Archive for ottobre 14th, 2010

WikiLeaks: Moneybookers chiude l’Account del Wiki

Alla base di WikiLeaks non ci sono solo i contributi dei navigatori che pubblicano in Rete materiale scottante, ma anche le donazioni volontarie che coprono le spese per la gestione del Sito. Secondo quanto dichiarato da Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, i costi annuali sono di circa 200 mila dollari. Sommando donazioni online e contatti personali dei responsabili del progetto Web, dall’inizio del 2010 è stato raccolto circa un milione di dollari. Il Wiki potrebbe dunque operare tranquillamente, ma sembrerebbe che gli USA abbiano deciso di attaccare WikiLeaks proprio sul terreno economico.

I responsabili del Sito hanno infatti reso noto che le donazioni sono bloccate a causa di un’azione di “guerra finanziaria” orchestrata dalle autorità statunitensi. Il blocco delle donazioni di WikiLeaks è conseguenza di un in atto di Moneybookers, servizio di pagamento online inglese sul quale si appoggiava il Wiki per ricevere parte delle sue donazioni. Moneybookers ha inviato una mail a WikiLeaks comunicando di aver chiuso l’account del Sito fondato da Assange, in risposta alle richieste di una watchlist ufficiale USA e di una blacklist del governo australiano.

Il fatto che il blocco sia arrivato dopo che le autorità statunitensi hanno messo nel loro mirino WikiLeaks in seguito alla pubblicazione di documentazione riservata riguardante operazioni militari in Afghanistan, difficilmente può essere considerata una coincidenza. Ad avvalorare la tesi che non si tratti di una coincidenza, c’è il fatto che la prima mail di MoneyBookers è stata ricevuta da WikiLeaks il 13 Agosto, pochi giorni dopo che il Pentagono si era scagliato pubblicamente contro Assange e WikiLeaks.

Bing aumenta l’Integrazione con Facebook

L’Europa come sempre rimarrà alla finestra, in attesa che da oltreoceano arrivi il vero Bing. Nel frattempo, presto negli Stati Uniti tra i risultati del Motore di Ricerca della Microsoft figureranno anche una serie di link che avranno riscosso il gradimento degli amici Facebook atraverso l’onnipresente tasto “Mi piace”. Per visualizzarli occorrerà essere loggati in un account Facebook ed avere attiva la funzione instant personalization. La potenzialità dell’integrazione è piuttosto elevata, se la si immagina legata a prodotti, servizi, film e via dicendo.

Oltre al gradimento degli amici Facebook di determinati risultati, sarà presente anche una sezione “People on Facebook” che elencherà una serie di profili legati al nome ricercato.

Il fatto che sia Bing il primo motore ad avere questo tipo di integrazione non stupisce: Microsoft è proprietaria di un 2% delle quote di Facebook Inc. già dal 2007. Mark Zuckerberg ha comunque dichiarato, al termine dell’incontro organizzato per la stampa, che Facebook è disposto “a lavorare con tutti”. Alzi la mano a chi non è venuto in mente Google.

AOL e altri Investitori interessati all’acquisto di Yahoo!

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, America Online e una serie di fondi di private-equity sarebbero in trattativa per l’acquisto di Yahoo!

Tra i potenziali acquirenti, il quotidiano USA cita Silver Lake e Blackstone, due dei più grandi fondi di private-equity di Wall Street. Difficile che AOL tenti l’acquisto da sola, in quanto decisamente più piccola di Yahoo!, ma quest’ultima potrebbe liberarsi delle sue quote del sito cinese Alibaba e rendere più agevole l’operazione.

Non è quindi chiaro quale sarebbe il ruolo di AOL, la quale è valutata 2.7 miliardi, mentre Yahoo! vale circa 10 volte tanto e cioè 20.6 miliardi.

In ogni caso, allo stato attuale il tutto si riduce a rumor piuttosto fondati, ma non ci sono certezze, se non quella che Yahoo! è decisamente sotto pressione per aumentare i risultati, da quando è arrivata la nuova CEO Carol Bartz all’inizio dell’anno scorso. Da allora, la società è sotto stretta osservazione.

Nel pre-market USA le azioni Yahoo! stanno prendendo il volo.

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