Google Italia entra nel merito dell’Articolo 50
Con un post firmato da Marco Pancini, European Policy Counsel di Google e intitolato “Filtrare la Rete? NO grazie”, la divisione italiana del motore di ricerca esprime il suo punto di vista sul recente DDL approvato dal Senato la scorsa settimana.
“…Chi produce un contenuto ne risponde completamente. Esistono comunque tutta una serie di figure come il blogger non professionista, chi fornisce la connessione, chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti, che non fanno lo stesso mestiere di chi gestisce la comunicazione sui media tradizionali. Ecco perché per questi soggetti andrebbero discusse regole diverse (non più o meno severe, ma diverse).”
Il fulcro del ragionamento di Pancini risiede praticamente tutto in questo periodo, nel quale sottolinea la differenza tra le dinamiche dei media tradizionali e di Internet, riferendosi anche piuttosto esplicitamente, quando parla di “chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti” al Processo che si sta svolgendo a Milano nei confronti di Google proprio in questi giorni.
Il fatto che Google entri in prima persona nella discussione riguardante la libertà della Rete, se da una parte è il segno tangibile che il DDL è davvero pericoloso, dall’altra è la presa di posizione di una Società privata che difende i propri interessi; dunque un’opinione che può essere condivisibile, ma allo stesso tempo deve essere relegata nell’ambito delle opinioni e non di coloro che possono pesare su decisioni istituzionali. Anzi non deve e non può pesare su decisioni istituzionali.
Le questioni riguardanti la libertà della Rete in questo Paese e le Leggi che la regolano, possono essere discusse negli aspetti decisionali unicamente dai soggetti che non hanno sulla carta motivi economici di base.
Lo Stato italiano e i Cittadini.
Via | Google Italia Blog






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