La Guerra Elettronica Siriana è già in Atto

In Siria il conflitto tra il regime di Assad e i suoi oppositori non si svolge unicamente sul terreno, ma anche online. Tweet e aggiornamenti di status su Facebook raccontano le azioni violente che i militari compiono contro gli insorti in differenti città del Paese. Filmati caricati in Rete mostrano le manifestazioni di piazza e l’arrivo dei carri armati nei luoghi della rivolta. Parallelamente però, sui medesimi siti e social network, si possono trovare numerosi Tweet e post che inneggiano ad Assad.

In Tunisia, Ben Ali poco dopo l’inizio delle proteste aveva tentato di contenere l’ira dei giovani ribelli affrettandosi a promettere una Rete più libera. In Egitto, Mubarak aveva scelto invece una strategia radicale: quella di mettere offline Internet sperando di creare difficoltà agli insorti, che utilizzavano i social Network come principale mezzo di comunicazione. Il regime siriano ha messo invece in campo un vero e proprio esercito elettronico che compie operazioni pro-Assad.

Questo esercito elettronico è denominato Syrian Electronic Army ed è stato formato nel maggio scorso. Il dominio del Sito del SEA è syrian-es.com. E’ stato registrato il 5 Maggio 2011 dalla Syrian Computer Society (SCS), un’organizzazione che fa capo a Bashar-al-Assad fin dal 1995, prima che Assad assumesse la presidenza del Paese.

Inizialmente il SEA si definiva come un’entità non ufficiale formata da giovani patrioti che avevano deciso di combattere elettronicamente coloro che avevano attaccato i siti Web siriani. Successivamente però la pagina “About” del sito è stata modificata. E’ stata rimossa la parte che definiva il gruppo non ufficiale e le finalità del SEA sono diventate quelle di combattere coloro che utilizzano Internet per diffondere odio e destabilizzare la sicurezza in Siria.

“Siamo un gruppo di giovani siriani che non intendono rimanere passivi di fronte alla massiccia distorsione dei fatti riguardanti le recenti rivolte in Siria e alla disinformazione portata da numerose pagine Facebook che lavorano deliberatamente per diffondere l’odio e l’intolleranza tra i cittadini siriani con lo scopo di alimentare le rivolte” si legge sul Sito ufficiale del SEA.

L’esercito elettronico del regime è costantemente attivo nel postare online contenuti che appoggiano il regime. Sui maggiori siti di notizie internazionali si possono leggere commenti come “Amo Bashir al-Assad” oppure “Vivo in Siria, smettetela di mentire, qui non sta accadendo nulla di ciò che raccontate”.

Ma le azioni del SEA non si limitano al post di contenuti. La speciale unità compie anche azioni di defacing e attacchi contro i siti degli oppositori di Assad. Inoltre su Facebook si trovano molte pagine pro-Assad. Anche gli hashtag di Twitter relativi alla rivolta in Siria vengono colpiti, con spam e Tweet i cui link portano a contenuti irrilevanti.

Gli insorti e i loro sostenitori non stanno a guardare. All’inizio di agosto sono stati colpiti con operazioni di defacing il sito della first lady siriana Asma Assad e quello del Ministero della Difesa, sulla cui home page, al posto della bandiera siriana campeggiava il simbolo di Anonymous corredato da un messaggio in cui veniva espressa solidarietà ai rivoltosi e si incitavano i militari siriani alla diserzione.

In risposta a queste azioni, gli hacker del regime hanno colpito AnonPlus, il nascente social network di Anonymous creato dopo che Google aveva sospeso l’account di Anonymous su Google Plus. Sulla Home Page di AnonPlus sono comparse delle immagini di militari con didascalie che li descrivevano come “martiri dell’esercito siriano” uccisi dagli insorti nel corso degli scontri.

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