Archive for febbraio 19th, 2009

Il fondatore di MTV ci riprova sul Web con i video musicali da 99 dollari

Si chiama 99dollarmusicvideos ed è la nuova creatura di Fred Seibert, uno dei fondatori di MTV. 

Seibert, che nel 1981 fu uno degli artefici della nascita del canale televisivo, vuole adesso riprovare sul web a creare un network di successo, dedicato però a video musicali molto particolari: realizzati in un giorno e con la spesa massima di 99 dollari.

L’idea è quella di offrire alle band musicali emergenti l’opportunità di creare video musicali a basso costo, i quali verranno poi distribuiti e promossi sul Web da Next New Networks, la Media Company che ha sviluppato il progetto, grazie anche a  un nuovo sito Web: 99dollarmusicvideos.com.

Seibert ha già trovato per l’iniziativa uno sponsor di tutto rispetto: Verizon FiOS, la Rete in fibra ottica di Verizon.

Next New Network promette ai musicisti la visibilità per distribuire i video online a fronte della successiva condivisione dei diritti.

Il Network si propone di produrre almeno un video a settimana, compreso un “making of” con un dietro le quinte del girato, sponsorizzato da Verizon.

Next New Network, già produttore di progetti Web multimediali di successo, ha raccolto fondi per 23 milioni di dollari da Spark Capital, Goldman Sachs e altri investitori.

Via | Adage

Skype e Mozilla si alleano con EFF per il Jailbreak su iPhone

Dopo un lungo periodo di silenzio, Apple ha dichiarato a chiare lettere che considera il Jailbreaking degli iPhone  una pratica illegale.

Questa presa di posizione senza mezzi termini da parte di Cupertino, ha fatto uscire allo scoperto Mozilla e Skype, che alleandosi con la EFF (Electronic Frontier Foundation) già in disputa da tempo con Apple sull’argomento, hanno formato un triumvirato a favore della legalizzazione dello sblocco del telefono della mela.

In particolare la EFF perora la causa del fair use, una clausola presente nel Copyright Act, la legge sul Copyright statunitense, che stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nell’opera di un altro autore, sotto alcune condizioni.

L’argomento in discussione è molto importante per la Apple, poiché se dovesse ammettere la legalità dello sblocco, gli sviluppatori di terze parti potrebbero bypassare con maggiore tranquillità il “filtro” di Apple e far crescere le proposte di applicazioni compatibili con il suo telefono al di fuori dello Store ufficiale.

I contendenti di Apple in questa disputa, pongono la questione in termini etici: secondo le loro critiche lo spirito open deve prevalere, a scapito di un ambiente chiuso: quello messo in atto da Cupertino, appunto.

Ma non c’è dubbio comunque che sia Mozilla, sia Skype, qualora il JailBreak dovesse essere considerato legale, avrebbero maggior facilità a diffondere le loro applicazioni sull’iPhone: il browser mobile Fennec e l’App di telefonia Skype in primis.

Via | AppleInsider

Il servizio di ricerca di Yahoo! compie 5 anni e inaugura nuovi formati Adv sulle sue pagine

Sono passati 5 anni da quando Yahoo! cessò di essere “powered by Google” e mise in piedi una sua tecnologia di ricerca proprietaria.

Da allora ha introdotto molteplici servizi online e acquisito altre realtà, come per esempio Delicious, Konfabulator (diventato poi Yahoo! Widgets) e Rocketmail (inglobato in Yahoo! Mail)

Yahoo! ha inoltre implementato un suo circuito di advertising contestuale, per far comparire gli annunci degli inserzionisti sulle sue pagine.

Oggi il motore di Sunnyvale annuncia l’arrivo di nuovi formati, che evolvono il semplice annuncio testuale aggiungendo video e immagini, chiamati Rich Ads in Search.

“Vogliamo aumentare le possibilità a disposizione dei nostri inserzionisti, offrendo loro di più di un semplice link” ha dichiarato Tim Mayer, il Vice Presidente del Search Monetization and Distribution di Yahoo!

Per ora il programma, in fase di startup, sarà focalizzato su grandi brand come Pepsi e Home Depot, i quali parteciperanno al progetto pilota.

La mossa è volta principalmente a contrastare la leadership di Google, che detiene il 67.7% del mercato della pubblicità online sui motori di ricerca, mentre Yahoo! deve accontentarsi di un 10.5%

Via | ReadWriteWeb

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 3

Nel terzo giorno del Processo a The Pirate Bay, si è innanzi tutto discusso dell’impatto sul procedimento in seguito al decadere di una parte delle accuse, avvenuta il giorno precedente.

L’accusa ha definito questo fatto come un piccolo cambiamento. Di ben altro avviso è stata la difesa, la quale ha detto che si tratta invece di una modifica importante, su cui ritornerà in seguito, nel corso del procedimento.

L’IFPI ha spiegato in che modo intende richiedere il risarcimento a TBP per la messa online di link a .torrent verso file coperti da copyrights.

L’associazione dei produttori musicali valuta giusto un risarcimento pari a 10 volte il costo della licenza per il download di ogni singolo brano, nel periodo antecedente alla messa online ufficiale dello stesso da parte delle Major.

Inoltre l’IFPI  rifiuta la tesi difensiva secondo la quale l’Hub non avrebbe ricavi, sostenendo invece che TPB è un’organizzazione criminale su larga scala la quale genera un grosso volume d’affari.

L’avvocato della  Sony, accusa invece TBP di non aver risposto ai messaggi inviati dalla sua cliente, che chiedevano all’Hub di eliminare i link a file coperti da copyrights, nonostante fosse tecnicamente in grado di effettuare queste eliminazioni.

La parola è poi passata all’avvocato che rappresenta l’industria cinematografica, il quale ha evidenziato i gravi danni subiti a causa della segnalazione dei link e del download di film e programmi televisivi prima del loro lancio ufficiale e che ha illustrato un metodo di richiesta danni simile a quello dell’IFPI.

La difesa ha risposto che la richiesta danni basata sui download non ha fondamento in quanto gli stessi non sono mai avvenuti direttamente su TPB e che uploadare un torrent è altra cosa rispetto a renderlo disponibile. 

Il funzionamento del download di un file attraverso BitTorrent richiede infatti che il file debba essere messo in seed, ha spiegato ancora la difesa: cosa che TPB non ha mai fatto, limitandosi a mettere online i link verso i file .torrent, senza mai ospitarli sui suoi server. Ha inoltre fatto notare che i torrent si possono trovare anche sui motori di ricerca, come per esempio su Google.

La difesa ha poi evidenziato che esiste una normativa europea, la 2000/31/EG, la quale dice che chi mette a disposizione un servizio d’informazione relativo a contenuti generati originariamente da terze parti, non è perseguibile.

Il naufragio di Ma.gnolia

Con un messaggio sullla sua Home page, il popolare sito di social bookmarking Ma.gnolia ammette definitivamente che la perdita dei dati degli utenti subita a gennaio non ha una soluzione, se non quella di utilizzare il public bookmark recovery tool, ripiego alquanto limitato.

Nonostante i tentativi di recuperare i dati del DB corrotto e i backup perduti un mese fa, evidentemente i tecnici si sono trovati di fronte a insormontabili problematiche.

Gli utenti sono invitati dagli stessi responsabili di Ma.gnolia a migrare verso altri servizi.

Via | Web*.0

Google AdSense for Domains disponibile a livello mondiale

Il servizio Google AdSense for Domains, che permette ai Publisher di mostrare annunci pubblicitari di Google sui domini inutilizzati, sta per essere rilasciato a livello planetario.

AdSense for Domains era già stato messo a disposizione nel dicembre 2008, ma solo per i Publisher statunitensi.

Google non ha ancora confermato ufficialmente, ma molte fonti hanno evidenziato l’imminente apertura del servizio a tutti i Paesi, una notizia che oltre ai Publisher interessa particolarmente i servizi di parking dei domini, che si ritrovano da oggi Google tra i loro diretti concorrenti.

Via | SearchEngineLand

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