Eurojust, l’autorità giudiziaria internazionale fondata dalla Comunità Europea allo scopo di coordinare operazioni di Polizia in tutti i 27 Paesi dell’Unione, ha annunciato di aver iniziato un’azione investigativa volta a comprendere come poter mettere in atto intercettazioni di conversazioni effettuate tramite Skype e altri servizi VoIP, considerati ormai come uno dei canali di comunicazione maggiormente utilizzati dagli appartenenti alla criminalità organizzata e alle organizzazioni terroristiche.
Senza le intercettazioni telefoniche, molti dei più importanti processi di mafia celebrati in Italia, come quelli che hanno portato alla cattura di Riina, Provenzano e Lo Piccolo non sarebbero esistiti, perlomeno non con le stesse modalità.
Le intercettazioni sono state infatti fondamentali per tenere sotto controllo i fiancheggiatori dei latitanti e arrivare alla loro cattura, ma anche come strumento di prova a disposizione dei Pubblici Ministeri in molti procedimenti.
Inoltre anche le indagini in corso, che a volte durano molti mesi, potrebbero essere azzerate o comunque sconvolte dall’utilizzo della tecnologia VoIP da parte degli indagati.
Non a caso a guidare il gruppo investigativo c’è la responsabile della sezione italiana di Eurojust, Carmen Manfredda.
I problemi che si trovano a dover affrontare gli inquirenti sono molteplici: innanzi tutto occorre capire come far collaborare i fornitori dei servizi VoIP, i quali molto spesso puntano proprio sulla riservatezza per attrarre un maggior numero di utenti; ci sono poi problemi di natura tecnologica, che riguardano le modalità d’intercettazione; e non ultimi, problemi di natura normativa.
I 27 rappresentanti delle divisioni Eurojust dei differenti Paesi dell’Unione, si incontreranno già la prossima settimana per dare inizio al coordinamento delle operazioni.
Via | PC World
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