
Il virus Stuxnet, che si è recentemente diffuso sui sistemi di automazione industriale Siemens di mezzo mondo e che ha colpito in particolare l’Iran (quasi il 60% degli IP infettati sono in territorio iraniano) potrebbe essere stato creato con la collaborazione di una persona con conoscenze dei sistemi Siemens molto approfondite. Conoscenze talmente particolari da far pensare a un soggetto davvero vicino alla società statunitense: forse un impiegato. L’ipotesi è stata paventata nel corso della Virus Bulletin 2010 conference che si è svolta a Vancouver negli scorsi giorni.
A fare propria questa tesi è stato tra gli altri Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos, che lo ha dichiarato esplicitamente al sito V3.co.uk. Nessuno è in grado però di avere alcuna prova: “Non sappiamo chi ha sviluppato il virus e con quali obiettivi. L’unico modo per scoprirlo sarebbe avere accesso al computer con il quale è stato scritto Stuxnet, oppure che l’autore uscisse allo scoperto. In caso contrario, probabilmente non arriveremo mai alla verità” ha detto Cluey.
Emerge una coincidenza, la quale sembrerebbe avvalorare precedenti fonti che puntavano il dito contro Israele: il malware contiene la data del 9 maggio 1979, giorno in cui avvenne l’esecuzione di un uomo d’affari israeliano in Iran, ma Cluey ha fatto notare con una certa ironia che si tratta anche della data di nascita dell’attrice Rosario Dawson. Cluey ha poi aggiunto che Stuxnet non può essere considerato un virus creato appositamente allo scopo di attaccare l’Iran, poiché sono stati riportati attacchi in altri Paesi, come per esempio l’India e l’Indonesia.
Un altro esperto di sicurezza, il chief research officer di F-Secure Mikko Hyppönen, è però in ogni caso convinto che si tratti di un attacco elaborato da un’entità governativa e non da semplici hacker: “Non è emerso nulla che possa far pensare che Stuxnet sia stato sviluppato per far soldi. Inoltre il livello di complessità del malware può solo essere opera di un Governo. L’obiettivo di Stuxnet è il sabotaggio” ha spiegato Hyppönen.
Le dicharazioni di questi esperti fanno pensare che Stuxnet sia fondamentalmente una specie di test. Gli scopi e l’obiettivo di questo test non sono affatto chiari. Una cosa però è fuor di dubbio e cioè che i Governi di tutto il mondo si stanno attrezzando per compiere attacchi informatici e per difendersi dai medesimi: ci attende forse una nuova guerra fredda basata sui bit, invece che sull’atomo?
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