Apple WWDC 2011: un ottimo menu, ma dalla Nuvola non Piove lo Streaming

Quando ieri, al temine della Worldwide Developer Conference della Apple si sono spenti i riflettori sul palco del Moscone Center di San Francisco, gli amanti della mela erano quasi storditi dal pantagruelico menu che era stato loro cucinato da Steve Jobs e soci.

L’evento è stato suddiviso in tre parti: nel corso della prima si è svolta la presentazione di Mac OS X 10.7 Lion, probabilmente l’ultimo felide da cui una versione OS X prenderà nome. Nella seconda parte è stata illustrata un’anteprima della prossima versione del Sistema Operativo mobile iOS 5. Nella terza parte è avvenuto il lancio del servizio online iCloud.

Mac OS X 10.7 Lion sarà rilasciato al pubblico il prossimo Luglio. Per la prima volta, il sistema operativo OS X verrà distribuito unicamente attraverso il Mac App Store. Il costo sarà di 23.99 euro. Il peso di 4 GB. Gli sviluppatori hanno invece immediatamente a disposizione una versione preview del software, per effettuare test e inviare feedback alla mela morsicata, prima del lancio ai comuni Utenti.

Nella nuova versione del Sistema Operativo della mela ci sono ben 250 funzioni inedite. Ecco le più interessanti illustrate nel corso dell’evento:

- Multi touch gestures, che avvicinano Lion sempre di più ad iOS;

- Applicazioni a tutto schermo, con delle UI che permettono di utilizzare i programmi sfruttando tutti i pixel a disposizione e senza gli ingombranti menu tradizionali, i quali sembrano ormai inesorabilmente destinati ai memorabilia nel nome dei “pinch” e degli “swipe”;

- Mission Control, il Walhalla degli estimatori di Exposé e Spaces, che unisce i due sistemi e li potenzia;

- La maggiore integrazione del Mac App Store nel Sistema Operativo, con la possibilità di acquisti in-App e la presenza di un launcher che sottolinea ancora una volta come la volontà della mela sia quella di arrivare il più presto possibile a un ecosistema di applicazioni sempre più solido e universale;

- Airdrop, sistema P2P di condivisione file in Wi-Fi tra dispositivi Apple, che farà la gioia di chi ha le tasche pesanti per le troppe chiavette USB che si porta appresso;

- Il resume: al riavvio del Mac ci si troverà di fronte al computer esattamente come lo si era lasciato. Praticamente un sistema di auto-salvataggio. E in più sarà possibile tornare alle versioni precedenti dei file, come in una Time Machine chirurgica;

- Una nuova versione di Mail, lo storico software per la gestione di posta elettronica della mela che, ca va sans dire, è sempre più simile a quello iOS.

Quindi è stato il turno di iOS 5. Anche in questo caso le novità non sono poche: 200 nuove funzionalità e 1.500 nuove API.

Il nuovo sistema operativo, compatibile con iPad 1 e 2, iPhone e iPod di terza e quarta generazione è previsto per il rilascio in autunno e come per Lion, anche in questo caso le modalità per ottenerlo sono cambiate: non sarà più infatti obbligatorio connettere il dispositivo a un computer per l’aggiornamento. Naturalmente il software rimane comunque gratuito.

Tra le novità più interessanti:

- Notifiche: sono state rivoluzionate, ed era ora. Gli Utenti lo richiedevano quasi in lacrime. Apple ha sviluppato il Notification Center, un luogo elettronico dove tutte le notifiche trovano spazio e dove possono essere gestite con facilità. Inoltre il sistema di notifica non è più invasivo come in precedenza e finalmente ha una grafica che non ricorda i giochi elettronici arcade delle sale giochi;

- Integrazione con Twitter, che adesso trova praticamente casa tra i bit dell’OS della mela. Viene facilitato l’accesso delle varie applicazioni in cui cinguetta il pulcino con un’unica impostazione sul telefono e il Social Network viene integrato nei contatti;

- iMessage: piattaforma di comunicazione tra gli Utenti iOS, per lo scambio di testi, immagini e video.

- Safari conquista anche nella versione mobile la navigazione con tab e un sistema di salvataggio e lettura offline dei contenuti simile a InstantPaper;

- La possibilità di ritoccare le fotografie scattate con i dispositivi direttamente dall’applicazione nativa;

Infine, dalla cucina della mela è saltato fuori l’ultimo piatto sfornato: iCloud. Rivoluzionario, ma non così tanto. Chi si aspettava un balzo in avanti nello streaming della musica online è rimasto deluso. Anzi, proprio niente streaming per ora. Solo download dei brani musicali, per il loro ascolto. E niente musica da altri servizi. La piattaforma è unicamente compatibile con i file acquistati su iTunes.

iCloud è comunque un gran passo in avanti rispetto all’amato/odiato Mobile Me, di cui decretata ufficialmente il funerale. iCloud permette di uploadare in modo gratuito nella nuvola fino a 5 GB di dati (documenti, immagini, contatti, musica ecc.) e di sincronizzare automaticamente i file sui vari dispositivi Apple. Le foto scattate dai dispositivi rimangono in una specie di purgatorio per 30 giorni, in attesa di una conferma della sincronizzazione da parte dell’Utente.

C’è stato anche spazio per un “One more thing”: si chiama iTunes Match, ha un costo di 24.99 dollari l’anno e permette di avere sulla nuvola la propria musica iTunes senza upload. Ci pensa Apple, incrociando i dati.

La versione integrale del WWDC 2011 è disponibile in streaming sul sito Apple.

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