Archive for Febbraio 6th, 2009

Il dominio Toys.com venduto all’asta per 1.25 milioni di dollari

I Liquidatori di The Parent Company, società americana di commercio elettronico finita in bancarotta nel dicembre 2008, hanno venduto all’asta il dominio Toys.com per la ragguardevole cifra di 1.25 milioni di dollari.

Ci sono comunque precedenti vendite di domini Internet che hanno avvicinato e superato tale cifra: YP.com, fu comprato da Yellow Pages per 3.85 milioni di dollari, Fly.com da Travelzoo per 1.8 milioni di dollari e Vibrators.com per 1 milione di dollari, senza contare la vendita fuori scala di Sex.com, venduto nel 2006 per 14 milioni di dollari.

Via | TechCrunch

Apple potrebbe trovare un’alternativa futura a Flash

Voci insistenti danno per imminente la disponibilità di Adobe Flash per iPhone e iPod Touch, ma Apple potrebbe aggirare in futuro quello che è l’attuale standard dell’animazione sul Web grazie a delle nuove funzioni di animazione all’interno di file CSS , i fogli di stile che hanno rivoluzionato il modo di sviluppare le pagine Internet, scalzando quasi del tutto il vecchio modo d’intendere l’HTML.

Queste funzioni di animazione sono già contenute nelle ultime build del webkit di Safari e già da qualche tempo, i programmatori hanno iniziato a testare nella versione mobile del browser le “CSS Animation”, le quali permettono di realizzare grafica animata ed effetti 3D rimuovendo la necessità del codice Javascript.

Via | MacRumors

Niente “Three strike” per il Governo Tedesco

Mentre in Italia c’è chi medita sul three strike alla francese e il recente articolo 50 del DDL 733 invoca i provider poliziotto, altri Paesi, come per esempio la Germania, si smarcano da questo tipo di pratiche persecutorie, perlomeno nell’ambito del contrasto al P2P illegale.

Secondo quanto riporta infatti il sito di news tedesco Heise Online, si è svolto recentemente un incontro tra il Dipartimento della Giustizia e gli ISP, durante il quale si è deciso di abbandonare sistemi invasivi nella lotta allo scambio in Rete di file illegali, per intraprendere invece un percorso che porti a nuove proposte riguardanti le tipologie delle licenze sul copyright in Rete e per il download legale.

Via | Ars Technica

Apple banna Facebook dagli Apple Store

Era già accaduto nel 2007 per Myspace, quando Apple aveva deciso di inibire l’accesso al Social Network sui Mac presenti in esposizione nei suoi Store ufficiali.

Adesso tocca a Facebook: niente più navigate nei negozi della mela sulle pagine del Social più amato del pianeta da parte dei clienti e (si ritiene che l’inibizione valga anche per loro) dei dipendenti.

“Gli Apple Store sono diventati una specie di Internet Cafe” ha dichiarato un impiegato Apple “Quindi mettere Facebook nella lista dei siti bannati, non può che agevolare quei clienti che vogliono effettivamente testare i Mac nei nostri negozi”

Via | Alley Insider

Telecom Itaglia

Telecom Italia prosegue il suo piano di riduzione del personale che prevede circa 9.000 licenziamenti, che verranno effettuati entro il 2011. Il 14% della sua forza lavoro.

L’azienda lo ha annunciato durante un incontro con i sindacati.

I primi saranno 300 impiegati del servizio “1254″ e 200 commerciali.

Nel piano è prevista anche la chiusura di 15 sedi provinciali e il conseguente trasferimento obbligato del personale presso le sedi regionali.

Le organizzazioni sindacali stanno organizzando differenti scioperi per protestare contro i tagli.

Via | ZeusNews

Error 50 comma 1 e seguenti: il Sito non è più raggiungibile

All’interno del DDL 733 riguardante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” che Il Senato ha approvato ieri, è contenuto l’art.50-bis denominato ”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“, emendato durante la seduta e i cui commi così recitano:

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

 2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

 3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

 4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

 5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

Da questo emendamento emergono due cose: la volontà censoria del Ministero dell’Interno e l’arruolamento come dipartimento aggregato degli ISP, che sono obbligati a rispondere alle direttive ministeriali attraverso apposite attività di filtraggio, se non vogliono incorrere in sanzioni amministrative.

 L’aspetto anacronistico dell’emendamento è che potenzialmente, se per esempio un utente di Facebook attiva un profilo i cui contenuti vengono considerati dalla triade Ministero dell’Interno, Autorità Giudiziaria e Polizia Postale come imputabili di apologia di reato, gli ISP dovranno filtrare l’intero Social Network, in quanto sarà tecnicamente impossibile “oscurare” unicamente il profilo in questione.

L’aspetto tragicomico risiede invece nel fatto che questa ricerca dell’apologia di reato su “stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda” nasca, come evidenziato dai legislatori, dall’esigenza di mettere fine ai recenti accadimenti  riguardanti la presenza in Rete di contenuti inneggianti alla criminalità organizzata e al terrorismo politico e non.

E che questa determinata e improrogabile ricerca dell’Apologia di criminalità organizzata e terrorismo sui media nasca in un Paese come l’Italia, dove le Istituzioni non sono state in grado, dal dopoguerra a oggi, di condannare gran parte dei Rei, risulta perlomeno buffonesco.

Multiple Inboxes, Gmail multi pannello

Google annuncia sul suo Blog di aver rilasciato attraverso i Laboratori una nuova opzione che permette di visualizzare pannelli multipli nell’interfaccia di Gmail.

L’opzione si chiama Multiple Inboxes ed è attivabile dai settaggi dei Labs

Multiple Inboxes permette di splittare la videata di Gmail in differenti pannelli, in cui vengono contenuti i messaggi etichettati nello stesso modo.

L’opzione è configurabile dalle impostazioni generali alla voce “Più cartelle Posta in arrivo”

Si possono attivare fino a cinque differenti pannelli inserendo nell’apposito box il comando “is:nomeetichetta”

E’ anche possibile creare un pannello con i messaggi non letti grazie al comando “is:unread”

Via | Official Gmail Blog

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