Archive for Febbraio 27th, 2009

Facebook: gli italiani sono 8 milioni e mezzo

Secondo la piattaforma advertising di Facebook, gli italiani iscritti al Social Network a fine gennaio sarebbero 8 milioni e mezzo.

Due miloni di nuovi iscritti dall’inizio dell’anno, pari a una crescita del 30% mese su mese.

Ne consegue che il 38% degli utenti che hanno una connessione Internet nostrana, ha un account Facebook.

In particolare, la maggiore crescita si riscontra nella fascia d’età che va dai 18 ai 46 anni, con le donne in maggioranza rispetto agli uomini nella fascia sotto ai 35 anni.

Via | Vincos Blog

I Telefilm arrivano sull’iPhone

Il Network americano CBS è il primo a offrire la possibilità agli utenti iPhone di visualizzare gratuitamente episodi completi di telefilm e altri contenuti televisivi sul loro telefono, in 3G e Wi-Fi.

La CBS ha infatti realizzato un’applicazione collegata al suo sito TV.com che permette di vedere le puntate di serie come “C.S.I.”,  “Star Trek” e altri contenuti offerti da Showtime, CW e CNET.

L’applicazione è riservata agli utenti statunitensi. Si attendono al più presto emuli nel vecchio continente.

Via | Bits

Hai dormito bene? Te lo dice Yawnlog, il sito che monitora il tuo sonno

Ci sono ormai servizi in Rete che monitorano qualsiasi cosa, compresa l’attività sessuale.

Un altro aspetto fondamentale nella vita di tutti è indubbiamente il sonno.

Yawnlog è un sito che permette all’utente di monitorare durata e qualità del proprio sonno nel corso del tempo, creando una cronologia e un andamento statistico in tal senso. Chi soffre d’insonnia, potrebbe odiarlo.

Il Sito offre anche la possibilità di condividere i dati con altri utenti.

C’era davvero bisogno di Yawnlog? Meglio dormirci sopra, prima di rispondere.

Via | Bub.blicio.us

Google inaugura il suo Feed Twitter

Google ha un suo Feed Twitter.

Se le voci di un’acquisizione da parte del motore di ricerca del sito di microblogging sono premature, l’account Twitter dimostra comunque che a Mountain View apprezzano il servizio.

Il primo tweet di Google è stato:

I’m 01100110 01100101 01100101 01101100 01101001 01101110 01100111 00100000 01101100 01110101 01100011 01101011 01111001 00001010

Che significa, mi sento fortunato.

Via | AppScout

Facebook manifesto: il Social Network vuole diventare una democrazia

Dopo le feroci polemiche seguite al cambiamento dei suoi termini di utilizzo, Facebook tenta un nuovo approccio.

Pubblica un Manifesto dei principi del Social Network e propone una bozza dei termini di utilizzo, a cui cambia addirittura il nome (non più termini di utilizzo bensì “Statement of Rights and Responsibilities”) e richiede il feedback agli utenti dando loro diritto di voto e giudizio, attraverso un gruppo appositamente creato.

Nel primo documento pubblicato, Facebook “si spiega” ai navigatori e richiede la discussione in merito a 10 punti principali che riguardano la libertà dell’informazione e della condivisione sul Social, l’uguaglianza dei loro diritti all’interno del sistema, la trasparenza dei processi e l’assenza di barriere geografiche nella circolazione dei dati.

Il secondo documento è la bozza dei temini di utilizzo, diventati Statement of Rights and Responsibilities in cui Facebook chiede il parere degli utenti in merito a tre principali tematiche:

“Forever won’t work: Facebook’s use of our content has to have clear limits.”: i dati degli utenti non sono di perpetua proprietà di Facebook, ma legati all’esistenza dell’account e ogni diritto sugli stessi da parte del Social decade con la cancellazione dell’account stesso.

“Opt-in only: Facebook can’t just change the terms whenever they want.”: le modifiche e i cambiamenti apportati a Facebook verranno in futuro sempre discussi con gli utenti.

“Write it in English: No legalese (or Latin!) please”: il legalese va il più possibile abolito dai nuovi termini di utilizzo e dalle varie comunicazioni.

Ai due documenti ha fatto seguito anche un post sul blog ufficiale del Social Network da parte di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook.

Zuckerberg ha ribadito quanto contenuto nel manifesto, sottolineando la volontà di Facebook di essere il più aperto e trasparente possibile nel rapporto con gli utenti, ai quali, sostiene, con il voto e i feedback viene offerta una grande opportunità per esprimere le proprie opinioni sui metodi con i quali è governato il Social Network.

Facebook ha scelto dunque una sorta di via democratica, o si è comunque vista costretta a farlo.

Ci sono alcune considerazioni in merito, da fare: innanzi tutto, non è chiaro per ora su cosa esattamente gli utenti dovranno esprimere il loro voto e in quale modo, lo stesso, potrà influenzare le dinamiche operative e le scelte societarie.

Infatti ciò che è stato pubblicato fino a questo momento riguarda argomentazioni molto generali e di principio, che erano già assodate anche prima dell’arrivo di Facebook e non solo su Internet, per fortuna.

Ciò che vogliono gli utenti è tutela della loro privacy, proprietà dei loro dati e regolamentazione nella mercificazione degli stessi. Punto. Il discorso può chiudersi qui.

Se poi il Social network vuole mettere in atto un’operazione di condivisione delle sue dinamiche con gli utenti, ben venga, ma è secondario.

Non è che condividendo con un sorriso e sotto il vessillo della democrazia digitale il fatto che voglia macinare la maggior quantità di denaro possibile con i loro dati, e che per farlo mini gravemente la loro privacy, renda più felici i navigatori.

Facebook da un lato intende ergersi a rappresentante globale della condivisione democratica dei dati, e dall’altra deve fare i conti con i suoi bilanci, con il mercato, e con le leggi dei vari stati in cui opera e ai quali deve sottostare per poter operare.

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