Archive for giugno 23rd, 2009

Intel e Nokia annunciano un’alleanza strategica per il Mobile Computing

I due giganti Intel e Nokia, insieme per creare una nuova generazione di dispositivi mobili.

E’ quanto annunciato ufficialmente durante una conferenza stampa congiunta e in un comunicato sul Sito Intel.

“Con l’intento di unire Internet ai telefoni mobili e ai computer” si legge nel comunicato “Intel Corporation e Nokia annunciano oggi un accordo a lungo termine per la realizzazione di una nuova generazione di dispositivi mobili basati sui chip Intel, che uniscano la potenza dei computer con quella della comunicazione mobile ad alta velocita e della connessione a Internet”

Le due aziende collaboreranno inoltre a un progetto volto alla realizzazione di un software open-source per i dispositivi.

Una mossa, quella compiuta da Nokia che ricalca le orme di quella di Apple, che nel 2005 rese pubblico l’accordo per l’introduzioe dei chip Intel a bordo dei Mac.

Una partnership poi, che rende molto più concreta l’ipotesi secondo la quale Apple si starebbe organizzando per produrre dei suoi Chip.

Via | Forbes

Il Processo di Milano a Google rinviato al 29 Settembre

Google era oggi sul banco degli imputati nelle aule del Tribunale di Milano per la nota vicenda relativa al filmato di Google Video che contiene maltrattamenti a un bambino down.

Secondo l’accusa dell’Associazione ViviDown, Google non avrebbe dovuto permettere la pubblicazione del video, mentre i legali di Google sostengono che la piattaforma che ospita un contenuto creato da un utente non è responsabile del contenuto stesso.

L’udienza però è stata sospesa e il procedimento rinviato al 29 Settembre.

L’interprete che avrebbe dovuto tradurre le testimonianza di un esperto informatico USA richiesta dalla difesa è infatti risultato assente per motivi di salute.

Al processo sono chiamati a comparire David Drummond (ex presidente del consiglio di amministrazione di Google Italia), George Reyes (un ex-membro del consiglio di amministrazione e poi CEO di Google Italia), Peter Fleischer (responsabile europeo delle politiche sulla privacy di Google) e Arvind Desikan (ex-responsabile di Google Video per l’Europa).

Negli scorsi giorni, con un post sul suo Blog ufficiale, Google Italia aveva portato come elemento rafforzativo delle proprie posizioni, il caso del ritiro della denuncia del legale di Vittorio Sgarbi per un video su YouTube di una conferenza di Marco Travaglio.

Via | Bitcity

MySpace potrebbe chiudere la sua Sede Italiana

MySpace, nell’ambito dei tagli annunciati la scorsa settimana, cala la scure anche sulla Sede italiana, che viene menzionata in un documento ufficiale redatto dal CEO Owen Van Natta e in cui si specifica che l’Italia è nell’elenco dei Paesi in cui il Social Network procederà a delle ristrutturazioni: cioè a dei tagli.

I tagli del personale al di fuori degli USA saranno pari a 300 persone e la chiusura riguarderà 4 Sedi.

Insieme all’Italia, i Paesi interessati alla ristrutturazione saranno Argentina, Brasile, Canada, Francia, India, Messico, Russia, Svezia e Spagna.

Via | TechCrunch EU

Dell’Oblio

Sul Blog di Webnews, Giacomo fa un’interessante riflessione in merito al diritto all’oblio che una proposta di Legge del Deputato leghista Lussana vorrebbe normare anche in Rete per “i cittadini, già sottoposti a processo penale”

La proposta prevede che “immagini e dati, anche giudiziari” siano rimossi dalla Rete dopo:

a) tre anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per una contravvenzione;

b) cinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è inferiore a cinque anni di reclusione;

c) dieci anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a cinque anni di reclusione;

d) quindici anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a dieci anni di reclusione;

e) venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a venti anni di reclusione.

E’ escluso chi:

a) è stato condannato con sentenza definitiva alla pena dell’ergastolo;

b) è stato condannato per genocidio, terrorismo internazionale o strage, indipendentemente dalla pena in concreto inflitta;

c) esercita o ha esercitato alte cariche pubbliche, anche elettive, in caso di condanna per reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, allorché sussista un meritevole interesse pubblico alla conoscenza dei fatti.

E inoltre “è fatto salvo il diritto alla conservazione sui siti internet dei dati e delle immagini per finalità di ricerca storica o di approfondimento giornalistico, anche in assenza di consenso dell’interessato, purché risulti un oggettivo e rilevante interesse pubblico.”

Ora, la proposta mi sembra condivisibile, semmai (e qui concordo con Giacomo) occorre porre molta attenzione ai metodi sanzionatori, poichè è previsto che in caso di inottemperanza all’ordine di rimozione dei dati scatti “una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 100.000 euro” e “la rimozione del dato personale trattato illecitamente”.

Su questo punto deve risultare molto chiara la possibilità tecnica per colui che aveva messo i dati online di rimuoverli e deve essere dato un ampio margine temporale, non di certo le 48 ore che vorrrebbe il ddl sulle intercettazioni (ma in quel caso la norma è comunque per chi scrive tutt’altro che condivisibile).

La riflessione di Giacomo in merito a questi temi lo porta a distinguere il media Internet da quelli “tradizionali” poichè dice: “online, se nessuno cerca una specifica informazione, nessuno la legge. E se nessuno la legge, è come se non esistesse. La memoria lunga del Web, pertanto, è un concetto puramente astratto poiché basato su di un archivio accessibile infinitamente potente, ma non v’è proposta alcuna dei vecchi contenuti al di là di quel che viene specificatamente cercato, opportunamente trovato, individualmente fruito”.

Ma a mio parere la memoria del Web è tutt’altro che astratta e la sua concretezza si manifesta appunto nel caso in cui qualcuno ricerchi l’informazione e la trovi. La proposta è implicita.

Non è la mancanza di proattività della proposta a fare decadere la presenza dell’informazione o a cambiare il concetto di oblio che in questo caso, non avere, può risultare un danno irreparabile per un cittadino che ha pagato il suo debito con la giustizia e che può rischiare di avere delle limitazioni al suo diritto a una piena reintegrazione nella società civile.

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