facebook ed è spesso poco chiaro cosa il social network faccia esattamente  con i nostri dati” si legge sul sito, dove si invoca maggiore trasparenza da parte della società di Palo Alto.

“Facebook sostiene spesso che tutti gli utenti hanno acconsentito all’uso dei loro dati personali. Ma in realtà gli utenti sanno che Facebook è più che altro un sistema “opt-out”: se non cambi tutte le impostazioni preimpostate della privacy, la maggior parte dei dati privati sarà visibile senza restrizioni” si legge ancora sul sito Europe Versus Facebook. Per questo, Schrems e compagni chiedono che il sistema da “opt-out”, diventi prevalentemente “opt-in”.

Gli autori di Europe Versus Facebook vedono nella condivisione dei contenuti sul social network un’ulteriore fonte di pericolo per l’autonomia e la privacy degli iscritti a Facebook: “Ci sono persone che non vogliono condividere troppe informazioni on line. Ma Facebook ha trovato un modo per ottenere i loro dati lo stesso: Facebook sta incoraggiando altri utenti a fornire i loro dati. Un esempio di questa pratica è la possibilità di sincronizzare i telefoni cellulari, importando gli indirizzi e-mail o “taggando” altri utenti nelle foto, nei video o anche in determinati luoghi”.

“Io penso che sia uno scandalo” ha dichiarato Schrems “che Facebook dica agli utenti che possono rimuovere facilmente i contenuti, se lo vogliono, ma in realtà continuino a conservarli. Da come la vedo io, stanno semplicemente prendendo in giro le persone”.

Android 4.0 Ice Cream Sandwich previsto per il rilascio in Novembre

Google e Samsung hanno nelle scorse ore presentato a Hong Kong il nuovo smartphone Galaxy Nexus, che sarà nei negozi a partire da novembre e sarà basato su Android 4.0 Ice Cream Sandwich, ultima release del sistema operativo mobile targato Google. L’evento è stato anche l’occasione per fornire ulteriori dettagli su modifiche e nuove funzionalità che saranno presenti nel software.

In Android 4.0 Ice Cream Sandwich gli sviluppatori hanno lavorato pesantemente sull’interfaccia, a partire dalla schermata di blocco dei dispositivi, che possono essere sbloccati attraverso il riconoscimento facciale. Back, Home e Applicazioni recenti sono direttamente sullo schermo. Lo scroll delle icone è adesso orizzontale. E’ possibile creare cartelle di applicazioni con un drag-and-drop. E’ stata migliorata la gestione del multitasking e viene introdotto un nuovo font proprietario denominato “Roboto“, dall’aspetto particolarmente futuristico.

Numerose anche le nuove funzionalità. Tra le principali, la sincronizzazione dei segnalibri in Chrome che è adesso di default, il salvataggio in locale delle pagine Web per una successiva lettura,  l’applicazione Beam che consente di scambiare dati tra dispositivi Android con un tocco, nuove capacità di scatto e editing per la fotocamera, miglioramenti in Gmail e Calendario, una nuova completa applicazione per il monitoraggio del traffico dati, una nuova applicazione per Google+ e l’applicazione People per aggiornare lo status sui vari social network.

Google ha rilasciato fin d’ora il Software Development Kit per Android 4.0 Ice Cream Sandwich, in modo che gli sviluppatori possano iniziare a preparare i loro software per il lancio mondiale del nuovo sistema operativo mobile in novembre. L’SDK può essere scaricato dai server Google.

Trimestrale Apple al di sotto delle aspettative

Apple ha comunicato nelle scorse ore i risultati economici del suo Q4 fiscale 2011, terminato il 24 settembre. Nonostante l’azienda di Cupertino sia in crescita, i risultati sono al di sotto delle aspettative. Apple ha incassato nel trimestre 28.27 miliardi di dollari, con profitti pari a 6.62 miliardi di dollari. Gli analisti si attendevano incassi superiori ai 29 miliardi di dollari. Nello stesso periodo del 2010, la società aveva fatturato 20.34 miliardi di dollari, con un utile netto di 4.31 miliardi di dollari.

In crescita la vendita degli iPhone: 17.07 milioni di smartphone venduti, un +21% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Gli iPad venduti nel corso del trimestre sono stati invece 11.12 milioni, cifra che rappresenta una crescita del 166% rispetto al 2010. In crescita anche il reparto Mac, con 4.89 milioni di computer venduti, un più 26%. In discesa invece le vendite di iPod: 6.22 milioni le vendite, -27%, la percentuale rispetto allo stesso periodo del 2010. Sulle entrate Apple ha inciso per il 39% la vendita di Iphone, per il 24% quella di iPad e  per il 22% quella di computer Mac.

Gli USA valutarono la pianificazione di un Cyber Attacco alla Libia

Tra le opzioni vagliate dall’esercito USA per porre fine al regime di Gheddafi ci sarebbe anche stata quella di un attacco informatico su larga scala. A rivelarlo è il New York Times, che precisa che la discussione in merito da parte dell’amministrazione Obama venne affrontata lo scorso marzo, poco prima dell’inizio degli attacchi aerei. Non sono note le azioni specifiche che gli USA avrebbero messo in atto se la pianificazione fosse sfociata in un’operazione vera e propria, ma l’obiettivo sarebbe stato quello di distruggere le difese informatiche delle reti di computer governativi libici e penetrare in essi mandando in tilt le comunicazioni militari e i sistemi di difesa radar del Paese.

Il cyber attacco non sarebbe però stato messo in atto poiché sia funzionari dell’amministrazione Obama che alti ufficiali dell’esercito USA avrebbero esitato di fronte alle incerte prospettive di riuscita dell’operazione, dato il poco tempo a disposizione per la pianificazione e per il timore di creare un pericoloso precedente, che avrebbe potuto portare a tensioni con nazioni come la Cina e la Russia. Inoltre, vi era il dubbio se un attacco del genere potesse essere messo in atto senza che il Congresso USA fosse preventivamente informato dal Presidente americano.

Un funzionario dell’amministrazione Obama ha paragonato le attuali capacità militari USA di sferrare attacchi informatici a una Ferrari: “La tieni in garage e la tiri fuori solo per una grande corsa e non per fare un semplice giro in città, a meno che tu non abbia altro mezzo per arrivarci”.

Il generale Carter F. Ham, capo dell’Africa Command che ha guidato le due settimane di campagna aerea contro la Libia messa in atto insieme agli alleati della NATO, assumendo il controllo delle operazioni il 31 marzo, non ha voluto commentare sulla possibile archiviazione di un’opzione di un cyber attacco contro il Paese nordafricano: “Nessuna risorsa che io abbia domandato mi è stata negata” ha tagliato corto l’ufficiale.

“Non vogliamo essere coloro che danno il via a questo nuovo tipo di conflitti” ha invece dichiarato James Andrew Lewis, ricercatore del Center for Strategic and International Studies statunitense, specializzato in problemi informatici.

Skype diventa ufficialmente una Divisione Microsoft

E’ passata una settimana da quando l’UE ha approvato l’acquisizione di Skype da parte di Microsoft, formalizzata dalle due società nel maggio di quest’anno. Un’operazione del valore di 8.5 miliardi di dollari. E oggi, Microsoft annuncia ufficialmente che Skype, leader a livello mondiale della telefonia VoIP diventerà una nuova divisione business del gigante di Redmond. L’annuncio viene ripreso anche sul Blog ufficiale di Skype, il quale pubblica un post sull’argomento corredato da un video e da un’infografica.

Microsoft annuncia inoltre che non ci saranno cambiamenti al vertice di Skype Inc, che continuerà a essere guidata dall’attuale CEO Tony Bates che però muterà il suo ruolo in presidente della nuova Skype Division, e farà riferimento direttamente al CEO Microsoft Steve Ballmer. Dunque, anche se ci sono ancora autority di vari Stati che stanno vagliando l’acquisizione, Skype diventa oggi ufficialmente una società di proprietà della Microsoft.

Fondata nel 2003 dallo svedese Niklas Zennstrom e dal danese Janus Friis, Skype fu acquisita da eBay nel 2005 e in seguito rivenduta nel novembre 2009 dalla società di commercio elettronico a un gruppo di investimento guidato da Silver LakeSkype può contare su più di 600 milioni di Utenti in tutto il mondo, di cui 145 milioni attivi su base mensile. Il fatturato di Skype, nel corso del 2010 ha raggiunto gli 860 milioni di dollari, segnando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

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