Mark Zuckerberg: le compagnie innovative non ascoltano i loro clienti

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, riflette perfettamente l’ambiguità della sua creatura: se da una parte Facebook desidera confrontarsi con gli utenti, dall’altra intende portare avanti le sue politiche e deve rispondere ai suoi investitori.

Zuckerberg ha un’ossessione particolare per Twitter, tanto che Facebook nel novembre 2008 aveva tentato invano di acquistare il Sito di microblogging.

Una parte delle modifiche al layout e alle modalità di funzionamento del Social Network portate a termine recentemente, sono chiaramente ispirate a Twitter: l’aggiornamento in tempo reale, il nuovo feed degli aggiornamenti, le modifiche alle API.

Il punto è che una parte di queste modifiche non sono piaciute agli utenti e adesso Facebook si trova a dover compiere una scelta: ascoltarli oppure andare avanti per la sua strada.

Mark Zuckerberg, dopo aver preso atto del malcontento degli utenti, li ha invitati alla calma, facendo palesare che Facebook stesse prendendo in considerazione il loro punto di vista, ma contemporaneamente ha mandato una mail interna agli impiegati (anch’essi poco entusiasti delle modifiche) scrivendo che “Le compagnie più innovative non ascoltano i loro clienti”

Una frase inquietante, se si pensa a quanto invece viene affermato pubblicamente dallo stesso Zuckerberg e quindi da Facebook, che sventola la bandiera di una democrazia digitale sulla quale intenderebbe rifondarsi dopo le polemiche seguite al tentativo di modifica dei suoi termini di servizio, che mettevano nelle mani del Social Network tutti i dati degli utenti per l’eternità.

In pratica, esiste un profilo pubblico di Facebook che dialoga con gli utenti e uno privato che risente degli umori e delle posizioni personali dei suoi dirigenti e delle dinamiche commerciali che lo regolano.

Non va dimenticato infatti che Facebook continua a ricevere investimenti, ma cresce a dismisura e in modo incontrollabile macinando più costi che introiti: e prima o poi dovrà in qualche modo invertire questa situazione o comunque cominciare a monetizzare.

Gli utenti però, non possono essere messi in batteria e ingrassati, per poi essere venduti al miglior offerente solo perchè si sono iscritti a una servizio ideato da un’azienda innovativa alla ricerca del suo business model.

C’è chi sostiene che visto che il servizio di Facebook è gratuito e l’iscrizione volontaria, basti passare oltre: “Non ti piace? Non iscriverti”

Questa presa di posizione dimentica però che stiamo parlando di un Network che ha raggiunto ormai quasi 200 milioni di utenti.

Il problema è molto importante quindi anche e soprattutto per coloro che su Facebook ci sono già e che intendono continuare a utilizzarlo, perchè è sulla loro pelle che Facebook Inc. potrebbe prendere decisioni di trattamento selvaggio e irreversibile dei loro dati, minando irrimedibilmente la loro privacy.

Via | Valleyvag

Related Posts with Thumbnails