
Il Tema della tutela della privacy su Facebook è da parecchio tempo motivo di numerose e accese discussioni.
Il Social Network è cresciuto in maniera costante e ha ormai più di 350 milioni di iscritti in tutto il mondo, i quali non sempre sono in grado di comprendere la potenza del mezzo informatico che stanno utilizzando e dei pericoli che possono correre postando dati sensibili online.
Già nel Febbraio 2009, quando Facebook modificò le Regole di Utilizzo del Sito in modo unilaterale, si sollevarono forti proteste e il Social Network fu costretto a fare marcia indietro, per poi sottoporre le nuove regole al voto degli Utenti.
In occasione delle recenti modifiche alle regole della privacy, Facebook ha agito con maggiore cautela, richiedendo il parere preventivo degli utenti e mettendo al voto le modifiche, ma non è stata un’operazione del tutto trasparente.
Facebook ha declamato in una lettera aperta di Mark Zuckerberg che le nuove regole e i nuovi settaggi della privacy erano stati messi in atto per semplificare e rendere maggiormente consapevoli gli Utenti, ma allo stesso tempo, nella fase di transizione ai nuovi settaggi, ha però di default aperto a tutti la condivisione di molti loro contenuti.
Certo, gli Iscritti al Social Network avevano la possibilità con un opt-out di ritornare alle vecchie impostazioni, ma è chiaro che questa mossa di Facebook è stata messa in atto per aprirsi all’esterno, adesso che è iniziata l’integrazione dei contenuti nei risultati dei principali Motori di Ricerca.
E’ indubbio che Facebook abbia giocato sul fatto che molti Utenti, in modo più o meno consapevole, avrebbero mantenuto le impostazioni consigliate in fase di transizione.
Ed è su questo punto che negli USA, una cordata di Organizzazioni private tra cui l’Electronic Privacy Information Center e altri nove gruppi di tutela della privacy e dei consumatori, è fortemente critica.
Per questo le Organizzazioni hanno presentato alla Federal Trade Commission statunitense una formale richiesta in cui domandano alla Commissione di effettuare dei controlli sulla modifica delle regole della privacy di Facebook e sulle modalità con la quale è stata messa in atto.
Via | MarketWatch
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