Archive for febbraio 24th, 2009

Il Processo a The Pirate Bay: giorni 6 e 7

Dopo la pausa del fine settimana è iniziato nuovamente il Processo a The Pirate Bay.

Il giorno 6 è stato un formale rinvio al giorno successivo, mentre l’udienza del settimo giorno è durata appena due ore.

Da notare innanzi tutto che l’accusa ha aggiunto un capo d’imputazione, sostenendo che TPB abbia messo a disposizione per l’upload di file .torrent da parte degli utenti dei server di sua proprietà. La difesa non ha per ora mosso obiezioni.

Tra i teste, il primo a rendere dichiarazioni è stato Magnus Mårtensson, un legale delle Major, il quale lavora per l’IFPI da 15 anni.  Mårtensson ha detto di aver ottenuto delle prove contro TPB, downloadando differenti file .torrent di album musicali dal sito utilizzanto il client Azureus. Il teste ha mostrato degli screenshot per avvalorare queste sue attività.

Quando gli è stato chiesto se avesse delle verifiche in merito al fatto che durante il processo di download dei file in questione, vi fosse stato un contatto con il tracker TPB, la sua risposta è stata negativa.

La difesa ha inoltre domandato a Mårtensson se avesse scaricato il client per downloadare i file da TPB. Il teste ha risposto di no.

“Dunque il processo di download è avvenuto al di fuori di TPB?” ha domandato la difesa. Il teste ha risposto affermativamente.

Altro teste è stato Magnus Nilsson, dell’Anti-Piracy Office.  In maniera simile a Mårtensson, il teste ha dimostrato lo scaricamento attraverso il sito di differenti file .torrent di giochi e film utilizzando uTorrent.

Nilsson ha poi affermato di avere la certezza che la maggior parte dei contenuti di cui TPB permette il download siano coperti da Copyright.

La difesa ha chiesto al teste se avesse documentazione a dimostrazione di questa sua affermazione. La risposta del teste è stata negativa. “E’ una mia opinone” ha affermato.

La difesa ha inoltre domandato al teste se il gruppo per cui lavora sia una Lobby formata da aziende dell’industria dell’intrattenimento e se le medesime gli avessero dato istruzioni in merito alle investigazioni da compiere. Il teste ha risposto affermativamente.

Apple annuncia Safari 4 Beta

A sorpresa Apple annuncia la versione Safari 4 Beta per Mac e PC. Il nuovo browser della mela è disponibile sul Sito ufficiale.

Tra le maggiori novità: Top Sites, un sistema che memorizza con preview i siti più visitati; la possibilità di ricerca nella cronologia; l’integrazione di Cover Flow, il sistema di visualizzazione utilizzato in iTunes, applicato alle pagine visitate e ai preferiti; l’inclusione delle tecnologie HTML5 per l’utilizzo offline delle applicazioni Web; supporto a CSS3 per la grafica; Smart Address Field, per la compilazione automatica degli indirizzi; Smart Search field, per la ricerca con suggerimenti; Full Page Zoom, per l’ingrandimento delle pagine.

Safari 4 Beta introduce inoltre il motore Nitro Javascript che aumenta sensibilmente la velocità di scaricamento delle pagine.

Via | Apple

Gmail finisce offline per un paio d’ore: ritornano le solite polemiche

Gmail va offline stamattina per un paio d’ore in quasi tutto il mondo, ma non grazie alla sua recente funzionalità, bensì per un problema informatico. E come sempre accade in questi casi, in Rete, si scatena il panico e montano le relative polemiche e proteste.

E’ la prima volta che capita nel 2009 un blocco di tale entità, anche se Google era impazzita recentemente per uno slash di troppo e la stessa Gmail aveva avuto problematiche nel corso del 2008, criticata per mancanza di sicurezza e per interruzioni momentanee.

Tutte le fonti d’informazione e gli addetti ai lavori che non hanno collegamenti con Mountain View ritornano a consigliare l’apertura di account differenti da quelli Gmail e a indicare servizi di ricerca alternativi a quelli di Google.

Quindi, passata la bufera, utenti e critici torneranno a inviare e ricevere messaggi con Gmail e a utilizzare Google per la stragrande maggioranza delle loro ricerche: soprattutto fino a quando le alternative non saranno in grado di contrastare il predominio di BigG.

Nel frattempo i motori di ricerca europei in fase di sviluppo grazie ai fondi UE, per ora languono in una penombra inquietante, da cui riemergono saltuariamente per allestire qualche stand e distribuire qualche volantino.

La parola Pod, in Australia, non è più della Apple

Apple ha perso la causa relativa alla proprietà del trademark della Parola “Pod” in Australia.

Se l’è aggiudicata Line 6, un’Azienda produttrice di chitarre che ha in catalogo un accessorio chiamato, appunto, POD

Line 6 aveva iniziato la causa contro Apple rivendicando la proprietà del marchio POD, preesistente rispetto ai prodotti della mela.

La Società di Cupertino è stata condannata a pagare a Line 6 le spese legali.

Via | Cult of Mac

Google riorganizza Google.org, la sua divisione filantropica

Google.org, la divisione filantropica di Google, venne varata tre anni fa e da allora ha raccolto più di 100 milioni di dollari e creato progetti come Flu Trends e PowerMeter.

Google punta molto su questa divisione, in grado di migliorare la sua immagine e di mantenerla nell’alveo della percezione positiva. L’arcinoto “don’t be evil”, per intenderci, messo a dura prova da una situazione di incontrastata leadership che la sottopone spesso a feroci critiche. E fare del bene non può di certo essere un cattivo business.

Il motore di ricerca di Mountain View ristruttura dunque Google.org, con un cambio ai vertici che vede Larry Blrilliant diventare Chief Philanthropy Evangelist e Megan Smith prendere il suo posto come General Manager.

Smith ha indiscusse capacità ed è colei che ha guidato l’acquisizione per Google di Keyhole ( diventato poi Google Earth) Where2Tech (diventato poi Google Maps), e di Picasa.

Via | ReadWriteWeb

Microsoft ai dipendenti licenziati: tenetevi i soldi

I 25 dipendenti licenziati da Microsoft che hanno ricevuto per errore una liquidazione più alta del previsto,  se la potranno tenere.

L’Ufficio risorse umane di Redmond fa marcia indietro, dopo aver richiesto alla fine della scorsa settimana la restituzione della cifra.

Si tratterebbe di somme intorno ai 4-5 mila dollari.

“Non credo fosse opportuno per noi continuare con le richieste” ha dichiarato Lisa Brummel, il Responsabile Risorse Umane di Microsoft “Se si verfifica un errore amministrativo di questo tipo, normalmente è giusto che un’azienda recuperi il proprio denaro, ma noi consideriamo questa situazione straordinaria”

Via | CNET

L’industria musicale irlandese chiede agli ISP di bloccare i siti P2P

La Record Music Association (IRMA), l’associazione dei produttori musicali irlandesi, sta facendo pressione sugli ISP dell’Isola affinché blocchino l’accesso ai siti P2P, e ha già trovato proseliti di un certo calibro.

Eircom, il più grande ISP irlandese ha infatti dichiarato che bloccherà l’accesso ai siti P2P e non si opporrà alle iniziative giudiziare, procedendo in automatico ai blocchi richiesti.

Il Provider ha inoltre recentemente siglato un accordo con le Major discografiche, manifestando l’intenzione di adottare il three strike” alla francese.”

Il sito in cima alla lista dei cattivi sarà The Pirate Bay, in questi giorni sotto processo a Stoccolma.

La IRMA ha inoltre inviato un comunicato agli altri ISP e agli operatori mobili, invitandoli a seguire l’esempio di Eircom.

Via | Ars Technica

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