Digitare F per Frankenstein
Già nel 1961, lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke ipotizzava una rete telefonica super intelligente, in grado di diventare autonoma e creare il caos globale, mandando all’aria i sistemi finanziari, militari ecc. dell’intero pianeta.
Nel corso del tempo, l’auto distruzione dell’uomo causata da macchine super intelligenti che si ribellano ai loro creatori è stata ripresa da numerosi sceneggiatori e scrittori di fiction.
Gli straordinari progressi della tecnologia e in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale, stanno però assottigliando sempre più la distanza tra la fantasia e il rischio reale che un evento simile si verifichi in un futuro: certo, non ancora vicino, ma neppure così distante.
Molti Venture Capital stanno investendo nelle società consolidate e nelle startup che si occupano di AI, e il settore potrebbe accelerare nei prossimi decenni in modo epocale e sorprendente.
Coloro che si occupano di AI, non ritengono una semplice boutade l’affermazione dello scrittore e scienziato Vernor Vinge, che in un suo paper del 1993 sosteneva che “La creazione di un’intelligenza artificiale superiore a quella umana porterà a un cambiamento equiparabile a quello avvenuto grazie all’evoluzione della razza umana sul pianeta terra”
Il punto è che quando tali macchine diventeranno operative, la loro Intelligenza sarà in grado di portarle in breve tempo e autonomamente a un’evoluzione esponenziale, niente a che vedere con quella dell’essere umano, che ha avuto bisogno di tempo immemore, per arrivare a quello che è oggi.
In un suo libro del 2005, il pioniere dell’Intelligenza Artificiale Raymond Kurzweil, si è spinto a ipotizzare una data indicativa per l’arrivo della razza post-umana: il 2045.
Il recente film di Kurzweil “Trascendent Man“, premiato lo scorso mese al Tribeca Film Festival e che racconta la vita, le opere e i pensieri dell’autore, potrebbe diventare una sorta di manifesto-marketing per tutti coloro che sono già un passo avanti, nell’analisi e nella previsione di dove ci condurrà l’arrivo di un’Intelligenza Artificiale superiore a quella dell’uomo.
Via | NYTimes
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