Archive for Febbraio 17th, 2009

Svelato HTC Magic, il secondo Google Phone

Svelato al MWC di Barcellona il secondo telefono con a bordo Android: l’HTC Magic, il successore del G1, di cui erano già trapelate alcune prime immagini qualche tempo fa.

Il dispositivo è completamente touchscreen e privo quindi di tastiera, ha una fotocamera da 3.2 Megapixel, Wi-Fi e GPS.

l’HTC Magic avrà a bordo una versione di Android chiamata “Cupcake” (pasticcino, in italiano), un’evoluzione della precedente realizzata in seguito ai feedback degli utenti del G1.

Il telefono sarà commercializzato in Europa e in esclusiva da Vodafone in UK, Germania, Spagna e Francia.

In Italia, secondo BBC , Vodafone non avrà invece l’esclusiva, ma non si conoscono ancora gli altri operatori. E’ atteso nei negozi a marzo.

Via | BBC News

Il Processo a The Pirate Bay: giorno 1

La prima giornata del Processo che è iniziato ieri a Stoccolma contro il Sito The Pirate Bay, ha visto gli imputati difendersi negando di aver compiuto atti criminali, ammettendo comunque il loro coinvolgimento e le loro responsabilità nella messa online e nella gestione del Sito.

L’accusa ha invece dipinto gli imputati come un gruppo di nerds farciti di ideologie, che partiti per varare un ambizioso progetto online, se lo sono poi visti sfuggire di mano e sono dovuti ricorrere in seguito agli introiti pubblicitari per gestirne l’impressionante crescita: e questo secondo l’accusa ha cambiato le carte in tavola, trasformandola in un’attività a scopo di lucro la quale, anzi, ha poi arricchito i creatori del sito e istigato gli utenti di TPB a violare i copyright delle Major.

La difesa non ha negato parte di quanto sostenuto dall’accusa, ma ha precisato che il ritorno pubblicitario non copre nemmeno l’intero ammontare delle spese di gestione di TPB e che inoltre il sito è un semplice motore di ricerca dedicato ai file Torrent, il quale non ospita i file (illegali o legali che siano) limitandosi a indicizzarli e che quindi gran parte dell’impianto accusatorio è privo di sostanza.

Questo potrebbe essere IL PUNTO a favore della difesa. Tra l’altro esiste una sentenza spagnola del settembre 2008 in tal senso, che ha assolto l’hub Sharemula, il quale indicizza link della Rete eDonkey.

Skype sui telefoni Nokia entro la fine dell’anno

Skype e Nokia insieme, per portare il software di chiamate via Internet sui cellulari del produttore finlandese.

E’ quanto accadrà con l’uscita dell’N97, che sarà il primo telefono Nokia ad avere il software di Skype preinstallato.

Il telefono uscirà già a giugno e i modelli con Skype a bordo sono previsti entro la fine dell’anno.

Skype  sarà integrato nella rubrica del telefono e gli utenti potranno vedere quando i loro contatti saranno online, chattare con essi, effettuare chiamate Skype gratuite e a basso costo con Skype-out, sia in 3G che in Wi-Fi.

Via | Webware

Facebook precisa: credevi di condividere, ma stavi inviando una copia

Mark Zuckerberg, con un lungo post sul blog ufficiale di Facebook, cerca di difendersi dalle critiche abbattutesi sul Social Network in seguito alla modifica dei termini di utilizzo del servizio.

 ”La nostra filosofia è che gli utenti possiedano le loro informazioni” scrive Zuckerberg “Quando gli utenti condividono le informazioni su Facebook però, devono prima garantirci la licenza di utilizzarle, perché senza questa licenza noi non potremmo mostrarle agli altri”

“Una delle cose che hanno fatto maggiormente discutere” scrive ancora Zuckerberg “E’ il fatto che Facebook possa utilizzare le informazioni degli utenti per sempre. Quando un utente condivide qualcosa con un amico, vengono create due copie di questa informazione: una nel messaggio inviato dall’utente e l’altra nella casella inbox dell’amico. Anche se l’utente disattiva il suo account, la copia nella casella dell’amico rimane comunque. Noi pensiamo che questo sia il gusto modo di operare”

In pratica, Facebook comunica agli utenti che se si appropria dei loro dati per sempre, lo sta facendo per loro e per i loro amici.

Facebook pensa che questo sia il giusto modo di operare. Ma c’è una notevole differenza tra copia e condivisione.

Quando un utente invia un messaggio di posta elettronica con un file allegato, gli è chiaro che sta inviando una copia di quel messaggio, la quale porta con sé un copia del file allegato.

La condivisione significa invece avere in comune la stessa cosa, non due copie diverse. E inoltre chi condivide dovrebbe avere poi la possibilità di riportarsi a casa i suoi dati, quando decide di andarsene.

E se l’utente non può tornare indietro dalla duplicazione dei suoi dati (che non ha mai consapevolmente autorizzato peraltro), questo fatto dovrebbe perlomeno essere chiaramente specificato al momento della copia stessa.

Cosa che non solo il Social Network non ha fatto, ma anzi, ha cambiato i termini di utilizzo del servizio per facilitare questo senso unico, senza neppure comunicarlo ufficialmente agli utenti; e se non si fossero sollevate le critiche non sarebbe esistito neppure il post di Zuckerberg.

Il fatto poi che Zuckerberg affermi che senza questi nuovi termini di utilizzo Facebook non sarebbe in grado di mostrare le informazioni agli altri, non sembra sufficiente perché il Social Network sia autorizzato per sempre a copiare, modificare, rieditare, analizzare, conservare, mostrare pubblicamente, trasmettere, tradurre, adattare, citare, creare copie derivate e distribuire i dati degli utenti, anche di coloro che non hanno più un account.

Ma Zuckerberg non vede in questo momento altre soluzioni e ritiene che la privacy e la condivisione (la copia sarebbe meglio dire) siano purtroppo in contrasto tra loro.

Alla fine del suo post, Zuckerberg scrive che quello in cui si stanno muovendo è un terreno molto complesso e che si possono commettere dei passi falsi, ma che in qualità di leader della condivisione dei dati sarà una priorità di Facebook trovare delle soluzioni: di fidarsi, sostanzialmente. Precisa inoltre che si farà risentire con altri post sull’argomento, non si sa esattamente quando come e perché.

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