Adesso che The Pirate Bay è nella bufera dopo la infelice vicenda della sua tentata vendita, anche la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e la FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale) decidono di accanirsi sull’agonizzante Motore di Ricerca di file .torrent e richiedono un milione di euro di danni.
Il mondo non ha tremato all’annuncio, ma l’azione s’inserisce comunque nella nuova ondata di denunce dei detentori dei diritti: dopo la prima condanna del Tribunale di Stoccolma, fioccano infatti le richieste nei Tribunali contro TPB.
BREIN, fondazione anti pirateria olandese, ha appena vinto la causa che sentenzia la cessazione delle attività in Olanda di TPB entro 10 giorni. In caso contrario i responsabili del Sito riceveranno 30.000 euro di multa per ogni giorno di attività dopo la scadenza.
La richiesta di FIMI e FPM avviene in seguito alle prove “raccolte nel corso del procedimento penale di Bergamo dove sia il Giudice per le Indagini Preliminari sia il Tribunale del Riesame di Bergamo” che “hanno ritenuto che Pirate Bay fosse comunque in violazione della normativa italiana sul diritto d’autore” si legge nel comunicato pubblicato sul Sito FIMI.
Il comunicato si riferisce alle note vicende del blocco di The Pirate Bay avvenuto nell’Agosto del 2008 e poi revocato dal Tribunale di Bergamo.
Enrico Mazza, Presidente FIMI, ne approfitta per fare una dichiarazione ed esprimere il suo punto di vista: “la richiesta di risarcimento si basa anche sul principio che vendendo il sito a terzi, i fondatori hanno confermato che l’intera operazione illecita dietro Pirate Bay altro non era che finalizzata a conseguire un fine di lucro e pertanto non è accettabile che qualcuno prenda i soldi e scappi senza rispondere dei danni”
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