Il Processo a The Pirate Bay: giorno 8
Nell’ottavo giorno del Processo a The Pirate Bay è stato sentito il teste John Kennedy, CEO dell’IFPI, l’Organizzazione che raggruppa le maggiori Major musicali, il quale ha esordito dichiarando che l’IFPI vanta 1.500 membri in tutto il mondo e che è attiva nella lotta alla pirateria.
Kennedy ha affermato che il passaggio dal supporto fisico al digitale ha fatto la fortuna di realtà come TPB. Il sito, secondo Kennedy, ha incitato gli utenti a compiere azioni illegali impedendo la nascita di nuovi modelli di business online.
Il teste ha poi spiegato che il momento importante per la vendita di un nuovo disco è la prima settimana, ma il fatto che sia già disponibile gratuitamente online su siti come TPB, ha un effetto drammatico per l’industria musicale.
Al teste è stato domandato di illustrare i numeri del mercato della vendita di CD negli ultimi 10 anni: Kennedy ha parlato di un calo delle vendite che secondo quanto illustrato sono passate da 27 miliardi a 18 miliardi di dollari.
Ha poi affermato che i 10 top album del 2001 avevano venduto 69 milioni di copie, mentre nel 2008 le copie vendute sono state 46 milioni. Inoltre ha precisato che nel 2000 il disco numero uno al mondo aveva venduto 13 milioni di copie, mentre nel 2008, i Coldplay, hanno realizzato solamente la metà delle copie.
“E’ impossibile competere con chi offre lo stesso tuo prodotto in modo gratuito” ha concluso.
Quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse del fatto che c’è chi sostiene che il download illegale possa creare un effetto marketing con una conseguente incentivazione delle vendite, Kennedy ha detto che ormai più nessuno pensa a una cosa del genere e che sono stati i fatti a dimostrare il contrario. Anche per quanto riguarda l’affluenza di pubblico ai concerti dal vivo, secondo Kennedy il P2P non crea un effetto positivo.
Il teste ha quindi detto che tra Google e TPB c’è un enorme differenza: quando si ricercano per esempio i Coldplay su Google, si ottengono 40 milioni di risultati, tra cui news, articoli, musica legale ecc., mentre su TPB i risultati sono un migliaio e fanno tutti riferimento a musica illegale.
E’ stato domandato al teste se conoscesse il protocollo BitTorrent. Kennedy ha detto di conoscerlo in termini molto vaghi. La difesa ha domandato se il teste conoscesse il software uTorrent. Kennedy ha detto di averlo sentito nominare, ma di non conoscerne i dettagli tecnici.
La difesa ha poi chiesto a Kennedy perchè l’IFPI non ha denunciato Google, così come ha fatto con TPB: il teste ha risposto che Google si è impegnata a combattere la pirateria e a collaborare, tanto che ha spiegato che vi è un team di 10 persone dell’IFPI che lavorano quotidianamente e a stretto contatto con il motore di ricerca.
“Se così non fosse, avremmo denunciato anche Google” ha dichiarato.
In seguito è stato sentito Bertil Sandgren, un dirigente dello Swedish film institute, il quale ha detto che l’impatto del filesharing sull’industria cinematografica è iniziato già nel 2002 e che la vendita dei biglietti cinematografici è calata in Svezia, dal 2002 al 2006, del 31%
L’esame del teste è proseguito con differenti domande sulla correlazione tra download illegale a calo d’affluenza nelle sale cinematografiche.
Dopo la pausa sono stati sentiti Peter Sundin CEO di Universal Music e Louis Werner della IFPI Svedese i quali hanno risposto a domande riguardanti i danni causati all’industria musicale dai download illegali.
Werner ha analizzato il calo delle vendite discografiche nel 2002 e nel 2003 imputandolo al file sharing illegale.
Sundin ha confermato sostanzialmente quanto detto da coloro che hanno reso dichiarazioni in precedenza e ha affermato che il download illegale dei file è un danno notevole per l’industria musicale, tanto da ritenere che causi almeno il 50% del calo delle vendite e che TPB ne sia uno dei maggiori veicoli.


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