Il Processo a The Pirate Bay: giorno 9
Il primo teste ad essere sentito nel giorno 9 del Processo a The Pirate Bay è stato Kristoffer Schollin, un esperto di diritti digitali dell’universtità di Gothenburg.
Schollin ha spiegato alla corte che i file .torrent sono dei sofisticati tipi di link Internet e che TPB è un “open database” che raccoglie questi link. Molte compagnie utilizzano il protocollo BitTorrent, ha aggiunto il teste, compresa la Blizzard per il suo popolare gioco World of Worldcraft.
Schollin ha poi definito TPB come un BBS, cioè un Bollettin Board di file .torrent, collegato a un forum di discussione. Stabilire se TBP è illegale spetta alla corte, ha aggiunto il teste, ma ciò che è certo è che la tecnologia alla base del sito non è illegale.
Schollin ha quindi dichiarato che TPB non è il maggior tracker di file .torrent, ma è il più famoso, e che ci sono altri centinaia di tracker più vasti di TPB.
Il teste ha poi detto che è possibile ricercare file .torrent anche via Google, portando l’esempio dei film di Harry Potter. Questo perchè, ha spiegato, quando un .torrent viene uploadato in Rete può poi essere indicizzato da molte fonti.
Monique Wadsted, il legale delle industrie cinematografiche ha domandato a Schollin se fosse corretto il dato secondo il quale TPB rappresenta il 40% del traffico Internet. Il teste ha detto che non è un dato corretto, poichè TPB rappresenta il 40% del traffico Internet relativo al protocollo BitTorrent.
Il teste successivo è stato Roger Wallis, un esperto di diritti musicali.
Wallis ha affermato che non vede differenza tra TPB e altri motori di ricerca come Google e ha sostenuto che è l’industria musicale ad essere in difetto, poiché non è in grado di adattarsi alle nuove tecnologie.
Il teste ha poi smentito ciò che era stato affermato il giorno precedente dal CEO dell’IFPI Kennedy, sostenendo che il download ha stimolato le vendite dei CD e dei biglietti dei concerti dal vivo.
Henrik Pontén dello Sweden’s Anti-Piracy Office, ha presentato uno studio che dimostrerebbe che solo l’8% di coloro che scaricano musica, procedono poi al successivo acquisto. Wallis ha smentito tali dati, dicendo che sulla base delle sue ricerche i risultati a cui è giunto sono differenti.
L’imputato Peter Sunde ha domandato alla corte se potesse essere mostrato un filmato illustrativo di circa 8 minuti riguardante il funzionamento del protocollo BitTorrent.
La richiesta è stata accolta: con il filmato la difesa intende dimostrare, oltre al funzionamento del protocollo BitTorrent, come i file .torrent possano essere trovati in Rete attraverso i motori di ricerca, compreso Google e poi condivisi attraverso i sistemi di chat, i social network, i blog oppure con siti come TPB.




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