Archive for febbraio 18th, 2009

Confermato: il Palm Pre supporterà Adobe Flash

Copia e incolla, la possibilità di essere utilizzato come modem e adesso la conferma che supporterà Adobe Flash.

Se ci aggiungiamo un bel design e un’ottima e innovativa interfaccia touchscreen, il risultato è che il il Palm Pre sarà il telefono che più di tutti gli altri potrà prendere quote di mercato all’iPhone della Apple.

E’ confermata infatti la notizia che Palm ha aderito all’Open Screen Project di Adobe e la press release dice chiaramente che la stesso svilupperà il player per la piattaforma Palm WebOS.

Via | Engadget

Il nuovo responsabile Antitrust dell’Amministrazione Obama: Google monopolista

Christine A.Varney, nominata del nuovo Presidente degli Stati Uniti Barak Obama quale prossima responsabile dell’Antitrust, potrebbe non rivelarsi un buon acquisto per BigG. Ha infatti in passato descritto Google Inc. come un monopolista che domina il mercato dei servizi online, così come lo era stato Microsoft nel software.

“L’economia americana vede in Google un problema” aveva dichiarato Varney durante un panel di discussione organizzato dall’American Antitrust Institute nel giugno scorso “Perchè già oggi ha acquisito di fatto un monopolio nell’advertising online.”

“In un momento in cui tutte le società si muovono nella direzione dei servizi on the cloud e c’è un’unica azienda che offre una soluzione globale in questo campo, si ripeterà certamente ciò che si era visto nel caso di Microsoft.” aveva aggiunto “E come nel caso di Microsoft, ci saranno delle aziende che inizieranno a denunciare il fatto di essere discriminate”

Varney non ha usato certo giri di parole. Google è avvisata, l’aspettano tempi duri nei rapporti con l’Antitrust statunitense.

Via | Bloomberg

Articolo 50: Cassinelli cerca di metterci una pezza

“Da internet devono scomparire tutti i siti e le pagine che istigano a delinquere o che inneggiano alla mafia e alla violenza, ma per fare ciò non si può pensare di oscurare l’intera rete”

Questo è quanto scrive sul suo sito ufficiale il parlamentare del PDL Roberto Cassinelli, cercando di riportare a casa la faccia dopo l’emendamento del suo collega D’Alia, che contiene l’Articolo 50, censorio e inapplicabile.

Il nuovo testo” si legge ancora sul sito del parlamentare “E’ stato scritto insieme a giuristi e tecnici esperti della materia, e mira a correggere i troppi errori pratici contenuti nell’articolo”

In un post sul suo blog poi, dal titolo “L’Emendamento D’Alia mette a rischio la libertà della Rete” Cassinelli ammette che l’emendamento “Mi pare scritto male e francamente inammissibile”

La proposta di Cassinelli è quella di modificare il testo di D’Alia in modo da disporre la rimozione delle pagine incriminate, invece che richiederne l’oscuramento e solo “Quando vi sia la possibilità tecnica di procedervi senza pregiudizio per l’accessibilità a contenuti estranei al procedimento”

Viene meno dunque il filtraggio e il coinvolgimento degli ISP.

Se è innegabile che le modifiche proposte da Cassinelli siano dal punto di vista tecnico un passo in avanti rispetto al delirante accrocchio precedente, le stesse non risolvono comunque le problematiche riguardanti la volontà da parte del Governo di limitare la libertà di opinione sulla Rete.

Nella proposta di Cassinelli infatti si legge:

“Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia dette attività a mezzo internet, l’autorità giudiziaria può disporre con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando al soggetto ritenuto autore del reato di provvedere alla immediata rimozione, a titolo preventivo e cautelare, del contenuto attraverso il quale si estrinseca la citata attività. Il destinatario del provvedimento deve, in questo caso, procedervi senza ritardo e, comunque, non oltre ventiquattro ore dalla notifica del provvedimento. In caso di ritardo nell’adempimento a detto ordine, l’autore è tenuto al pagamento di una sanzione, da euro mille fino ad euro settantamila, commisurata ai giorni di ritardo nell’adempimento.”

E quali sarebbero i “Concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia dette attività”? Dove inizia e dove finisce il confine tra apologia e opinione?

Con queste modalità generiche, chiunque in Rete esprima un’opinione che va contro a una legge varata dal Governo è potenzialmente perseguibile.

Si attende a questo punto la proposta di un terzo parlamentare, che migliori quella del secondo, che ha migliorato quella del primo, e via così fino alla prossima legislatura.

iPhone banditi dai Casino del Nevada

Un paio di Applicazioni per iPhone e precisamente Card Counter e A Blackjack Card Counter, sarebbero la causa del bando del telefono della mela dai Casino del Nevada.

I giocatori muniti del telefono Apple, non potranno più sedersi ai tavoli da BlackJack di Las Vegas e delle altre sale da gioco dello stato americano.

Evidentemente le applicazioni sono di grande aiuto per i giocatori, e questo ha fatto scattare la perentoria decisione dei Casino.

Gli iPhone sono stati esclusi dai tavoli da BlackJack del Nevada è vero, ma la notizia, che sta facendo il giro del mondo, porta certamente con sé un’enorme pubblicità per gli sviluppatori delle Applicazioni.

Via | HeavyTrader

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 2

Il fatto importante del secondo giorno del Processo in corso a Stoccolma contro The Pirate Bay, è la decisione obbligata da parte dell’accusa di far decadere buona parte dei capi d’imputazione a carico dei responsabili dell’Hub, poiché impossibilitata a portare come prova i file .torrent, in quanto non ospitati direttamente da TPB.

Durante l’esposizione della requisitoria, è risultato chiaro che l’accusa non conosce le dinamiche di funzionamento del Protocollo BitTorrent: era infatti palesemente convinta che TBP ospitasse direttamente i file .torrent.

Rimane quindi adesso in piedi la parte dell’impianto accusatorio riguardante il fatto che TPB ha reso disponibile materiale coperto da copyrights, con la conseguente richiesta di risarcimento da parte delle Major.

Yahoo! annuncia un’importante svolta verso il mobile

Ieri, al WMC di Barcellona, Yahoo! ha annunciato il nuovo Yahoo! Mobile, pensato per essere un punto di partenza online per coloro che si collegano alla Rete utilizzando dispositivi mobili.

La gamma degli smartphone abilitati al servizio sarà molto ampia e comprenderà gli utenti iPhone, Nokia, BlackBerry, Samsung, Sony Ericsson e Motorola, che potranno accedere al servizio direttamente dai loro cellulari partendo dall’URL http://mobile.yahoo.com/

Le tre caratteristiche fondamentali del servizio illustrate da Yahoo! sono:

Discover: ricerca di informazioni grazie a Yahoo!

Stay Connected: accesso diretto alle mail con i maggiori provider (Gmail, Hotmail, AOL Mail, e naturalmente Yahoo! Mail), ai Social Network (Facebook, MySpace e Twitter) e ai servizi Yahoo! come Messenger, Calendar e Address Book.

Stay Informed: accesso alle notizie di Yahoo! News e Yahoo! onePlace.

Via | Profy

Marcia indietro di Facebook sulle modifiche ai termini di utilizzo

Dopo le numerose proteste, Facebook ripristina i vecchi termini di utilizzo del servizio.

Le modifiche ai ToS del Social Network, messe in atto il 4 febbraio scorso e segnalate tre giorni fa da Consumerist, avevano scatenato la reazione della Rete e la creazione di gruppi di protesta, poiché prevedevano che Facebook si appropriasse dei dati degli Utenti per sempre, anche in seguito alla cancellazione dei loro account.

Era seguito un primo post, poco convincente, del fondatore del Social Network Mark Zuckerberg, il quale adesso torna a scrivere sul blog ufficiale un nuovo post, in cui comunica che le regole di Facebook sono state ripristinate per ora alla versione precedente.

“You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the licence granted above will automatically expirehowever you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content. Facebook does not assert any ownership over your User Content; rather, as between us and you, subject to the rights granted to us in these Terms, you retain full ownership of all of your User Content and any intellectual property rights or other proprietary rights associated with your User Content.”

Zuckerberg precisa comunque che i termini di utilizzo del servizio verranno cambiati nelle prossime settimane, ma con modalità più trasparenti e con un confronto diretto con gli Utenti.

Via | Consumerist

Related Posts with Thumbnails