Archive for Maggio, 2009

Microsoft presenta Bing, il Motore decisionale

Il CEO Microsoft Steve Ballmer, sale sul palco del D7 di All Things Digital e presenta insieme a Yusuf Mehedi, Senior Vice President MSN & Search, il nuovo attesissimo Motore di Ricerca di Redmond.

Innanzi tutto, i due ne hanno ufficializzato il nome: Bing.

Quindi Mehedi ha illustrato le caratteristiche principali del servizio Web: Bing non intende essere unicamente un motore di ricerca classico, ma ha anche tutte le peculiarità di un Motore comparativo.

E’ in grado infatti di proporre all’utente una serie d’informazioni intelligenti e decisionali, come la scelta di un prodotto, di un volo aereo, di un ristorante ecc.

Una parte dei risultati è infatti dedicata alla comparazione di differenti fonti online, che aiutano il navigatore a compiere una scelta: sia questa l’acquisto di una nuova fotocamera, oppure, attraverso le mappe, la via più breve per raggiungere una destinazione.

Informazioni locali, selezione qualitativa dei risultati su temi delicati quali quelli della salute, social shopping e accesso semplificato grazie alle preview dei risultati.

Un motore di ricerca volto all’operatività e al risparmio di tempo nel raggiungimento dell’informazione di qualità.

Non un Google killer dunque, ma un altro tipo di servizio, che introduce una nuova filosofia di ricerca.

Gli utenti potranno utilizzare Bing a partire dal 3 Giugno, data del varo ufficiale, il quale sarà affiancato da una massiccia campagna pubblicitaria.

Via | AllThingsDigital

Google cavalca l’onda della comunicazione con Wave

“Come sarebbe la posta elettronica  se fosse reinventata oggi?”

La risposta a questa domanda intende fornirla Google, presentando nel corso della seconda giornata di Google I/O, la Conferenza di San Francisco dedicata agli sviluppatori, il nuovo servizio online Google Wave.

Si tratta di un sistema di comunicazione personale e collaborativo che somma l’email, l’istant messaging e il wiki in tempo reale, realizzando un flusso d’informazioni che è in grado di far crescere “l’onda delle informazioni”, con i contributi che gli utenti possono inserire in essa: il tutto all’interno del browser.

La metafora dell’onda, scelta da Google per battezzare il suo nuovo servizio, è certamente molto azzeccata: e rende bene l’idea del flusso d’informazioni che avanza e cresce non solo grazie a testi email e file, ma anche alle applicazioni e alle estensioni di terze parti che potranno surfare in questo flusso, grazie alla natura open source di Wave e alle API messe a disposizione degli sviluppatori.

Ma quanto è davvero innovativo Wave? Difficile rispondere senza poter smanettare effettivamente sulla piattaforma, ma sulla carta comunque non sembrerebbe essere un cambiamento epocale: in sintesi, un aggregatore d’informazioni che pesca caratteristiche di differenti servizi e li appallottola in uno stream che tiene traccia di sé.

La grande dimensione della famiglia dei servizi Google che potrebbero finire nel flusso, la natura open source, la possibilità di embed in siti e blog, la fantasia degli sviluppatori nella creazione di Widget ed estensioni, potrebbero però renderlo uno standard.

Wave in una prima fase sarà testato da utenti selezionati in beta privata, per poi debuttare entro l’anno con una release aperta a tutti.

iPhone e Android dominano la navigazione mobile

Secondo quanto indicato dal report (PDF 244 Kb) diffuso da AdMob, i dispositivi con a bordo Google Android e iPhone OS, raggiungono insieme il 74% della navigazione mobile su Internet a livello mondiale.

I dati si riferiscono ad Aprile 2009.

Il dato rilevante è che i due Sistemi Operativi coprono insieme appena il 9% dei dispositivi in circolazione.

Chiaramente dunque, gli utenti Symbian, RIM e Windows Mobile hanno una proattività all’uso del Web dai loro dispositivi nettamente inferiore, che va certamente collegata all’esperienza Web di altissimo livello che riescono a fornire gli OS di Apple e Google.

Via | GigaOM

Cторонаbook, 200 milioni dalla Russia per Facebook

Facebook ha ricevuto un finanziamento di 200 milioni di dollari dal fondo Digital Sky Technologies, uno dei più grandi Gruppi d’investimento focalizzati su Internet, particolarmente attivo in Russia e nell’est Europa, con sede a Mosca e Londra.

Facebook ha corrisposto a DST il controvalore in azioni,  sulla base di una valutazione del Social Network pari a 10 miliardi di dollari.

Nel 2007, quando vi era stato l’investimento di Microsoft, la valutazione era stata di 15 miliardi di dollari, ma la cifra è comunque più del doppio dei 4 miliardi che avevano portato recentemente Facebook a rifiutare nuovi round di finanziamenti.

Via | AllThingsDigital

Microsoft: Zune HD previsto ufficialmente entro l’anno

Zune: il brutto anatroccolo, il lettore MP3 di Microsoft guardato dai più come il fratello sfortunato dell’iPod, non ha intenzione di gettare la spugna.

Anzi, Microsoft, dopo le indiscrezioni trapelate a metà aprile, conferma adesso ufficialmente che la nuova generazione del dispositivo, chiamato Zune HD, sarà pronta negli USA entro il 2009.

D’altronde, non è pensabile che la società di Redmond lasci allegramente ad Apple questo mercato e in fondo il brand Zune è stato lanciato a suon di campagne milionarie, dunque tanto vale mantenerlo in piedi e provare a trasformarlo in farfalla; o perlomeno renderlo in grado di conquistare una sua fetta di utenza, che giustifichi la produzione dell’hardware.

Naturalmente, Zune arriva con molte novità rispetto al modello precedente, e quell’HD non è stato messo a caso:  innanzi tutto è equipaggiato di output video da 720p e inoltre è fornito di una radio HD per la ricezione di trasmissioni terrestri multicasting.

Zune HD ha un’interfaccia multitouch, Web Browsing completo con IE, integrazione con Xbox Live, accelerometro, tastiera software e OS Windows Mobile 6.5.

Via | BetaNews

FAPAV Tom & Telecom Jerry

La FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audiovisiva italiana) vuole giocare un pò, e trova un degno compare in Telecom Italia.

La Federazione, sta cavalcando la tigre dell’approvazione della Legge Hadopi in Francia e senza alcuna base legale, richiede gli IP degli utenti Telecom che scaricano file coperti da Copyright.

Telecom Italia nicchia, scappa, si rifiuta di fornire i dati, sapendo bene che non vi è alcuna normativa italiana (almeno per ora) che la obblighi a fornire i dati richiesti da FAPAV.

Via | ZEUS News

L’Artista Jorge Colombo disegna la copertina del New Yorker con un iPhone

Se siete illustratori e avete l’incarico di realizzare la copertina di una rivista, d’ora in poi per disegnarla potrete fare affidamento anche sul vostro telefono Apple.

A fare scuola è l’artista Jorge Colombo, il quale per disegnare la copertina del numero di Giugno della storica testata statunitense  The New Yorker, ha utilizzato l’Applicazione iPhone Brushes.

Via | Gizmodo

Clienti 2.0

Via | Geek&Poke

E’ online OVI Store, il negozio di Applicazioni mobili Nokia

Nokia annuncia ufficialmente la partenza di OVI Store, presentato nel febbraio scorso.

Il negozio di Applicazioni mobili di Nokia,  permette agli utenti di scaricare i software direttamente sui loro telefoni.

Pe accedere al servizio, l’utente può cliccare sull’icona dello Store presente sul proprio telefono, oppure digitare dal browser del dispositivo l’indirizzo di OVI.

Nokia definisce l’apertura del suo negozio come un passo epocale. L’azienda finlandese spera di poter emulare il successo ottenuto da Apple con il suo App Store.

OVI, secondo quanto dichiarato da Nokia, è in grado attualmente di raggiungere 50 milioni di utenti in tutto il mondo.

Il negozio è disponibile in versione tedesca, italiana, russa e spagnola e supporta più di 50 modelli di telefono Nokia.

L’acquisto di applicazioni e contenuti avviene attraverso carta di credito.

Via | Reuters

Twitter in TV: niente di ufficiale

Nelle scorse ore si era sollevato un discreto polverone in seguito a un articolo di Variety, che ipotizzava l’arrivo di un programma TV di Twitter, che avrebbe potenzialmente coinvolto tutti gli utenti del Social Network di micro blogging.

Un programma televisivo realizzato da Twitter, suscitava effettivamente qualche perplessità in merito ai motivi di un’operazione del genere, per un servizio che ha ben altre priorità: il miglioramento di stabilità e sicurezza e la ricerca di un modello di business online, innanzi tutto.

La smentita del bizzarro progetto arriva direttamente da Biz Stone, co-fondatore di Twitter, il quale scrive sul Blog ufficiale che esistono effettivamente degli accordi con differenti network televisivi i quali stano pensando a dei format in cui Twitter potrà avere un suo ruolo, ma che nulla di tutto ciò ha a che vedere con un programma TV ufficiale realizzato direttamente da Twitter.

Via | TechCentral

Related Posts with Thumbnails