Archive for settembre, 2010

Google: I Banner diventeranno Sexy

Google domina il mercato della pubblicità testuale online basata sulle chiavi di ricerca del Motore, ma ha creato anche un forte business grazie al display advertising.

La società di Mountain View, ne ha parlato durante una presentazione alla conferenza organizzata negli Stati Uniti dall’Internet Advertising Bureaux, dichiarando che nel medio termine il display advertising è destinato a crescere, perché se negli scorsi anni era troppo statico, è destinato a trasformarsi per diventare  più appetibile: “sexy”, lo ha definito Barry Salzman managing director for media di Google.

In cinque anni, secondo quanto dichiarato da Salzman il 75% dei banner diventerà “social”, cioè interattivo, con la possibilità da parte dei navigatori di commentare, condividere o iscriversi direttamente a dei servizi. Salzman ha anche detto che il 50% della pubblicità display includerà video.

Google ha poi parlato di nuove forme di display:

- nuovi formati chiamati “TrueView” che inizieranno a essere online a partire dal prossimo anno e che permetteranno di essere skippati per passare a un’altra creatività.

- formati basati sulla tecnologia Teracent, in grado di cambiare dinamicamente in base alla geolocalizzazione, alla lingua dei navigatori, ai contenuti del sito ecc.

- formati che interagiranno con il mobile, in modo simile al sistema Google Goggles. La società di Mountain View porta ad esempio la possibilità di puntare il proprio cellulare sulla pubblicità di una macchina e ricevere sullo smartphone una rappresentazione in 3D dell’auto, oppure puntarlo sulla locandina di un film e visualizzare sul cellulare il trailer video.

- nuove forme di rich media: lo speech di Google è stato trasmesso online su speciali display espandibili che venivano aggiornati con i tweet in tempo reale

Per quanto riguarda la crescita del mercato display in termini economici, Google prevede che potrebbe raggiungere i 50 miliardi di dollari. Per fare una comparazione, eMarketer ha stimato il mercato statunitense del display in 8.6 miliardi per il 2010, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

RIM Tenta di Strappare il Mercato Business ad iPad con BlackBook

Come preannunciato, RIM ha presentato il suo primo Tablet nel corso della conferenza dedicata agli sviluppatori che si è svolta a San Francisco: si chiamerà BlackBook.

I BlackBerry hanno ceduto quote del mercato smartphone ad Apple e ai dispositivi basati su Android, quindi per la società canadese, BlackBook è un prodotto strategico.

Il BlackBook ha uno schermo touchscreen da 7 pollici 1024×600, chip Cortex A9 dual-core da 1 Ghz, 1 GB di RAM e dovrebbe essere disponibile in due modelli, da 16 GB e da 32 GB. Al contrario di iPad è compatibile con Adobe Flash, ma la prima serie non avrà però connessione alla Rete via 3G. Solo Wi-fi e Bluetooth.

Il Sistema Operativo del BlackBook è sviluppato da QNX Software Systems, che  RIM ha acquisito all’inizio dell’anno.

Michael Lazaridis, co-chief executive di RIM, ha detto che il nuovo Tablet contiene molte funzionalità adatte per i dipartimenti IT aziendali definendo il BlackBook “Il primo tablet professionale”. E’ chiaro che RIM intende porsi come antagonista di iPad soprattuto sul mercato business, dove lo slate della mela sta riscuotendo sempre più consensi.

Nonostante RIM abbia svelato molte caratteristiche di BlackBook, non è ancora però noto un dato fondamentale: il prezzo. Neanche la data di uscita sul mercato è stata dettagliata, anche se BlackBook è ovviamente in fase avanzata di sviluppo.

Da Engadget, ecco un tabella comparativa tra i principali Tablet:

Xmarks: Fine delle Sincronizzazioni

Xmarks cesserà di esistere entro 90 giorni. Ad annunciarlo è Todd Agulnick, co-fondatore e CTO della società, sul Blog ufficiale di Xmarks Inc.

A bruciare il servizio di sincronizzazione bookmarks sono stati proprio coloro sui quali si basava: i browser. Chrome e Firefox hanno sviluppato sistemi di sincronizzazione proprietari e gratuiti. A Xmarks non è rimasto che l’onore delle armi: “Chi pagherebbe per un servizio di sincronizzazione a pagamento, quando lo ha a disposizione gratuitamente?” ammette in modo lapidario lo stesso Todd.

La società, nata 4 anni fa aveva iniziato proponendo un plug-in per Firefox, che permetteva ai Navigatori di avere a disposizione un sistema di sincronizzazione dei segnalibri su più computer. Negli anni successivi, l’azienda è diventata nota come Foxmarks, sviluppando plugin ed estensioni per differenti browser. Xmarks ha tentato di cambiare più volte modello di business per sopravvivere, lanciando anche un servizio di ricerca di prodotti in Rete, ma nessuna delle ciambelle sfornate è uscita con il buco. Un vero peccato.

UPDATE: Pare che gli Utenti stiano facendo cordata per salvare il servizio con donazioni spontanee

Dall’inizio del 2010 Google ha acquisito 23 Società, Microsoft 0

Google famelica. Se si contanto le sue acquisizioni a partire dall’inizio dell’anno, risulta che Mountain View si è portata a casa 23 società, il 75% delle quali finanziate da venture capital.

Da notare che Microsoft non solo è fanalino di coda in termini di acquisizioni, ma non ha compiuto alcuna operazione: zero, nix. Certamente la mancata acquisizione di Yahoo! deve ancora bruciare, anche se in seguito le due società sono giunte comunque a un accordo. Molto più attive IBM con 12 acquisizioni e HP con 8. Anche Facebook e Twitter hanno “raccolto” dei talenti, effettuando rispettivamente 6 e 3 acquisizioni.

I Rischi di Facebook Instant Personalization

Lo scorso aprile, Facebook ha presentato una nuova tecnologia chiamata Instant Personalization. La funzionalità permette a qualsiasi sito abilitato da Facebook di venire immediatamente a conoscenza di una parte dei dati degli Iscritti al Social Network, quando questi ultimi approdano sulle pagine Web dei siti partner. In pratica, i Navigatori che hanno una sessione aperta di Facebook, comunicano ai siti partner una serie di informazioni, come foto del profilo e lista degli amici.

Lo scopo è quello di offrire ai Navigatori delle sessioni di browsing maggiormente personalizzate, ritagliate sulla base delle loro preferenze. In una prima fase Facebook ha ristretto la partnership a un numero limitato di siti tra cui YelpPandoraDocs.com.

Da un punto di vista tecnico, Instant Personalization è una modifica delle Facebook Open Graph API che permette a determinati partner di bypassare il processo di autorizzazione e avere accesso ai dati degli Utenti Facebook. L’applicazione del partner carica uno script esterno ospitato sui server di Facebook e il Social Network restituisce una chiave di autenticazione necessaria all’accesso dei dati.

Questo sistema potrebbe però esporre gli Utenti non solo a problematiche di privacy, ma anche di sicurezza. Come fa notare il sito Hacking Entrepreneurship, le vulnerabilità potrebbero essere presenti non tanto su Facebook, quanto sulle terze parti. Inoltre i siti partner collezionano i dati degli Utenti e potrebbe essere un problema in futuro cancellarli definitivamente, nonostante l’opt-out.

Ciò che sottolinea Hacking Entrepreneurship è che occorre non sottovalutare affatto i rischi per la privacy e per la sicurezza degli Utenti derivanti dalla tecnologia Instant Personalization. Ed è essenziale che Facebook metta in grande evidenza ai suoi Iscritti la possibilità di opt-out del sistema. Un articolo della Electronic Frontier Foundation spiega nel dettaglio come eseguire l’opt-out.

Nella versione italiana di Facebook le impostazioni di Instant Personalization, anche se non ancora attive, si trovano nella sezione Privacy, Applicazioni e Siti Web, Personalizzazione Istantanea.

Il Worm Stuxnet all’Attacco dell’Iran

Le autorità iraniane hanno confermato che il virus informatico denominato Stuxnet si sta diffondendo rapidamente. Si tratta di uno dei worm più avanzati in circolazione, che si concentra sui sistemi di automazione industriale. Secondo le fonti ufficiali, gli indirizzi IP infettati sarebbero già più di 30.000 e quindi i singoli PC interessati dall’attacco sono certamente un numero maggiore . Le autorità hanno però dichiarato di aver cominciato un’opera di contenimento grazie a un antivirus sviluppato Ad hoc.

La particolare complessità dell’attacco e il target del virus hanno fatto pensare alla possibilità che si tratti di un’operazione volta a rallentare il programma atomico iraniano. Il  responsabile per la Tecnologia informatica al ministero dell’Industria ne è certo e ha dichiarato che si tratta di “un atto di guerra elettronica”. Il riferimento è ovviamente agli USA e a Israele.

Stuxnet è stato segnalato per la prima volta nello scorso Giugno da VirusBlokAda, una società bielorrussa che sviluppa software di sicurezza per l’utenza business e consumer. Il virus, per diffondersi sfrutta delle vulnerabilità di Windows, due delle quali non ancora patchate da Redmond. Dopo aver infettato le macchine, Stuxnet colpisce WinCC e PCS7, due programmi per il monitoraggio dei sistemi di automazione industriale.

Come si può notare da questo grafico realizzato da Security Watch, l’Iran è di gran lunga il Paese più colpito dal virus:

Memento Facebook

Ci risiamo: questa volta Hitler si altera per l’Angelgate

Il Führer non ha preso per niente bene la cena dei “Super Angels” della Silicon Valley al Bin 38 di San Francisco. Anche peggio di Ron Conway.

Yahoo! propone un sigillo di sicurezza Anti Phishing in Yahoo! Mail

Yahoo! ha cominciato a proporre ai possessori di un account Yahoo! Mail un nuovo sistema di sicurezza anti phishing.

Si tratta della possibilità di associare un testo oppure un’immagine che appariranno nella pagina di autenticazione del servizio di posta elettronica Yahoo! e che ne dimostreranno così l’autenticità.

La piattaforma richiede di scegliere tra la soluzione testuale e quella grafica:

Il risultato, nel caso della scelta del sigillo grafico, sarà simile a questo:

Cantanti canadesi, Registi defunti, moribondi, ignari o sconosciuti: il Bestiario del Rapporto Gallo

I deputati al Parlamento Europeo hanno approvato ieri il rapporto Gallo, proposta che mira a difendere la proprietà intellettuale e a sdoganare il three strike. La proposta prende nome dall’omonima deputata francese dell’Ump, il partito di Sarkozy.

Le petizioni che i deputati hanno ricevuto sul loro tavolo prima del voto erano due: la prima di Eurocinema, l’associazione produttori Cinema e Televisione, la seconda della Federazione Internazionale dell’industria Fonografica (Ifpi).

Da controlli effettuati dagli attivisti de La Quadrature du Net, del Partito Pirata e delle associazioni per la difesa dei diritti su Internet, è risultato che le petizioni sono perlomeno discutibili: i firmatari delle petizione di Eurocinema sarebbero infatti per la maggior parte registi sconosciuti, defunti oppure in degenza in ospedali sudafricani. Altri, non erano neppure consapevoli che fosse stata utilizzata la loro firma. Per quanto riguarda la petizione presentata dalla Ifpi i controlli sono in corso, ma pare ci sia una massiccia presenza di cantanti canadesi.

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