Archive for febbraio 9th, 2009

Google Italia entra nel merito dell’Articolo 50

Con un post firmato da Marco Pancini, European Policy Counsel di Google e intitolato “Filtrare la Rete? NO grazie”, la divisione italiana del motore di ricerca esprime il suo punto di vista sul recente DDL approvato dal Senato la scorsa settimana.

“…Chi produce un contenuto ne risponde completamente. Esistono comunque tutta una serie di figure come il blogger non professionista, chi fornisce la connessione, chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti, che non fanno lo stesso mestiere di chi gestisce la comunicazione sui media tradizionali. Ecco perché per questi soggetti andrebbero discusse regole diverse (non più o meno severe, ma diverse).”

Il fulcro del ragionamento di Pancini risiede praticamente tutto in questo periodo, nel quale sottolinea la differenza tra le dinamiche dei media tradizionali e di Internet, riferendosi anche piuttosto esplicitamente, quando parla di “chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti” al Processo che si sta svolgendo a Milano nei confronti di Google proprio in questi giorni.

Il fatto che Google entri in prima persona nella discussione riguardante la libertà della Rete, se da una parte è il segno tangibile che il DDL è davvero pericoloso, dall’altra è la presa di posizione di una Società privata che difende i propri interessi; dunque un’opinione che può essere condivisibile, ma allo stesso tempo deve essere relegata nell’ambito delle opinioni e non di coloro che possono pesare su decisioni istituzionali. Anzi non deve e non può pesare su decisioni istituzionali.

Le questioni riguardanti la libertà della Rete in questo Paese e le Leggi che la regolano, possono essere discusse negli aspetti decisionali unicamente dai soggetti che non hanno sulla carta motivi economici di base.

Lo Stato italiano e i Cittadini.

Via | Google Italia Blog

Kindle 2, il nuovo lettore eBook di Amazon

Amazon presenta agli utenti il suo nuovo dispositivo per la lettura di eBook, Kindle 2: un notevole balzo in avanti rispetto al suo antenato Kindle.

E’ sottilissimo, appena 6 cm mm e pesa circa 300 grammi. Ha uno schermo speciale anti riflesso, il cosiddetto “electronic paper”, che dai 4 precedenti toni di grigio passa a 16, con risoluzione 600x800, sviluppato appositamente per dare all’utente  un’esperienza di lettura simile al cartaceo, con in più tutti i vantaggi che derivano dalla digitalizzazione del testo.

Kindle 2 ha una memoria interna di 2 GB, che equivalgono a quanto afferma Amazon a circa 1.500 eBook, una batteria a lunga durata e la possibilità di collegarsi al negozio online di Amazon via Wi-fi, dal quale è possibile scaricare eBook (attualmente circa 230.000 titoli) riviste, quotidiani e feed di un migliaio di blog.

Il sistema sperimentale “Text-to-Speech” a bordo del lettore è poi in grado di convertire la scrittura digitale in traccie audio: quindi l’utente ha a disposizione opzionalmente anche l’ascolto dei file.

Il costo è di 359 dollari e potrà essere acquistato online da Amazon.com a partire dal 24 febbraio.

Via | SlashGear

Apple rifiuta MyShoe, l’Applicazione iPhone che getta le scarpe a Bush

“MyShoe”, il gioco per iPhone in cui lo scopo è quello di centrare con una scarpa l’ex Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, non sarà disponibile per il download sull‘App Store.

L’Applicazione, ispirata ai fatti dello scorso dicembre, quando durante una conferenza stampa un giornalista scagliò una delle sue scarpe in direzione del politico statunitense è stata infatti rifiutata da Apple con la seguente motivazione: “determined that we cannot post this version of your iPhone application to the App Store because it contains content that ridicules public figures.”

Via | NewsBizarre

Il Papa su YouTube, il Dalai Lama su Twitter

Sembrerebbe che anche il Dalai Lama voglia percorrere la strada dei Social Network.

Così come il Papa ha recentemente varato un canale su Youtube, il Dalai Lama ha infatti inaugurato un suo account Twitter.

Il nome Twitter del Dalai Lama è  @OHHDL acronimo di Office of His Holiness the Dalai Lama l’Ufficio responsabile delle comunicazioni del Dalai Lama e che amministra l’account.

Nell’arco di 9 ore il Dalai Lama aveva raggiunto più di 2.000 followers, diventati, in questo momento, quasi 20.000.

UPDATE: nel corso della giornata l’account è stato prima sospeso da Twitter in quanto possibile fake e poi rimesso online con la dicitura “unofficial”

Con la recessione, aumenta il click fraudolento su Adsense e Yahoo! Publisher

“Così come in tempi di recessione aumenta il crimine offline, tende ad aumentare anche quello online” ad affermarlo è David Hallerman, Senior Analyst di eMarketer.

E i numeri sembrano dargli ragione, perlomeno per quanto riguarda il click fraud: secondo l’ultimo Click Fraud Index di ClickForensics infatti, le pratiche di click fraudolento sono aumentate nel quarto trimestre 2008 fino a oltre il 17%, considerando i click generati dagli annunci presenti sui Network pubblicitari Google AdSense e Yahoo! Publisher.

Secondo lo stesso Indice, a generare il maggiore numero di click fraudolenti al di fuori degli USA è il Canada con il 7.4%, seguito dalla Germania con il 3% e dalla Cina con il 2.3%.

I click automatici poi, cioè quelli generati da Bot, sono ormai responsabili di oltre il 30% del click fraud totale.

Via | WildBlueSkies

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